Rassegna Stampa

'Riforma della giustizia, stop alla persecuzione degli onesti'

Data: 24/06/2023

Fratelli d'Italia - Foti: <<Il governo risolverà il problema dell'abuso d'ufficio>>

La riforma della giustizia voluta dal Ministro Carlo Nordio "è un primo passo". Della serie: abolizione del reato d'ufficio, stretta sulle intercettazioni sono l'inizio di una riforma più vasta. L'obiettivo è arrivare alla separazione delle carriere dei magistrati. Ne sono convinti i relatori - politici e avvocati - riuniti ieri sera da Federico De Belvis, coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, alla tenuta Santa Teresa, per discutere del ddl giustizia. "Questi incontri servono a favorire il dialogo con l'avvocatura" spiega il coordinatore. Tommaso Foti, Capogruppo del partito alla Camera, è netto: "Abbiamo la possibilità di andare verso una giustizia giusta, che non vuole tutelare i criminali, ma nemmeno vuole lasciare perseguitare le persone oneste". Prima di abbracciare Giuseppe Pagliani, ex consigliere comunale di Reggio Emilia, assolto e risarcito per ingiusta detenzione nell'ambito del processo "Aemilia", Foti si sofferma sulla abolizione dell'abuso d'ufficio, una misura accolta - va ricordato - con favore anche dai sindaci di centrosinistra. "La riforma parte come un primo step che vuole dare garanzie a chi opera nella pubblica amministrazione attraverso l'abolizione di un reato per il quale i tentativi precedenti di modifica non hanno prodotto nulla. Il Governo Meloni propone di risolvere il problema". Ciro Maschio, presidente della Commissione giustizia della Camera, dopo aver ricordato gli oltre 4700 fascicoli aperti nel 2021 per il reato di abuso d'ufficio a fronte di una sessantina di condanne, "compresi i patteggiamenti", spiega che la cancellazione di questo reato sarà utile a fare lavorare i magistrati su altri tipi di reati, evitando così di aprire fascicoli che hanno come unico risultato quello di bloccare la pubblica amministrazione e di terrorizzare gli amministratori". Dai politici agli avvocati il tono non cambia: l'abuso d'ufficio va cancellato dal codice penale, ne è convinto Liborio Cataliotti, del foro di Reggio Emilia. "L'art. 323 del codice è inapplicato, inapplicabile e antistorico. Per un periodo ha segnato la supremazia e l'ingerenza del potere giudiziario nella vita amministrativa. L'abrogazione è sacrosanta e non crea un vuoto normativo". Giovanni Tarquini, vice-presidente dell'Ordine degli avvocati di Reggio, resta a uno sguardo di insieme e attende i prossimi passi del governo. "Spero che questo ddl sia il primo passo per analoghe prospettive di riforma su altri temi, come la prescrizione la separazione delle carriere". Dopo l'abuso d'ufficio un altro tema caldo riguarda la pubblicazione sui media delle intercettazioni. "La tutela dei soggetti estranei al dibattimento e alla condanna, ma citati indirettamente, è un principio di civiltà, non un bavaglio nei confronti dei giornalisti", afferma il presidente della Commissione giustizia. Foti sembra essere stupito dalle polemiche su quella che è stata definita da qualcuno una stretta sulle intercettazioni. "Se guardiamo la legislazione attuale, sarebbe già impedita la pubblicazione, quindi evidentemente si è voluto dare una stretta perché evidentemente alcune norme sono state violate, anche se sempre non perseguire". Della serie, la norma c'è ma non viene fatta rispettare. "La nostra ambizione - confessa Tania Russo, deputata parmigiana - è di riuscire ad organizzare in autunno un incontro sulla giustizia con il Ministro Nordio". Intanto, il suo ddl deve ancora affrontare le forche caudine del Parlamento.

Gazzetta di Parma 

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