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'Sostanza efficace per fini medici, ma sono contrario a liberalizzarla per scopi ludici'

Data: 23/07/2018

Parla uno dei relatori, il leghista Carlo Segalini, che ammette: «Titolo esagerato»

L'erba della morte: la cannabis" è il controverso titolo dell'incontro che si terrà stasera, alle 21, all'auditorium Sant'Ilario in via Garibaldi 17. L'evento - a ingresso libero - è promosso dai Comuni di Piacenza e di Fiorenzuola. Dopo i saluti dell'assessore alla sicurezza e alle politiche giovanili Luca Zandonella e l'introduzione dell'assessore alla famiglia Massimo Polledri, interverranno il senatore Simone Pillon, capogruppo della commissione giustizia in Parlamento, e il dottor Carlo Segalini, presidente della commissione servizi sociali del Comune di Piacenza. La testimonianza di una mamma arricchirà la serata, cui è stata annunciata anche la presenza del senatore Pietro Pisani e degli onorevoli Tommaso Foti ed Elena Murelli. «Effettivamente, il titolo del convegno è esagerato», riflette il dottor Segalini, che siede a Palazzo Mercanti come consigliere comunale della Lega Nord. «La cannabis infatti può avere importanti risvolti medici, sicuramente da valutare e approfondire. Alcuni studi ne provano l'efficacia contro i dolori oncologici e neurologici. Qualcuno la utilizza anche nei casi di bulimia. Nell'ospedale di Piacenza, quest'erba è stata impiegata su trentacinque pazienti con scopo terapeutico, registrando risultati positivi. Tuttavia», prosegue Segalini, «sono contrario alla liberalizzazione totale della sostanza. Ho delle perplessità sull'aspetto ludico: il THC - cioè la componente psicotropa prodotta dai fiori di canapa - si deposita nel tessuto adiposo del cervello, continuando a creare assuefazione e squilibrio dopo quattro o cinque ore dall'assunzione. Tanti ragazzi si mettono al volante sotto gli effetti della cannabis e, faticando a gestire i movimenti del corpo e ad avere una piena lucidità, rischiano di restare vittime di incidenti stradali». La cannabis porta al consumo di droghe pesanti? «Non credo», risponde il leghista, «uno studio americano esclude questa ipotesi». Tra gli interventi è previsto anche quello del senatore del Carroccio Pillon. Bresciano di nascita, perugino d'adozione, classe 1971, Pillon è cattolicissimo ed è noto per essere stato il co-fondatore del comitato organizzatore dei due Family Day di Roma (2015 e 2016) e del comitato "famiglie per il No" al referendum costituzionale del 2016. Pillon ha fatto parlare di sè anche per alcune convinzioni: come quella dell'esistenza della teoria del complotto sull'ideologia di genere e che essa venga insegnata nelle scuole italiane; e quella che nelle scuole di Brescia venga insegnata agli alunni la stregoneria riferendosi a un progetto sulle fiabe e i racconti del mondo dove venivano trattate anche le streghe.

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