Rassegna Stampa

Anagrafe 'vietata': 'I figli non nascono dalle iniezioni'

Data: 24/08/2018

Ma Sinistra Italiana raccoglie invece l'appello di mamma Sara portandolo in Regione

Monta anche il fronte a difesa dell'operato dell'amministrazione comunale di Piacenza, dopo l'autodenuncia di una mamma, Sara Dallabora, la quale ai carabinieri ha spiegato di aver dovuto dichiarare il falso in linea con quanto previsto dai moduli ministeriali (cioè che sua figlia sia nata dall'unione naturale con un uomo, anziché da fecondazione) per poter iscrivere la sua piccola Ilaria all'anagrafe.

<<La mamma è una sola>>
«I dipendenti del comune di Piacenza applicano le leggi vigenti», interviene il parlamentare Tommaso Foti di Fratelli d'Italia. «In particolare l'attenzione al rispetto delle norme non può che essere massima quando si tratta dei servizi demografici. In natura ed in diritto di mamma ce ne è una sola, come di papà». E il deputato incalza: «Tutto il resto è triste avanspettacolo in cui i minori vengono usati e strumentalizzati per fini affatto nobili. Segno dei tempi di una società in dissolvimento. Ma almeno noi di Fratelli d'Italia cerchiamo di fungere da argine alla deriva pseudomodernista, in realtà solo nichilista». 

«Si apra un dibattito» 
Nulla da rimproverare al Comune anche per i parlamentari leghisti Elena Murelli e Pietro Pisani. Quest'ultimo, senatore, sottolinea: «C'è una legge e bene ha fatto l'amministrazione comunale a rispettarla. Sul piano politico, invece, è legittima la posizione di voler cambiare la legge, ma allora si apra un dibattito, si portino in Parlamento delle proposte e vedremo se saranno votate». E Murelli aggiunge non si debba andare «contronatura». «I bambini non nascono con una iniezione, ma da un atto di amore tra una donna e un uomo», precisa. «Non nego che non ci sia l'amore tra le due mamme, ma di sicuro due donne non possono generare un figlio». E ancora, allargando dunque il discorso anche alle coppie eterosessuali che non possono avere figli: «Mi impegnerò a facilitare la strada dell'adozione, a tutt'oggi davvero difficile. Mi stupisce che la fecondazione eterologa sia a carico del Servizio sanitario nazionale e,  invece, l'adozione no».

«Bambina tutelata» 
Il comitato "Difendiamo i nostri figli" ringrazia l'amministrazione di Piacenza: «Un bambino nasce da un uomo e da una donna e il suo migliore interesse è crescere in una famiglia composta da un papà e da una mamma. La bambina è stata iscritta secondo la normativa attuale e gode di tutti i diritti e le tutele previste dalla legge. Auguriamo alla neonata una vita felice e la possibilità di crescere serenamente lontano da ogni strumentalizzazione ideologica». 

Il caso in Regione 
Dopo il diniego alla richiesta delle due mamme piacentine, il consigliere di Sinistra Italiana Yuri Torri ha portato intanto il caso in Regione, chiedendo alla giunta di farsi portavoce al Governo affinché venga colmato il vuoto legislativo sulla legittimità della trascrizione all'anagrafe, «uniformando i certificati di nascita in tutto il Paese e mettendo così fine alle discriminazioni». Il consigliere ha ricordato che nel 2014 il tribunale dei Minorenni di Roma ha riconosciuto a una coppia lesbica l'adozione coparentale e nel 2015 la Corte di Appello di Torino ha riconosciuto il diritto di un bambino nato all'estero di avere due madri, come scritto nel certificato di nascita straniero. A seguire i casi di Trento, Pistoia e Bologna. «La giurisprudenza si è più volte espressa in riferimento all'interesse prevalente del bambino a vedersi riconoscere come genitori le due persone che lo hanno desiderato».

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