La società incaricata della dismissione delle centrali nucleari al centro di un emendamento di Fdi. Un piacentino il futuro commissario?
Commissariare Sogin, la società pubblica incaricata di smantellare le centrali nucleari in Italia,
tra cui quella di Caorso, e di individuare la localizzazione del maxi deposito in cui stoccare tutte le
scorie radioattive. È l'obiettivo di
un emendamento al "decreto
semplificazioni" presentato l'altro giorno da Fratelli d'Italia (Fdi)
in sede di commissioni congiunte affari istituzionali e lavori pubblici al Senato. «È un carrozzone
che per anni ha inghiottito palate di soldi pubblici senza produrre risultati concreti», sostengono
i commissari Fdi.
Primo firmatario della proposta
di modifica dell'articolo 2 - "misure per l'efficientamento delle attività di disattivazione e smantellamento dei siti nucleari" - è il senatore Luca Ciriani di Pordenone. Tuttavia la mente ispiratrice
del testo sarebbe quella del deputato piacentino Tommaso Foti
che tuttavia per ora si è trincerato dietro un «No comment».
Inutile nascondere come l'atto, in
discussione forse già oggi o al più
tardi nei prossimi giorni, potrebbe rappresentare una svolta per il
territorio piacentino e principalmente per Caorso dove da decenni attendono di liberarsi definitivamente di Arturo, così è sempre
stato soprannominato il reattore
dalla popolazione e dagli addetti
all'impianto. La centrale è chiusa
dal primo luglio del 1990. Da allora il cosiddetto processo di decommissioning (smantellamento) ha incontrato ostacoli enormi
sul suo cammino, primo tra tutti
l'individuazione del sito di stoccaggio nazionale delle scorie,
operazione ancora ferma al palo
per l'opposizione di tutte le Regioni. Non a caso dal 2010 le barre di
uranio, le più pericolose, sono ospitate in Francia anche se ci potranno restare solo fino al 2025.
Mentre sul trasporto di resine e
fanghi radioattivi in Slovacchia si
attende da due anni una risposta
ufficiale. Insomma, in tanti anni
si sono fatti pochi progressi. Ed ecco allora che Fdi boccia Sogin e
ne chiede il commissariamento.
Ma passerà l'emendamento? Tutto sta a capire come si comporterà a questo punto il governo dove
risulta si sia comunque aperto
proprio in queste ore un vibrante
dibattito tra chi da una parte sembra frenare, il Movimento 5 stelle, e chi invece vorrebbe non solo aprire, ma addirittura spalancare la porta alla rottamazione di
Sogin, e cioè la Lega. La notizia è
naturalmente rimbalzata anche
a Piacenza dove tra l'altro si è diffusa anche l'indiscrezione che a ricoprire il ruolo di commissario
potrebbe essere proprio un piacentino in considerazione del fatto che la centrale di Caorso resta
il sito nucleare più importante
d'Italia. Ma proprio sul nome del
futuro commissario pare che ieri
sera si fosse ancora lontani
dall'aver trovato l'accordo, il che
lascia pensare che l'iter non sia a
questo punto in discesa.
A margine resta il fatto che in una
recente interrogazione al ministro del lavoro Luigi Di Maio, Foti ha chiesto che il governo sostenga e investa nella Radwaste Management School, «centro di alta
formazione di Sogin con sede a
Caorso, che può vantare le più elevate certificazioni riferite alle normative ambientali del settore nucleare nei suoi più disparati campi». Per Foti la congiuntura internazionale in tema di dismissione
degli impianti nucleari rappresenta una occasione imperdibile: «In tutto il mondo - sottolinea
il deputato di Fratelli d'Italia - verranno prossimamente chiusi ben
401 reattori nucleari, di cui 141 solo nell'Europa occidentale. Vi è,
dunque, la concreta possibilità
che si aprano incredibili opportunità occupazionali per il territorio piacentino che, come detto,
ospita Radwaste Management
School, un vero fiore all'occhiello nell'ambito della formazione».
Libertà
