IL DISCORSO DEL PRESIDENTE RAFFAELE CHIAPPA HA APERTO IERI I LAVORI ASSEMBLEARI AL PALABANCAEVENTI
Signore e signori, autorità civili e militari, stimati soci di Confcommercio Piacenza, è con sincero piacere e con un rinnovato senso di responsabilità che mi trovo in questa 80ª Assemblea Pubblica della nostra Unione Commercianti. Ottant'anni rappresentano una storia di impegno costante per il tessuto economico e sociale della nostra provincia, un percorso fatto di ascolto, di proposte e di una ferma volontà di contribuire alla crescita del nostro territorio. Un percorso costruito in maniera corale dai nostri soci, dai presidenti, dai consiglieri, dagli impiegati, dai funzionari, e dai direttori che si sono succeduti dalla fondazione e che accomuno in un grande ringraziamento. Se oggi siamo qui a festeggiare assieme il traguardo degli 80 anni è proprio per il contributo che ciascuno di voi ha dato. Altrettanto importante è sempre stato il costante supporto che abbiamo ricevuto da Confcommercio Nazionale, a sua volta nata nel 1945, un mese prima di noi e rappresentata oggi dal Presidente Carlo Sangalli. Mi sento di ringraziarla di cuore, Presidente, a nome di tutti i soci. A proposito di chi con il suo lavoro, nel passato, ha costruito il nostro presente, il mio pensiero va, con profonda emozione, a Francesco Meazza, che ci ha lasciati da poco. Francesco, imprenditore dotato di grande capacità umana e professionale, è stato una figura fondamentale per la nostra associazione, come presidente di Confcommercio Piacenza (dal 2001 al 2010). La sua esperienza lavorativa lo ha portato a lavorare fianco a fianco dei pubblici esercizi del nostro territorio e io credo che, proprio per questo, apprezzerebbe il tema intorno al quale ruota questa nostra assemblea: quello del turismo come autentico volano per il nostro sviluppo economico. Una via per il futuro Tornando proprio al tema centrale di questa giornata, la nostra è stata una scelta maturata dalla consapevolezza delle straordinarie potenzialità che la nostra città e la nostra provincia esprimono, e dalla ferma convinzione che un approccio, strategico e sinergico, possa trasformare queste potenzialità in concrete opportunità di crescita per tutto il nostro comparto, dal commercio alla ristorazione, dall'accoglienza, ai servizi. Settore in cambiamento Prima di addentrarci in questo tema, lasciatemi dire che oggi, come già ottanta anni fa, quando i fondatori diedero vita all'Unione commercianti di Piacenza (ed anche a Confcommercio Nazionale) le nostre imprese del terziario di mercato continuano a creare occupazione di qualità, ogni giorno. Questo nonostante il nostro futuro collettivo continui ad apparire incerto, segnato da contraddizioni profonde e da crisi drammatiche. Un contesto che ci vede coinvolti sia come nazione sia come parte dell'Europa. I dati parlano chiaro: tra il 2012 e il 2023, su circa 17 milioni di nuovi posti di lavoro (creati nell'Europa a 27) oltre l'80% è dipeso dalle imprese dei nostri settori. Un ruolo dunque, quello delle nostre aziende, di assoluta importanza che, negli attuali complicati scenari, deve trovare un più forte sostegno da parte dell'Unione Europea. Abbiamo la fortuna di avere qui oggi il ministro Tommaso Foti, a cui va la nostra gratitudine per essere riuscito ad inserire questa giornata nella sua agenda. Nel suo ruolo strategico di ministro per gli affari europei, per le politiche di coesione e il PNRR, le chiediamo, signor Ministro, di ricordare a Bruxelles quanto pesa il comparto del terziario e del commercio italiano e, al contempo, quanto abbia bisogno di politiche nuove per affrontare sfide nuove, quelle che la storia ed i mercati ci stanno ponendo dinnanzi. In Italia dal 1995 al 2023, il terziario di mercato ha generato circa tre milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro. Ecco perché, diciamo con orgoglio che le nostre imprese creano occupazione e crescita diffusa. Sguardo su Piacenza Purtroppo però ci sono fenomeni che ci preoccupano, come la desertificazione commerciale, che interessa molte delle nostre città e che riguarda (seppure in maniera differente), le nostre zone collinari e le aree di montagna). Se poi esaminiamo la nostra realtà, in dodici anni, Piacenza ha perso il 22% dei negozi al dettaglio, posizionandosi al 71° posto sui 122 capoluoghi considerati nelle statistiche. In centro storico, addirittura, si è passati da 642 attività del 2012, a 550 di giugno 2024: peraltro, il trend negativo si è manifestato anche nelle altre zone della città, dove si è passati dai 517 esercizi del 2012, ai 391 del 2024. Le sfide nazionali Su questo versante, diciamo con forza che occorrono urgentemente politiche incisive di sostegno, prima che sia troppo tardi. Allo stesso modo assistiamo ad un calo delle imprese giovanili, un fenomeno dovuto sia a fattori demografici sia alle difficoltà burocratiche che a quelle di accesso al credito. Parallelamente vi sono difficoltà nel trovare competenze adeguate per le nostre imprese. A livello macroeconomico, l'Italia si confronta con una produttività che ristagna da oltre trent'anni e con un enorme debito pubblico. Nonostante queste sfide, è importante riconoscere che nel periodo post-pandemico l'Italia è riuscita a crescere e a fare meglio di molti altri Paesi europei. E anche in questo risultato, il terziario di mercato, e in particolare la filiera del turismo, ha giocato un ruolo significativo. Turismo "miracolo economico" Con questo, arriviamo proprio al tema centrale della nostra assemblea dell'80° anniversario di fondazione. A livello nazionale, il turismo ha registrato ottime performance. Secondo dati provvisori, nel 2024, la bilancia turistica dovrebbe registrare un avanzo di 21 miliardi. Nel suo complesso il turismo rappresenta il 13% del PIL italiano ed è una delle poche attività economiche che non ha subito ridimensionamenti. Insomma come ha sottolineato il nostro Presidente Nazionale Sangalli, il turismo è un settore strategico che ha realizzato un vero e proprio "miracolo economico". Dobbiamo riconoscere pienamente il ruolo dei servizi di mercato, cioè dei nostri settori, nell'accelerazione del PIL, e il turismo, nella sua più ampia accezione, rappresenta una delle punte di diamante di questi servizi. A Piacenza, purtroppo, abbiamo registrato alcuni decrementi, con una situazione difforme sul territorio, con aree che performano meglio e altre che si trovano in maggiore sofferenza. Una rinnovata attenzione Proprio per questo, come Confcommercio Piacenza, abbiamo scelto di porre il turismo al centro della nostra attenzione, per contribuire al rilancio del settore e trasformarlo in un autentico volano per la nostra economia. Crediamo in un approccio strategico al turismo che riesca a valorizzare le bellezze naturali del nostro territorio, con le sue valli, il fiume Po, i castelli, i percorsi ciclistici, quelli religiosi, l'enogastronomia oltre a segmenti con enormi potenzialità, quali il turismo congressuale e convegnistico e quello sportivo. Tante potenzialità La provincia di Piacenza gode di una posizione geografica strategica, un crocevia di culture e di traffici commerciali, che nei secoli l'ha resa un punto di riferimento. Siamo custodi di un patrimonio monumentale e architettonico di grande pregio, con chiese storiche che testimoniano una profonda spiritualità e palazzi come Palazzo Gotico, Palazzo Farnese che narrano secoli di storia e arte. Le nostre strutture museali, dalla Galleria Ricci Oddi (con i suoi capolavori), allo spazio polifunzionale XNL che ospita mostre di richiamo nazionale e internazionale, fino ai Musei Civici, passando per la Galleria Alberoni , costituiscono un'offerta culturale diversificata e attrattiva. Non possiamo dimenticare il fascino unico delle nostre "botteghe storiche", che rappresentano storie di eccellenza e un patrimonio culturale da tutelare, capaci di attrarre visitatori con la loro esclusività. Allo stesso modo dobbiamo citare i magnifici borghi della nostra provincia, da Bobbio a Castell'Arquato, da Grazzano Visconti a Vigoleno.
