Parla uno dei relatori, il leghista Carlo Segalini, che ammette: «Titolo esagerato»
L'erba della morte: la cannabis"
è il controverso titolo dell'incontro
che si terrà stasera, alle 21,
all'auditorium Sant'Ilario in via
Garibaldi 17. L'evento - a ingresso
libero - è promosso dai Comuni
di Piacenza e di Fiorenzuola.
Dopo i saluti dell'assessore alla sicurezza
e alle politiche giovanili
Luca Zandonella e l'introduzione
dell'assessore alla famiglia
Massimo Polledri, interverranno
il senatore Simone Pillon, capogruppo
della commissione giustizia
in Parlamento, e il dottor
Carlo Segalini, presidente della
commissione servizi sociali del
Comune di Piacenza. La testimonianza
di una mamma arricchirà
la serata, cui è stata annunciata
anche la presenza del senatore
Pietro Pisani e degli onorevoli
Tommaso Foti ed Elena Murelli.
«Effettivamente, il titolo del convegno
è esagerato», riflette il dottor
Segalini, che siede a Palazzo
Mercanti come consigliere comunale della Lega Nord. «La cannabis
infatti può avere importanti risvolti
medici, sicuramente da valutare
e approfondire. Alcuni studi
ne provano l'efficacia contro i
dolori oncologici e neurologici.
Qualcuno la utilizza anche nei casi
di bulimia. Nell'ospedale di Piacenza,
quest'erba è stata impiegata
su trentacinque pazienti con
scopo terapeutico, registrando risultati
positivi. Tuttavia», prosegue
Segalini, «sono contrario alla
liberalizzazione totale della sostanza.
Ho delle perplessità
sull'aspetto ludico: il THC - cioè
la componente psicotropa prodotta
dai fiori di canapa - si deposita
nel tessuto adiposo del cervello,
continuando a creare assuefazione e squilibrio dopo quattro
o cinque ore dall'assunzione. Tanti
ragazzi si mettono al volante
sotto gli effetti della cannabis e,
faticando a gestire i movimenti
del corpo e ad avere una piena lucidità,
rischiano di restare vittime
di incidenti stradali». La cannabis
porta al consumo di droghe
pesanti? «Non credo», risponde
il leghista, «uno studio americano
esclude questa ipotesi».
Tra gli interventi è previsto anche
quello del senatore del Carroccio
Pillon. Bresciano di nascita, perugino
d'adozione, classe 1971,
Pillon è cattolicissimo ed è noto
per essere stato il co-fondatore del
comitato organizzatore dei due
Family Day di Roma (2015 e 2016)
e del comitato "famiglie per il No"
al referendum costituzionale del
2016. Pillon ha fatto parlare di sè
anche per alcune convinzioni: come
quella dell'esistenza della teoria
del complotto sull'ideologia di
genere e che essa venga insegnata
nelle scuole italiane; e quella
che nelle scuole di Brescia venga
insegnata agli alunni la stregoneria
riferendosi a un progetto sulle
fiabe e i racconti del mondo dove
venivano trattate anche le streghe.
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