Rassegna Stampa

'Io kamikaze? Sfida difficile ma non faro' la comparsa'

Data: 15/08/2022

L'INTERVISTA BEATRICE GHETTI /PARTITO DEMOCRATICO

CANDIDATA AL COLLEGIO DELLA CAMERA, FORSE CONTRO FOTI: «ERA DOVEROSO METTERMI A DISPOSIZIONE DEL PARTITO»

Ma quale candidata "kamikaze" o "agnello sacrificale"? « In questa campagna elettorale non ho alcuna intenzione di fare la semplice comparsa. Ci metterò il duecento per cento delle energie per ottenere il miglior risultato per la coalizione ». Ha le idee chiare, Beatrice Ghetti, la consigliera comunale di Vigolzone scelta dal Pd come candidata al collegio uninominale della Camera dei Deputati. Ingegnere edile, 38 anni, segretaria del circolo dem di Vigolzone e membro della segretaria provinciale del partito, con ogni probabilità Ghetti sfiderà Tommaso Foti del centrodestra in una competizione che si annuncia particolarmente difficile. «Difficile, ma non impossibile» precisa lei 

Ghetti, lei ha accettato laddove in tanti suoi colleghi hanno rinunciato. Cosa l'ha motivata? 
«In prima battuta con il partito cercavamo come candidato la figura di un amministratore, un sindaco di primo piano o un assessore. Ed effettivamente ci sono state diverse indisponibilità per svariate ragioni. Così quando il segretario Berra, la segretaria cittadina Malchiodi e la sindaca Tarasconi mi hanno chiesto se fossi disponibile, mi sono presa un momento di riflessione per gestire alcune questioni sul lavoro e poi ho detto sì. Credo che per chi fa parte di un partito, a maggior ragione se nella direzione, sia corretto mettersi a disposizione anche sapendo che la partita è molto complessa».

Il collegio in cui si presenta vede il centrodestra favorito. Mai avuto la sensazione di essere una candidata "kamikaze"? 
«Assolutamente no. Non ho intenzione di fare una campagna elettorale sottotono solo perché storicamente il collegio non è favorevole al centrosinistra. Credo fermamente nel mio partito, nelle idee che porta avanti ed è giusto impegnarsi per fare in modo che si concretizzino. Sono onorata di essere la candidata dell'intera coalizione (oltre al Pd comprende anche Articolo Uno, + Europa, Sinistra italiana, Impegno civico, Europa Verde, ndr). E attendiamo di capire cosa faranno Renzi e Calenda».

A proposito, a suo avviso, Renzi e Calenda dovevano entrare nell'alleanza? 
«Sì. Un campo progressista molto vasto ha più probabilità di successo. Ce l'hanno insegnato la vittoria di Bonaccini nel 2020 e quello della sindaca Tarasconi poche settimane fa»

Stando ai rumors se la vedrà con un candidato di grande esperienza come Foti. Che approccio adotterà? 
« Farò una campagna basata sui contenuti del nostro programma. Non la metterò mai sulla sfida personale. E' però evidente che siamo due profili molto diversi. Sono una outsider, ma con dignità e lealtà lavorerò perché si affermi l'idea di un paese europeista e progressista che la mia coalizione porta avanti»

Quanto conta il sostegno della neo sindaca Tarasconi? 
«Moltissimo. Da quando faccio politica (2014), l'ho sempre sostenuta. La stimo molto per la sua tenacia e per l'empatia che sa trasmettere, caratteristiche che sento anche mie. Sono molto determinata. Cercherò di ottenere il miglior risultato possibile»

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