TOMMASO FOTI / DEPUTATO FRATELLI D'ITALIA
IL PARLAMENTARE È TRA I FONDATORI
DEL MOVIMENTO: «ADESSO SI PUÒ
COMBATTERE PER SVOLTARE IN REGIONE»
«Certo che sono soddisfatto. Siamo sopra la media nazionale, e siamo cresciuti rispetto alle scorse Europee e alle Politiche». Così il deputato Tommaso Foti commenta il
6,67% ottenuto da Fratelli d'Italia
(7,1% in città).
Onorevole Foti, Fratelli d'Italia cresce, anche a Piacenza nonostante
l'exploit della Lega, come mai?
«Il movimento politico alla cui fondazione ho concorso ha sempre
avuto una collocazione politica
chiara e un obiettivo preciso: nessuna commistione con la sinistra,
sia con quella rappresentata dal Pd,
sia con quella dietro cui ci sono i 5
Stelle. Per di più non abbiamo mai
avuto dubbi sul da farsi per quanto riguarda il controllo dei confini
nazionali, la diminuzione dell'oppressione fiscale, la difesa dell'identità nazionale».
Il vostro movimento politico cresce
in tutta Italia e anche a Piacenza avete una solida rete umana e di amministratori. Cosa significherà per i
prossimi appuntamenti elettorali?
«Fratelli d'Italia a Piacenza e' una
piacevole realtà, proprio perché
trae linfa vitale dall'esperienza e
dalle capacità di numerosi amministratori che da anni si impegnano per il nostro territorio non per
ambizione ma mossi da un autentico spirito di servizio. Diciamo che
i piacentini hanno perfettamente
compreso che abbiamo Piacenza
nel cuore»
Incombono le elezioni regionali, quale ruolo per Fdi?
«Il gruppo di Fratelli d'Italia in consiglio regionale, proprio negli scorsi giorni, ha registrato l'importante adesione dell'avvocato Michele
Facci,consigliere regionale eletto a
Bologna, che darà manforte per sviluppare un'opposizione ferma e
puntuale a Giancarlo Tagliaferri. E'
un allargamento del gruppo cui mi
aguro che a breve segia quella di
Fabio Callori, così che con un attacco a a tre punte di indubbie capacità si possa concorrere alla "buona
battaglia" diretta a cambiare colore alla Regione Emilia-Romagna.
Occorre quindi battersi con entusiasmo per ridare slancio ai nostri
territori e per raggiungere tale
obiettivo si deve puntare su un candidato del centrodestra che avverta come missione quella di dare lustro alle nostre eccellenze, di occuparsi del reale funzionamento dei
servizi sanitari, di favorire lo spirito di intrapresa senza ricorrere ad
inutili vessazioni con i cittadini».
Non è mistero che lei sia uno degli
uomini più vicini, anche a Roma, alla leader Giorgia Meloni. Cosa avverrà nelle alleanze di governo?
«Fratelli d'Italia aveva fatto una promessa: mai al governo con i 5 Stelle e con il Pd, fedeltà al patto sottoscritto con gli elettori. E' probabile che proprio in ragione del voto
di domenica si apra una fase di turbolenza all'interno del governo
giallo-verde, ma non vi sarà da parte nostra nessun soccorso: Salvini
deve rompere con i 5 Stelle e dare
vita con le forze politiche che lo
condividono ad un vasto schieramento conservatore e sovranista
che tanto a Bruxelles come a Roma
attui una politica di centrodestra di
difesa degli interessi nazionali».
Fratelli d'Italia entra al Parlamento
europeo, con quali orizzonti?
«In campagna elettorale abbiamo
sempre rivendicato di volere cambiare tutto in Europa. Pretenderemo una difesa dei confini seria, con
l'attuazione di un vero e proprio
blocco navale grazie al quale l'Italia non sarà più l'hub di sbarco di
tutta l'Africa sub-sahariana. Ci batteremo per una Europa fatta di popoli liberi e sovrani, che affonda le
radici nella cultura latina e cristiana, e che di certo non può essere al
servizio della burocrazia, della tecnocrazia e dei poteri forti».
Libertà
