Foti (Fdi) scrive al ministro per il caso degli ex interinali costretti a versare 600 euro
«L'Ispettorato del lavoro si faccia
carico delle spese legali a carico degli ex lavoratori di Amazon». Lo
chiede il deputato piacentino Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) rivolgendosi al ministro del Lavoro Nunzia
Catalfo, in riferimento alla vicenda
che, nelle scorse settimane, ha visto protagonista una quarantina di
ex lavoratori interinali di Amazon.
Questi ultimi, assistiti dal sindacato Ugl, avevano fatto ricorso per
chiedere l'assunzione. Il giudice del
lavoro del tribunale di Piacenza ha
respinto la richiesta e li ha condannati al pagamento delle spese legali (600 euro). «Se questa vicenda
non colpisse duramente tanti lavoratori – afferma ora Foti - la si potrebbe persino definire una farsa».
Foti ricorda: «Nel giugno 2018 fu
proprio l'Ispettorato del Lavoro, in
una nota diramata a mezzo stampa, a diffondere la notizia che, testuali parole, l'azienda aveva utilizzato tra luglio e dicembre 2017 i lavoratori somministrati oltre i limiti quantitativi individuati dal contratto collettivo applicato e sempre l'Ispettorato del lavoro – aggiunge
ancora il parlamentare piacentino
- in una lettera ad ogni lavoratore
indicava di valutare l'opportunità
di attivarsi per il riconoscimento dei
propri diritti. A seguito di queste comunicazioni diversi lavoratori si sono rivolti alle rispettive sigle sindacali o a legali di fiducia per far valere i propri diritti, ma i ricorsi sono
stati tutti respinti, poiché gli interessati non avrebbero impugnato
gli atti relativi entro 60 giorni dalla
conclusione del rapporto di lavoro».
Il nodo, secondo il deputato piacentino, sta proprio in questo.
«Amazon – dice - ha reso disponibili i dati sui lavoratori somministrati solo il 20 giugno 2018 e, per
questo motivo, l'azienda era stata
sanzionata dall'Ispettorato del Lavoro».
Questo ritardo, secondo i sostenitori della tesi dei lavoratori, ha quindi differito la presentazione dei ricorsi per il semplice fatto che gli ex
interinali hanno saputo solo dopo
il termine dei 60 giorni che potevano presentarli. Le istituzioni, in parte responsabili del danno patito dai
lavoratori, hanno il dovere di non
voltarsi dall'altra e di intervenire».
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