Rassegna Stampa

'Per Caorso attesa per la dismissione non per un riavvio'

Data: 20/05/2026

L'ex sindacalista Enel Gelmini replica all'intervento del ministro Foti sul nucleare

« La centrale di Caorso fu fermata prima del referendum del 1987 a causa di problemi evidenziati e segnalati dai lavoratori, attraverso una vertenza sindacale, e dalla Commissione territoriale all'epoca presieduta da Pierluigi Filippi». Così rende noto Marco Gelmini, ex dipendente dell'impianto di Zerbio, ex sindacalista Enel e tra i promotori della catena umana Caorso-San Damiano, di cui il prossimo anno ricorre il quarantesimo anniversario. Manifestazione «a cui tanti piacentini, caorsani, lavoratori anche di Enel e della stessa centrale parteciparono e organizzarono, a differenza di quanto dichiarato dal ministro Tommaso Foti», sottolinea. Gelmini condivide le proprie considerazioni sul futuro del nucleare e dell'impianto in via di dismissione a Caorso, dopo l'intervento del ministro Foti, ospite dell'iniziativa di Sogin dedicata a mostrare la centrale ai visitatori. «Per Caorso siamo in attesa da anni della dismissione, non certo di un improponibile riavvio», dichiara Gelmini. Per due ragioni fondamentali: «Innanzitutto manca l'individuazione di un deposito nazionale per le scorie, problema irrisolto e senza soluzioni concrete. Non è infatti proponibile trasformare i siti esistenti, come Caorso, in siti di stoccaggio permanente. Inoltre di fronte a guerre disumane e crisi energetiche, sono attuali e concrete le ragioni per opporsi e scegliere strade alternative al nucleare civile e militare soprattutto in un territorio come quello piacentino che queste presenze le ha già subite e merita altre scelte di valorizzazione. Personalmente penso si sia persa l'occasione del Pnrr, e su questo Foti ci può "illuminare", per definire un Nuovo Piano Energetico Nazionale (ed Europeo, perché no?) ed avviare concreti interventi in favore del risparmio e delle energie rinnovabili». Infine l'ex lavoratore di Arturo affina la stoccata: « Ricordo che gli italiani hanno per ben due volte espresso la loro contrarietà all'uso del nucleare, nei referendum del 1987 (all'indomani dell'incidente di Chernobyl) e nel 2011 (dopo l'incidente di Fukushima). Certo, l'attuale maggioranza non va tanto d'accordo con i referendum, vedremo cosa prevederà la proposta di legge annunciata dal Governo »

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