Rassegna Stampa

'La nostra storia corale ora un invito per il futuro'

Data: 06/06/2025

IL DISCORSO DEL PRESIDENTE RAFFAELE CHIAPPA HA APERTO IERI I LAVORI ASSEMBLEARI AL PALABANCAEVENTI

Signore e signori, autorità civili e militari, stimati soci di Confcommercio Piacenza, è con sincero piacere e con un rinnovato senso di responsabilità che mi trovo in questa 80ª Assemblea Pubblica della nostra Unione Commercianti. Ottant'anni rappresentano una storia di impegno costante per il tessuto economico e sociale della nostra provincia, un percorso fatto di ascolto, di proposte e di una ferma volontà di contribuire alla crescita del nostro territorio. Un percorso costruito in maniera corale dai nostri soci, dai presidenti, dai consiglieri, dagli impiegati, dai funzionari, e dai direttori che si sono succeduti dalla fondazione e che accomuno in un grande ringraziamento. Se oggi siamo qui a festeggiare assieme il traguardo degli 80 anni è proprio per il contributo che ciascuno di voi ha dato. Altrettanto importante è sempre stato il costante supporto che abbiamo ricevuto da Confcommercio Nazionale, a sua volta nata nel 1945, un mese prima di noi e rappresentata oggi dal Presidente Carlo Sangalli. Mi sento di ringraziarla di cuore, Presidente, a nome di tutti i soci. A proposito di chi con il suo lavoro, nel passato, ha costruito il nostro presente, il mio pensiero va, con profonda emozione, a Francesco Meazza, che ci ha lasciati da poco. Francesco, imprenditore dotato di grande capacità umana e professionale, è stato una figura fondamentale per la nostra associazione, come presidente di Confcommercio Piacenza (dal 2001 al 2010). La sua esperienza lavorativa lo ha portato a lavorare fianco a fianco dei pubblici esercizi del nostro territorio e io credo che, proprio per questo, apprezzerebbe il tema intorno al quale ruota questa nostra assemblea: quello del turismo come autentico volano per il nostro sviluppo economico. Una via per il futuro Tornando proprio al tema centrale di questa giornata, la nostra è stata una scelta maturata dalla consapevolezza delle straordinarie potenzialità che la nostra città e la nostra provincia esprimono, e dalla ferma convinzione che un approccio, strategico e sinergico, possa trasformare queste potenzialità in concrete opportunità di crescita per tutto il nostro comparto, dal commercio alla ristorazione, dall'accoglienza, ai servizi. Settore in cambiamento Prima di addentrarci in questo tema, lasciatemi dire che oggi, come già ottanta anni fa, quando i fondatori diedero vita all'Unione commercianti di Piacenza (ed anche a Confcommercio Nazionale) le nostre imprese del terziario di mercato continuano a creare occupazione di qualità, ogni giorno. Questo nonostante il nostro futuro collettivo continui ad apparire incerto, segnato da contraddizioni profonde e da crisi drammatiche. Un contesto che ci vede coinvolti sia come nazione sia come parte dell'Europa. I dati parlano chiaro: tra il 2012 e il 2023, su circa 17 milioni di nuovi posti di lavoro (creati nell'Europa a 27) oltre l'80% è dipeso dalle imprese dei nostri settori. Un ruolo dunque, quello delle nostre aziende, di assoluta importanza che, negli attuali complicati scenari, deve trovare un più forte sostegno da parte dell'Unione Europea. Abbiamo la fortuna di avere qui oggi il ministro Tommaso Foti, a cui va la nostra gratitudine per essere riuscito ad inserire questa giornata nella sua agenda. Nel suo ruolo strategico di ministro per gli affari europei, per le politiche di coesione e il PNRR, le chiediamo, signor Ministro, di ricordare a Bruxelles quanto pesa il comparto del terziario e del commercio italiano e, al contempo, quanto abbia bisogno di politiche nuove per affrontare sfide nuove, quelle che la storia ed i mercati ci stanno ponendo dinnanzi. In Italia dal 1995 al 2023, il terziario di mercato ha generato circa tre milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro. Ecco perché, diciamo con orgoglio che le nostre imprese creano occupazione e crescita diffusa. Sguardo su Piacenza Purtroppo però ci sono fenomeni che ci preoccupano, come la desertificazione commerciale, che interessa molte delle nostre città e che riguarda (seppure in maniera differente), le nostre zone collinari e le aree di montagna). Se poi esaminiamo la nostra realtà, in dodici anni, Piacenza ha perso il 22% dei negozi al dettaglio, posizionandosi al 71° posto sui 122 capoluoghi considerati nelle statistiche. In centro storico, addirittura, si è passati da 642 attività del 2012, a 550 di giugno 2024: peraltro, il trend negativo si è manifestato anche nelle altre zone della città, dove si è passati dai 517 esercizi del 2012, ai 391 del 2024. Le sfide nazionali Su questo versante, diciamo con forza che occorrono urgentemente politiche incisive di sostegno, prima che sia troppo tardi. Allo stesso modo assistiamo ad un calo delle imprese giovanili, un fenomeno dovuto sia a fattori demografici sia alle difficoltà burocratiche che a quelle di accesso al credito. Parallelamente vi sono difficoltà nel trovare competenze adeguate per le nostre imprese. A livello macroeconomico, l'Italia si confronta con una produttività che ristagna da oltre trent'anni e con un enorme debito pubblico. Nonostante queste sfide, è importante riconoscere che nel periodo post-pandemico l'Italia è riuscita a crescere e a fare meglio di molti altri Paesi europei. E anche in questo risultato, il terziario di mercato, e in particolare la filiera del turismo, ha giocato un ruolo significativo. Turismo "miracolo economico" Con questo, arriviamo proprio al tema centrale della nostra assemblea dell'80° anniversario di fondazione. A livello nazionale, il turismo ha registrato ottime performance. Secondo dati provvisori, nel 2024, la bilancia turistica dovrebbe registrare un avanzo di 21 miliardi. Nel suo complesso il turismo rappresenta il 13% del PIL italiano ed è una delle poche attività economiche che non ha subito ridimensionamenti. Insomma come ha sottolineato il nostro Presidente Nazionale Sangalli, il turismo è un settore strategico che ha realizzato un vero e proprio "miracolo economico". Dobbiamo riconoscere pienamente il ruolo dei servizi di mercato, cioè dei nostri settori, nell'accelerazione del PIL, e il turismo, nella sua più ampia accezione, rappresenta una delle punte di diamante di questi servizi. A Piacenza, purtroppo, abbiamo registrato alcuni decrementi, con una situazione difforme sul territorio, con aree che performano meglio e altre che si trovano in maggiore sofferenza. Una rinnovata attenzione Proprio per questo, come Confcommercio Piacenza, abbiamo scelto di porre il turismo al centro della nostra attenzione, per contribuire al rilancio del settore e trasformarlo in un autentico volano per la nostra economia. Crediamo in un approccio strategico al turismo che riesca a valorizzare le bellezze naturali del nostro territorio, con le sue valli, il fiume Po, i castelli, i percorsi ciclistici, quelli religiosi, l'enogastronomia oltre a segmenti con enormi potenzialità, quali il turismo congressuale e convegnistico e quello sportivo. Tante potenzialità La provincia di Piacenza gode di una posizione geografica strategica, un crocevia di culture e di traffici commerciali, che nei secoli l'ha resa un punto di riferimento. Siamo custodi di un patrimonio monumentale e architettonico di grande pregio, con chiese storiche che testimoniano una profonda spiritualità e palazzi come Palazzo Gotico, Palazzo Farnese che narrano secoli di storia e arte. Le nostre strutture museali, dalla Galleria Ricci Oddi (con i suoi capolavori), allo spazio polifunzionale XNL che ospita mostre di richiamo nazionale e internazionale, fino ai Musei Civici, passando per la Galleria Alberoni , costituiscono un'offerta culturale diversificata e attrattiva. Non possiamo dimenticare il fascino unico delle nostre "botteghe storiche", che rappresentano storie di eccellenza e un patrimonio culturale da tutelare, capaci di attrarre visitatori con la loro esclusività. Allo stesso modo dobbiamo citare i magnifici borghi della nostra provincia, da Bobbio a Castell'Arquato, da Grazzano Visconti a Vigoleno.

Ricordiamo anche come la nostra storia è stata plasmata con una forte impronta religiosa. Piacenza si trovava lungo importanti vie di pellegrinaggio come le Vie Romee e in particolare la Via Francigena, e la variante di montagna detta "la via degli Abati": itinerari millenari, che ancora oggi richiamano un flusso di visitatori interessati a riscoprire la spiritualità e la storia del nostro territorio. Questo legame con la fede rappresenta un'opportunità unica per sviluppare un turismo religioso che affianchi le mete devozionali tradizionali, con la scoperta del nostro patrimonio culturale e paesaggistico. Come evidenziato in uno studio sul turismo religioso, i cammini della fede non sono tali solo per la materialità del percorso, ma per il "significato spirituale, culturale, identitario ed esperienziale che propongono".

Tra enogastronomia e sport

Certo, la nostra tradizione enogastronomica rimane un elemento di eccellenza e un potente attrattore.

I prodotti DOP e i nostri vini sono ambasciatori del nostro territorio nel mondo. Tuttavia, crediamo fermamente che Piacenza abbia le carte in regola per ambire a un'offerta turistica più ampia e diversificata.

Eventi come le cupole affrescate del Guercino e del Pordenone dimostrano la nostra capacità di attrarre decine di migliaia di visitatori, grazie al nostro patrimonio storico e artistico.

Pensiamo al turismo sportivo. Manifestazioni di successo come i Campionati Nazionali di Scherma, che abbiamo avuto l'onore di ospitare più volte, dimostrano come eventi sportivi di calibro nazionale possano generare flussi turistici significativi, con benefici diretti per le nostre strutture ricettive, i nostri negozi e i nostri ristoranti. E in questo Piacenza Expo si è dimostrato luogo ideale non solo per ospitare eventi fieristici di richiamo internazionale come Geofluid, ma anche, grazie alla sua modularità, perfetto palcoscenico proprio per competizioni fra atleti nazionali.

Congressi e università

Altro settore su cui puntare, come già detto in precedenza, è quello della convegnistica e dei congressi. La nostra posizione strategica e la presenza di tanti spazi adeguati ci possono rendere una destinazione ideale per ospitare eventi di livello nazionale e internazionale.

Un settore che, come sottolinea il Ministero del Turismo, vede l'Italia primeggiare in Europa. Questi flussi generano un turismo di alta qualità con importanti ricadute economiche per il nostro territorio.

Non sottovalutiamo, poi, il potenziale legato alla presenza di importanti poli universitari come il Politecnico di Milano, l'Università Cattolica del Sacro Cuore, l'Università di Parma ed il Conservatorio Nicolini. Questi atenei attraggono studenti, docenti e ricercatori (e i loro famigliari), che possono rappresentare un flusso costante di visitatori, interessati non solo all'aspetto accademico, ma anche alla scoperta del nostro patrimonio culturale e all'offerta dei nostri servizi. Investire sulla formazione superiore vuole quindi dire investire sul futuro della nostra città, combattere la cosiddetta fuga di cervelli verso l'estero. Dobbiamo creare le giuste condizioni perché questi studenti, un domani, trovino in Piacenza il territorio fertile e ideale dove impiantare nuove attività, e decidano così di fermarsi a vivere nella nostra provincia.

Sono convinto che la logistica piacentina, così come si sta evolvendo, ci offra (in collaborazione con i nostri atenei) una grande opportunità: quella di trasformare Piacenza in un laboratorio di studio della gestione dei processi logistici, un laboratorio del pensiero che si affermi come riferimento a livello mondiale.

Perché tutto questo si concretizzi e si traduca in una crescita reale e duratura per il nostro territorio, è indispensabile una stretta collaborazione tra tutti i soggetti protagonisti: le istituzioni pubbliche, le associazioni di categoria, gli operatori turistici, il mondo della cultura e dell'università e Piacenza Expo.

Pronti a fare la nostra parte

Come Confcommercio, siamo pronti a fare la nostra parte, ad essere "aggregatore e facilitatore tra territorio e il lavoro delle piccole e medie imprese". Dobbiamo superare ogni possibile frammentazione residua e lavorare insieme per valorizzare il nostro territorio in tutte le sue sfaccettature e comunicare al meglio il prodotto e i tantissimi servizi disponibili. È necessario investire in un marketing territoriale mirato, che sappia valorizzare la ricchezza e la diversità della nostra offerta, anche attraverso strumenti innovativi.

In conclusione, credo fermamente che Piacenza abbia un enorme potenziale turistico ancora inespresso. Sfruttare appieno questa opportunità significa sostenere il nostro commercio, rafforzare la nostra economia, creare nuove opportunità di lavoro e migliorare la qualità della vita per tutti i piacentini.

Facciamo nostro l'invito all'«effettiva partecipazione delle forze sociali alle scelte politiche», lavoriamo insieme con passione e determinazione, cogliendo i cambiamenti e trasformandoli in opportunità reali.

Lasciatemi, infine, lanciare a tutti voi una proposta concreta. Cogliamo questa occasione per gettare le basi per la costituzione di un Tavolo permanente sul Turismo, che coinvolga tutti i portatori di interesse: Istituzioni, Enti Locali, associazioni di categoria, i consorzi di promozione turistica, operatori del settore, Piacenza Expo, la diocesi, enti culturali, associazioni sportive, mondo universitario e della formazione. Con l'obiettivo di giungere ad una pianificazione strategica condivisa, rispettosa delle competenze di ognuno. Solo un confronto costruttivo, strutturato e costante potrà garantirci quella visione d'insieme necessaria per affrontare le sfide del presente e costruire insieme un futuro turistico solido, integrato, capace di generare valore per tutto il territorio.


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