Rassegna Stampa

'Parco della Pertite 30mila si' e 10 anni che sono trascorsi senza una risposta'

Data: 29/10/2019

LA PRESIDENTE DEL COMITATO FONDATO NEL 2009: TUTTO È FERMO ALLA SINDACA CHIEDEREI COSA FARÀ SU BONIFICA E PISTA PROVE

Ha un po' il retrogusto amaro, questa riflessione con Maria Pia Romano. Sono trascorsi 10 anni dalla creazione, nel maggio 2009, del comitato che avrebbe voluto un parco alla Pertite. Dieci anni di piazze con i piacentini che offrivano oggetti da rivendere e procacciare soldi alle casse della causa, di adrenalina, di striscioni, di raccolte firme, e un referendum consultivo a cui 30mila concittadini, il 7 e 8 giugno 2011, misero un sì per realizzare - in quei 270mila metri quadrati della Difesa che affacciano sulla via Emilia Pavese - un nuovo parco. Che ancora, dopo 10 anni, non c'è. Il parco della Galleana ci aveva messo 5 anni per vedere la luce. Pista per la prova dei mezzi militari da trasferire prima (dove? con che soldi, dal Comune?), una bonifica che prima non doveva esserci ma che nei mesi scorsi, dopo che il parlamentare di Fd'I Tommaso Foti ha reso pubblico un report di Arpae e ha interrogato il ministro, potrebbe in realtà essere dovuta, se la destinazione dell'area non sarà più militare ma di utilizzo pubblico stanno - forse - frenando. Ma che, forse, non bastano a spiegare. Da quell'ultimo atto ufficiale in Consiglio comunale che nel 2017 catalogò l'area come "verde urbano" (grazie all'intervento delle opposizioni, che si schierarono contro la proposta di farne "area attrezzata"), tante parole sono state spese, ma finora nulla che sfami davvero il sogno dei volontari della Pertite. Maria Pia Romano è ancora presidente di quel comitato che tanto si spese e continua a farlo. E' quasi leggenda la genesi di questo progetto. Che nacque dalla visione degli studenti della media Calvino di via Stradella, dalle cui finestre ogni giorno quegli alberi della Pertite erano l'unica veduta. La Romano, nel 2009, era la prof di lettere. Coi colleghi rispose all'invito della Provincia di "adottare" una zona del territorio. La Calvino si prese la Pertite. Greta era ancora molto distante dal vedere la luce. Era l'anno scolastico 2007-2008, si lavorò due anni.

Maria Pia, un esordio quasi commovente. Oggi quei ragazzini hanno 23 o 24 anni. Ma il loro progetto ancora non si è realizzato. 
«Fu davvero un progetto trasversale, tante classi ci lavorarono. Facemmo uno studio dell'area, senza mai poterci metter dentro i piedi per questioni di sicurezza. Organizzammo una mostra itinerante sulla Pertite e il sogno di farne un parco divenne addirittura uno spettacolo teatrale».  

Seguì, da parte sua e non solo sua, l'intenzione di non disperdere tutto quel lavoro. 
«Per presentarci alle istituzioni, io e altri volontari, abbiamo raccolto in poche settimane 12mila firme. A maggio 2009 fondavamo il comitato di cui ero e sono la presidente. Ci fu, determinante, il sostegno di Legambiente. Erano volontari di tutta la città, pochissimi del quartiere della Pertite. Fu un risveglio etico, per una zona finora dimenticata da tutti. Noi pensavamo che fosse un polmone verde per la città e come tale andasse preservato. Nel 2010 oltre 2mila piacentini ci hanno seguito nell'abbraccio dell'area».

A cosa servì quell'azione da Guinness, prof? 
«Si aprì un dibattito pubblico, ma ci fu anche l'allora sindaco Reggi che, al termine, venne a dirci che aveva trovato la soluzione: metà parco, metà Arsenale. Non era ciò che volevamo. Diciamo che, in generale, le amministrazioni ci hanno tollerato, anche se non con quella disponibilità che ci saremmo attesi».

Giugno 2011, il referendum consultivo sulla Pertite. Sembrava un'utopia, e invece in pochi giorni arrivarono le firme. 
«Seimila firme in una settimana. Votarono in 30mila. Trentamila sì al parco della Pertite. Ce le eravamo guadagnate col sudore. Perchè anche per le operazioni di voto non fummo favoriti. Passammo la notte precedente alla consultazione a scrivere cartelli con le indicazioni delle aule dove era stato allocato il luogo di voto. Il quorum non fu raggiunto. Ma il problema è politico. Se 30mila persone votano in questo senso, e sono più di quante abbiano eletto un sindaco, vuole dire che questi 30mila piacentini un parco alla Pertite ce lo vogliono».  

Con il sindaco Dosi avete istituito un tavolo sulla Pertite. 
«Ci ritrovavamo una volta al mese, per capire, per pungolare. Ma fu proprio in quel periodo che ad un certo punto ci sentimmo traditi. Perchè scoprimmo che la Pertite era stata inserita in una delibera con destinazione a "parco pubblico attrezzato". Il che significava che avrebbero potuto metterci impianti sportivi privati, e non sarebbe stato il parco che in tanti volevamo. Dopo tutto il lavoro, la delusione. Arriviamo a maggio 2017, quando in consiglio le opposizioni votano contro, Foti in primis. Fummo contenti: finalmente la Pertite era "verde pubblico" e basta».

Ma la battaglia non era finita. Anzi, non è finita. Meglio, dovrà cominciare. Prima l'inclusione della Pertite tra le possibili aree del nuovo ospedale, che anche la Giunta Barbieri sembra aver bocciato. L'annosa questione di ricollocare la pista per le prove dei mezzi, irrisolta. E un punto interrogativo sulla bonifica dell'area: sì o no? Voi? 
«In questi ultimi anni non abbiamo mai smesso di esserci. L'anno scorso abbiamo organizzato la marcia dei passeggini per la Pertite, 500 bebè coi genitori. Il tema è ancora molto sentito. La situazione attuale è che dopo quella delibera di maggio 2017  non ci sono stati oggettivi passi in avanti. Abbiamo incontrato la sindaca Barbieri a maggio, abbiamo incontrato la vice sindaca Baio, che ci ha dato notizia della partecipazione ad un bando europeo con un progetto di Boeri. Ma dopo allora il silenzio. Abbiamo chiesto svariati incontri ma ci è stato anticipato che non c'erano novità. In questi due anni di nuova amministrazione, abbiamo capito che forse si è salvata la Pertite dal farvi l'ospedale, ma ora? Sappiamo che nel 2016 il Comune aveva fatto richiesta per avere l'area a titolo gratuito. Ma non sappiamo la risposta. Il 2017 è l'anno del protocollo Comune, Regione, Ausl e Demanio. Qui il Comune ha difeso la Pertite. Quella paura sembrava decaduta. Invece, a sorpresa, abbiamo appreso di un prossimo rinnovo del protocollo. Di cui ignoriamo il contenuto, ma che speriamo davvero ora non rimetta più in gioco la Pertite».

Grava l'esborso che il Comune dovrebbe operare per ricostruire altrove una pista di prova se verrà rimossa dalla Pertite. 
«Verrà realizzata in un'area militare. Non si capisce perchè allora debba pagarla il Comune di Piacenza. Sembra una manovra per rastrellare denaro dal Comune. Stessi dubbi sul tema bonifica: a luglio 2018 si era detto che non era area contaminata, per l'ospedale andava bene così. Ora ci vengono a dire che non tutto è così chiaro e facile. Diciamo che la situazione è di stallo».

Maria Pia, resta ottimista sul futuro dell'area? Ad aprile la sindaca era a Roma per trattare la questione. 
«Devo essere ottimista, ma questo silenzio mi preoccupa. Siamo delusi. Temo che vi siano intorno all'area grossi interessi che tengono tutto fermo. Alla sindaca Barbieri che il comitato Pertite ha chiesto più volte di incontrare, non ricevendo alcuna risposta vorrei chiedere se è continuato il dialogo con il Ministero della Difesa relativo all'individuazione di una nuova area dove trasferire la nuova pista per le prove dei mezzi, se la bonifica effettuata dalla Difesa è da considerarsi sufficiente, oppure in che modo l'Amministrazione intenderà affrontare il problema. Da ultimo, quale esito del progetto di Boeri». 

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