Il deputato Foti rivela la propria battaglia contro la malattia. «Se n'è andato un galantuomo»
Tra tantissime reazioni, quella
del deputato Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) è particolarmente toccante. «Proprio mentre mi appresto
oggi ad affrontare l'ennesimo ciclo
di cure, la notizia della sua scomparsa è un autentico pugno nello
stomaco. Tuttavia, la tenacia che ha
mostrato nel combattere fino alla fine è di sprone per me per non cedere allo sconforto». Emerge così
un'altra storia di malattia, alla quale di recente in verità aveva alluso in
occasione di un intervento alla Camera. Scrive Foti: «Non mi viene di
ricordare se io abbia mai litigato con
Francesco Cacciatore. Direi mai.
Eppure siamo stati avversari politici, sempre dalla parte opposta della barricata. Tuttavia il confronto -
aspro, mai cattivo - con lui non è mai
mancato. Anzi, tanti sono stati gli
scambi di vedute su temi d'interesse pubblico, su Piacenza, meglio ancora sul futuro della nostra comunità locale». «Ha ricoperto incarichi
prestigiosi di governo cittadino e ha
reso un apprezzato contributo di lavoro all'interno del servizio Bilancio della Provincia di cui non era il
"capo", per via del grado, ma il punto di riferimento per le personali capacità. Serio nell'espressione, ma
non serioso, sapeva farsi apprezzare per un'ironia intelligente, magari anche tagliente, mai cattiva. In privato, se ne usciva con battute che
non potevano non strapparti un forte risata». «Se ne è andato un galantuomo - conclude Foti - un politico
della mia generazione, di quelli che
come me venivano dal mondo della militanza e del sacrificio: molte
riunioni, pochi tweet. Se n'è andato lasciando un vuoto che pesa sia
all'interno della sua famiglia sia del
mondo politico locale».
Libertà
