I sindacati denunciano aggressione in carcere Lega e FdI contro il ministero
«Un agente del carcere di Piacenza sequestrato all'interno di
un reparto da alcuni detenuti che
chiedevano di parlare con la sorveglianza per futili motivi»: la denuncia arriva dal sindacato
Uspp. Il segretario regionale
Gennaro Narducci aggiunge che
sabato scorso «nemmeno l'intervento del comandante di reparto è servito a calmare gli animi,
anzi contro di lui sarebbero stati scagliati oggetti». L'agente, in
base a quanto riferito dal sindacato, «sarebbe stato fatto uscire
dal reparto dopo alcune ore fortunatamente incolume e gli stessi detenuti, durante la notte,
avrebbero inscenato un altro
evento critico che ha richiesto
l'intervento del personale». Il
sindacato ora chiede mezzi di intervento «contro detenuti che
per futili motivi mettono a soqquadro i reparti» e invita la direzione «ad attuare un piano di
pronto intervento in caso di situazioni critiche e a fornire strumenti idonei al personale per
fronteggiare le emergenze quotidiane».
L'episodio è stato condannato
anche da Matteo Salvini, leader
della Lega: «È un fatto gravissimo! Solidarietà alle donne e agli
uomini della polizia penitenziaria, che troppo spesso vengono
dimenticati. Onore a loro: il ministro della Giustizia ha qualcosa da dire o starà zitto anche questa volta? Quando la polizia penitenziaria potrà usare il taser?»
Sulla stessa linea i consiglieri regionali Matteo Rancan e Valentina Stragliati (Lega): «Siamo al
fianco dell'Uspp che rivendica,
per gli operatori del carcere, strumenti idonei per fronteggiare le
emergenze quotidiane», dicono
esprimendo «solidarietà agli
agenti della polizia penitenziaria che lavorano nel carcere di
Piacenza». Rincara la dose il parlamentare Tommaso Foti (FdI):
«Solo la competenza e la professionalità dimostrata dagli agenti ha impedito che la situazione
precipitasse». Foti annuncia una
interrogazione ai ministri di Giustizia ed Interno: «La gravità di
quanto è accaduto, con il vero e
proprio sequestro di un agente
da parte di carcerati riottosi, in
prevalenza stranieri, sarebbe già
sufficiente in sè a destare grande
allarme. Tuttavia accadimenti
gravi non sono novità al carcere
delle Novate, come io stesso ho
denunciato con precedenti atti
di sindacato ispettivo».
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