Rassegna Stampa

'Sotto il 20 una disfatta commessi troppi errori si deve ripartire subito'

Data: 27/09/2022

BEATRICE GHETTI / CENTROSINISTRA

LA CANDIDATA DEM «SCONFITTA AD OGNI LIVELLO. SCOLLAMENTO TRA PARTITO E TERRITORI»

«Ce l'ho messa tutta. Ho girato la provincia in lungo e in largo, credo di aver fatto anche una buona campagna. Ma il nostro problema è là, a Roma... Un Pd sotto il 20% era impensabile. Sarebbe stato negativo essere al 22%, figuriamoci». Ammette la cocente sconfitta «a tutti i livelli», Beatrice Ghetti, la candidata dem del centrosinistra all'uninominale della Camera nel collegio dominato da Tommaso Foti (FdI). E' delusa. Ma si dice anche pronta «a lavorare subito per un corso nuovo».

Ghetti, più di così non poteva davvero fare? 
«Sapevo che sarebbe stato difficile. Ero poco conosciuta ma credo di aver fatto una buona campagna, girando tutti i territori, e ce l'ho messa tutta per promuovere un pensiero progressista che va oltre le ideologie. Sono a postissimo con la coscienza. Piuttosto mi dispiace per questo meccanismo elettorale. Credo che se ci fosse stata la possibilità del voto disgiunto, avrei potuto giocarmela in altra maniera. Magari avrei perso comunque, ma chissà. In questa breve campagna ho ricevuto tanti apprezzamenti».

Serracchiani ha detto che quella di domenica sera è stata "una serata triste per l'Italia". Condivide? 
«Delusa lo ero anch'io. Purtroppo ha vinto una compagine che ha un'idea di Italia molto diversa dalla nostra. Però bisogna riconoscere che per il Pd e per tutto il centrosinistra è stata una sconfitta a tutti i livelli. In alcuni territori della nostra regione mi dicono che ci sono dati sconcertanti: collegi ritenuti blindati che invece si sono vinti a fatica. Occorre riflettere...».

Cosa non hanno capito gli italiani della vostra proposta politica? 
« Mi vien da dire che evidentemente le persone non hanno amato il nostro voler governare a tutti i costi in questi anni e lo scendere a compromessi con l'alleato di turno andando a depotenziare l'azione politica del partito. Ha pagato di più la coerenza di FdI nel fare opposizione. Però poi dobbiamo ammettere anche diversi errori nostri».

Quali? 
« Il Pd, per le politiche messe in atto in questi anni, non rappresenta più appieno certe categorie, come i lavoratori. Un'alleanza con il Terzo polo dati alla mano non ci avrebbe portato a vincere, ma ci avrebbe reso più attrattivi. In generale poi registro uno scollamento tra il Pd nazionale e il territorio. Vinciamo bene le amministrative e le provinciali ma poi alle politiche il risultato è opposto».

Il segretario Letta ha annunciato che non si ricandiderà. 
«Credo sia corretto rimettere il mandato. Un Pd sotto il 20% è più che deludente. A mio avviso occorre ripartire dalla forza dei nostri amministratori locali. Affrontando e risolvendo i problemi quotidiani delle nostre comunità».

Pensa a Bonaccini segretario? 
«Abbiamo bisogno di concretezza. E certamente Bonaccini ha dimostrato di saper lavorare bene. Vedremo».

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