Ma Sinistra Italiana raccoglie invece l'appello di mamma Sara portandolo in Regione
Monta anche il fronte a difesa
dell'operato dell'amministrazione
comunale di Piacenza, dopo l'autodenuncia
di una mamma, Sara Dallabora,
la quale ai carabinieri ha
spiegato di aver dovuto dichiarare
il falso in linea con quanto previsto
dai moduli ministeriali (cioè che
sua figlia sia nata dall'unione naturale
con un uomo, anziché da fecondazione)
per poter iscrivere la
sua piccola Ilaria all'anagrafe.
<<La mamma è una sola>>
«I dipendenti del comune di Piacenza
applicano le leggi vigenti», interviene
il parlamentare Tommaso
Foti di Fratelli d'Italia. «In particolare
l'attenzione al rispetto delle norme
non può che essere massima
quando si tratta dei servizi demografici.
In natura ed in diritto di
mamma ce ne è una sola, come di
papà». E il deputato incalza: «Tutto
il resto è triste avanspettacolo in cui
i minori vengono usati e strumentalizzati
per fini affatto nobili. Segno
dei tempi di una società in dissolvimento.
Ma almeno noi di Fratelli
d'Italia cerchiamo di fungere
da argine alla deriva pseudomodernista,
in realtà solo nichilista».
«Si apra un dibattito»
Nulla da rimproverare al Comune
anche per i parlamentari leghisti
Elena Murelli e Pietro Pisani.
Quest'ultimo, senatore, sottolinea:
«C'è una legge e bene ha fatto l'amministrazione
comunale a rispettarla.
Sul piano politico, invece, è legittima
la posizione di voler cambiare
la legge, ma allora si apra un
dibattito, si portino in Parlamento
delle proposte e vedremo se saranno
votate». E Murelli aggiunge non
si debba andare «contronatura». «I
bambini non nascono con una iniezione,
ma da un atto di amore tra
una donna e un uomo», precisa.
«Non nego che non ci sia l'amore
tra le due mamme, ma di sicuro due
donne non possono generare un figlio».
E ancora, allargando dunque
il discorso anche alle coppie eterosessuali
che non possono avere figli:
«Mi impegnerò a facilitare la
strada dell'adozione, a tutt'oggi davvero
difficile. Mi stupisce che la fecondazione
eterologa sia a carico
del Servizio sanitario nazionale e, invece, l'adozione no».
«Bambina tutelata»
Il comitato "Difendiamo i nostri figli"
ringrazia l'amministrazione di
Piacenza: «Un bambino nasce da
un uomo e da una donna e il suo
migliore interesse è crescere in una
famiglia composta da un papà e da
una mamma. La bambina è stata
iscritta secondo la normativa attuale
e gode di tutti i diritti e le tutele
previste dalla legge. Auguriamo alla
neonata una vita felice e la possibilità
di crescere serenamente lontano
da ogni strumentalizzazione
ideologica».
Il caso in Regione
Dopo il diniego alla richiesta delle
due mamme piacentine, il consigliere
di Sinistra Italiana Yuri Torri
ha portato intanto il caso in Regione,
chiedendo alla giunta di farsi
portavoce al Governo affinché venga colmato il vuoto legislativo sulla
legittimità della trascrizione all'anagrafe,
«uniformando i certificati di
nascita in tutto il Paese e mettendo
così fine alle discriminazioni». Il
consigliere ha ricordato che nel
2014 il tribunale dei Minorenni di
Roma ha riconosciuto a una coppia
lesbica l'adozione coparentale
e nel 2015 la Corte di Appello di Torino
ha riconosciuto il diritto di un
bambino nato all'estero di avere due
madri, come scritto nel certificato
di nascita straniero. A seguire i casi
di Trento, Pistoia e Bologna. «La giurisprudenza
si è più volte espressa
in riferimento all'interesse prevalente
del bambino a vedersi riconoscere
come genitori le due persone
che lo hanno desiderato».
Libertà
