LA TAVOLA ROTONDA CON GLI ASSESSORI FIAZZA E FORNASARI
Il turismo lento? Non è tutto. La Piacenza evocata dagli assessori Christian Fiazza e Simone Fornasari nella tavola rotonda che ha chiuso l'assemblea di Confcommercio ha un sogno: diventare capitale di un turismo lento.
«Serve fare rete»
« Ma non basta - avverte Fornasari che è anche presidente di Destinazione Turistica Emilia c'è anche il turismo congressuale, quello fieristico, quello legato al polo fieristico. Serve fare rete, ma servono anche dei servizi nelle aree interne».
Attorno a un tavolo, coordinato dal giornalista Carlandrea Triscornia, ci sono realtà diverse: gli amministratori certo, ma anche Ludovica Cella che è presidente di Federalberghi Piacenza, il direttore dell'Ufficio Beni Culturali Ecclesiastici della Diocesi di Piacenza-Bobbio Manuel Ferrari, la docente dell'Università Cattolica di Piacenza Anna Gianfreda.
Più stranieri
« Il turismo di prossimità sta calando parecchio, ma quello straniero sta crescendo - sottolinea Fornasari - noi non abbiamo il mare, ma possiamo avere la qualità del tempo. Ma serve un lavoro di squadra: in questo senso credo fortemente nell'attività della cabina di regia perchè le associazioni di categoria sono il primo indicatore che trasmette il sentiment dei propri associati».
Anni di lavoro
« Da anni Piacenza sta lavorando sul turismo perché per molto tempo la nostra è rimasta una città d'arte solo sulla carta - gli fa eco Fiazza - noi abbiamo un turismo che deve essere lento e deve permettere di vivere un territorio. In questo senso anche il turismo legato ai cammini e alla storia di Piacenza come terra di passo ci sta a cuore e a ottobre organizzeremo un convegno ad hoc».
Al fianco della Diocesi
Il tema del turismo legato ai cammini, già sollecitato anche dal ministro Tommaso Foti nel suo intervento, finisce al centro degli interventi dei relatori: «Da anni collaboriamo con la Diocesi per sviluppare un turismo religioso e quello culturale - spiega Cella - da anni crediamo nello sviluppo del turismo dei cammini che è un turismo religioso ma soprattutto mistico-esperienzale: in questo senso abbiamo creato il progetto "Terre di passo" per promuovere tutti i cammini che ci sono sul nostro territorio ».
«Occorre avere una maggiore consapevolezza di comunità: la storia di Piacenza è connotata come terra di passo, nel Medioevo è una grande capitale per la sua posizione strategica e questa storia non possiamo dimenticarla - sottolinea Ferrari - è qui che Piacenza matura una grande vocazione all'accoglienza ed è qualcosa che ci dovremmo portare dietro anche oggi».
Ecosistema territoriale
«Sicuramente c'è tanto bisogno di una formazione che sia storica e artistica, ma anche ecclesiale se parliamo di turismo religioso - avverte Gianfreda - e soprattutto occorre ragionare su quello che è un ecosistema turistico territoriale che preveda la partecipazione dei cittadini: i cittadini non devono subire il turismo, ma devono essere considerate come persone che partecipano e accolgono il turismo che arriva qui».
Libertà
