Rassegna Stampa

'L'alleanza del '49 è cambiata'

Data: 05/07/2026

CORRIERE DELLA SERA
05-LUG-2026
pagina 10 / foglio 1

«L'alleanza del '49 è cambiata

Aumentiamo le spese di difesa
per rafforzare l'asse europeo»

Foti: c'è una situazione diversa, gli Usa guardano all'indo-pacifico

Gli aiuti a Kiev
Abbiamo sempre aiutato l'Ucraina con forniture di energia. Ora continueremo a farlo

L'intervista

di Paola Di Caro
ROMA

Ha una posizione molto realistica Tommaso Foti — ministro per gli Affari Europei, il Pnrr e la Coesione — sull'imminente vertice Nato. «L'Europa deve prendere atto che la situazione geopolitica mondiale è cambiata enormemente da quando nacque la Nato, nel 1949».

Era un'alleanza in chiave antisovietica, ma anche oggi la Russia è un pericolo.

«Sì, nasceva per difendere il blocco occidentale dalla minaccia dell'Urss, molto concreta, e andava bene sia per gli Usa che per l'Europa: grandi oneri economici per l'America ma anche basi in Europa che a loro servivano».

Oggi cosa è cambiato che ci obbliga a venire incontro alle richieste di Trump?

«Oggi per gli Usa è diventato fondamentale il teatro indo-pacifico, vista l'enorme crescita della Cina. E non solo Trump, ma anche presidenti del passato come Obama — seppur con toni e modi diversi — hanno chiesto un riequilibrio delle spese. Arrivare al 5% del Pil entro il 2035 per le spese di difesa non sarà facile perché sembra una richiesta sproporzionata».

Non sarà facile spiegarlo all'opinione pubblica.

«È vero, l'opinione pubblica europea, e quella italiana in particolare, non vede la necessità che invece è reale di rafforzare l'asse europeo della Nato. Paesi che hanno subito il comunismo o sono più vicini alla Russia sentono il problema molto di più, ma anche la Germania sta spendendo tantissimo pur avendo una situazione economica non facile. Noi veniamo da 81 anni di pace, ma è necessario capire che i tempi cambiano».

E per quanto riguarda le forniture a Kiev?

«Per il 2026 è stato già deciso il contributo europeo, poi vedremo. Abbiamo sempre aiutato l'Ucraina con forniture di energia, con aiuti di uso civile, continueremo a farlo».

Legge elettorale: sta slittando, la porterete a casa?

«Certo, vogliamo farla. Sarebbe ora che l'opposizione convenisse che non vogliamo una legge per vincere noi, ma che permetta a chi vince di governare. E l'indicazione del premier è anche un atto di chiarezza per gli elettori, evita giochini parlamentari».

Nella maggioranza, però, siete divisi sulle preferenze.

«C'è un percorso parlamentare, deciderà il Parlamento. Io personalmente dico che già a 20 anni venni eletto con le preferenze e per diversi lustri. Senza problemi, anzi».

Ma questa legge si incrocia adesso con la variabile Vannacci. Che farete?

«Non abbiamo presentato la legge perché pensavamo di vincere ma perché utile alla nazione. E perché gli elettori potessero decidere chi e come votare. Anche, come credo, scegliendo il voto utile, quello che serve per governare».

Vannacci dice che lo attaccate solo perché ci tiene al poltrone.

«A proposito di poltrone, i parlamentari di Vannacci, tutte eletti nel centrodestra, riflettono su una cosa: chi non vuole il Campo largo non vota come il Campo largo. Mentre loro lo stanno facendo».

Intanto c'è il caso Rai.

«Abbastanza surreale, perché è vero che la legge prevede i due terzi del voto della Vigilanza per poter convalidare il presidente, ma per la sinistra la norma è diventata un diritto di veto. È stato presidente Petruccioli, che era stato eletto nell'83 col Pci, e il problema per la libertà della Rai sarebbe Simona Agnes? La realtà è che parlano di una "TeleMeloni" che non esiste, ma sognano di tornare ai tempi della vera occupazione della Rai, a "Telekabul"».

Commissione Covid: la state usando come arma politica per le elezioni?

«Si è opposto alla commissione, prevista dalle procedure parlamentari, l'opposizione che nemmeno indicò nel 2024 i suoi componenti, costringendo i presidenti di Camera e Senato a farlo medico. Non è arma politica un'operazione di chiarezza su un miliardo e trecento milioni buttati per mascherine inutili. Perché si ha paura di un'operazione verità? Qualcuno ha la coda di paglia?».

Il Pnrr: abbiamo incassato l'8ª rata, ora manca la decima rata. Davvero sono stati spesi tutti bene?

«Vi sono progetti finalizzati dagli enti locali per 28,4 miliardi, non tutti lavorano utilizzati al meglio, ma moltissimi sono già stati realizzati, altri sono in svolgimento, in difficoltà vera ce ne sono solo 537 per un totale di 460 milioni, una cifra bassa rispetto allo stanziamento complessivo. Poi è naturale che non tutto si traduce in Pil immediatamente, per dire gli asili costruiti oggi daranno più posti di lavoro e libereranno forze femminili nel tempo. Il bilancio è comunque positivo».


Il profilo

Tommaso Foti

  • È stato consigliere regionale in Emilia-Romagna e capogruppo di FdI
  • Nato il 6 giugno 1961
  • Avvocato
  • Dal 2012 con FdI, deputato dal dicembre 2024
  • Ministro per gli Affari europei, le politiche di coesione e il Pnrr

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