L'attuale presidente di Confartigianato Moda difenderà il Made in Italy
Fare il punto sullo stato dell'Unione europea e delle prossime elezioni, sempre con un occhio di riguardo all'interesse nazionale. Questi i
temi in campo nell'incontro organizzato ieri pomeriggio da Fratelli d'Italia in Sant'Ilario. Guido Crosetto, cui
presenza era in programma, non è
riuscito a raggiungere Piacenza in
tempo utile. Presente all'incontro, oltre agli esponenti locali di Fratelli
d'Italia, i deputati Tommaso Foti e
Marco Osnato, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri e il candidato alle europee nella circoscrizione
nord-est Fabio Petrella. Petrella, imprenditore, è presidente di Confartigianato Moda e intende portare in
Europa la voce delle piccole e medie
imprese italiane: «La mia candidatura passa dalla politica al mondo
dell'impresa – dichiara Petrella - sono una persona che ha sempre visto
il mondo della politica, quella storica, come lontana dalla vita reale. In
realtà sono situazioni come queste
a Piacenza dove incontri veramente le persone, gli imprenditori, il mondo civile e ti rendi conto che è l'unica maniera per riportare l'asticella
alta sulla qualità di rappresentanza
di un territorio. Qui è rappresentato
l'agroalimentare così come la produzione a livelli eccelsi». Una rappresentanza che però, secondo Petrella, a livello europeo manca:
«L'imprenditore che dà il proprio appoggio affinché in Europa al centro
dell'agenda ci sia finalmente il Made in Italy, ma quello vero, non quello delle parole della sinistra. Un made in Italy che riporta il valore del prodotto italiano che assolutamente ha
bisogno di aiuto». Le prossime elezioni come strumento per cambiare l'Europa dall'interno e dall'esterno: «Dall'interno possiamo farlo noi
come cittadini esprimendo un voto,
dall'esterno lo fa la condizione dei
mercati, perché quello che decideremo adesso influirà positivamente
o negativamente dalla finanza, nello spostamento delle produzioni,
della diplomazia politica. Quelle del
26 maggio saranno le elezioni più
importanti dalla costituzione dell'Ue.
Tutti rapporti con i partner europei
e non solo, basti pensare alla Cina a
cui abbiamo steso ponti d'oro, devono essere calibrati rimettendo al centro i nostri interessi nazionali».
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