VALTREBBIA LE MODIFICHE AL TRACCIATO DELLA STATALE IMPATTANO SU RESIDENZE DEGLI ANNI '70
Variante 45 nel condominio «A noi toglierà l'accesso»
Un caso "estremo" a Travo. Stasera il consiglio comunale vota sul progetto dell'Anas. Spuntano cartelli "Vendesi". De Micheli e Foti: «Confronto con Salvini e col territorio»
La proposta lanciata da De Micheli e subito accolta da Foti. I parlamentari protagonisti del "Martedì del Rotary Farnese"
«Propongo un incontro, da farsi insieme, con il ministro Matteo Salvini per parlare della Statale 45». L'invito di Paola De Micheli, deputata del Partito democratico e consigliera comunale, è rivolto a Tommaso Foti, capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera dei deputati, il quale si dice «disponibile a parlare con chiunque per cercare la soluzione a un progetto di cui si parla da tanti anni, attualmente giunto alla fase definitiva, ma che nonostante ciò ha registrato ampie riserve del Comune di Rivergaro». L'occasione di un confronto sulle infrastrutture piacentine fra De Micheli e Foti è stata offerta al Grande Albergo Roma dal Rotary Club Piacenza Farnese, che nel suo ciclo di appuntamenti - appunto "I Martedì del Rotary Farnese" - ha messo di fronte, moderati dal presidente del club Raffaele Veneziani, i due onorevoli - De Micheli da remoto su temi che da anni riguardano il nostro territorio, compreso quello della Statale 45. Dopo il parere negativo al progetto di Anas arrivato da Rivergaro (a meno che Anas non apra a un progetto alternativo e migliorativo), sia De Micheli sia Foti concordano sulla possibilità di «un supplemento di trattativa con il territorio». «Se Salvini dovesse mai avere bisogno di consigli - dice De Micheli io direi di prendersi un mese, non di più, per discutere con il territorio dei reali effetti di un eventuale blocco di questa opera. Ho imparato che più si condivide meglio è. Anche uscire da una trattativa con entrambe le parti insoddisfatte può successivamente aiutare uno sviluppo meno complicato, anche in sede di valutazione di eventuali ricorsi dei comitati». « L'emendamento approvato dal consiglio comunale di Rivergaro - dice in merito Foti - apre dubbi relativi non alla realizzazione dell'opera, ma a fattori specifici: si parla di uno svincolo e di una rotatoria. Non si parla di contestazione tout-court di un progetto che fra l'altro è di soli 11 km, prevalentemente all'interno dell'attuale asse stradale». Foti si sofferma anche sui costi: «Sono aumentati di tre volte rispetto a quelli stimati in avvio: dai 60 milioni di quattro anni fa, il progetto definitivo, validato dal Consiglio superiore dei lavori pubblici, è diventato prima di 133 milioni, poi di 190. Con cifre di questo tipo è meglio evitare che un ente locale esprima parere contrario in conferenza dei servizi». Ma non solo di Statale 45 si è parlato. Alla presenza, fra gli ascoltatori, della sindaca Lucia Fontana, Foti e De Micheli sono intervenuti anche sulla tangenziale di Castelsangiovanni. «Una grande incompiuta» la definisce Foti, che prosegue affermando che servono ancora due passaggi: «La concessione deve essere registrata alla Corte dei conti e deve essere approvato il piano economico finanziario, pertanto va stabilito un ordine di priorità nelle opere». E sul punto precisa: «Ci sono spinte di altri enti locali, che punteranno affinché i lavori comincino con la tangenziale di Torino ». «Le tangenziali di Castello e quella sudovest di Piacenza - afferma De Micheli - rappresenterebbero un salto di qualità per il sistema viabilistico della nostra provincia» e avrebbe un costo «fra i dieci e i dodici milioni». Sul capitolo Polo del ferro, invece, Foti riferisce di contatti in corso per rinnovare la dichiarazione di intenti fra «Comune, Provincia, Regione e il sistema ferroviario nelle sue varie declinazioni e società. Le risorse da investire ci sono, è la progettazione che ancora manca». «Ora che il polo di Segrate è in forte ritardo - aggiunge De Micheli - c'è molta attenzione per quello piacentino. A breve ci sarà un incontro fra la sindaca e "Sistemi Urbani" che dovrebbe determinare prima della fine dell'anno la sottoscrizione della nuova convenzione. Così si giungerebbe al progetto esecutivo in pochi mesi». Che 19 anni dopo la prima convenzione - «era il 2004» dice Foti - sia giunto il momento buono?
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