Dalla sezione lettere aperte del quotidiano Libertà
Lettera del Sig. Bruno Cassinari
Caro direttore,
la cancelliera tedesca Angela Merkel, in un commovente discorso al Bundenstag, ha invocato
misure anti Covid più restrittive per il Natale:
"Non si può rischiare di compromettere la gestione di un fenomeno epocale per tre giorni di
vin brulé, di cialde e abbracci con i parenti". Si
tratta di una linea opposta a quella seguita dai
leader nazional populisti in Europa e nel mondo che hanno cercato di sminuire la pericolosità del virus con messaggi e comportamenti
inquietanti, delegittimando anche gli scienziati. Angela Merkel, con una situazione sanitaria
in Germania migliore della nostra, non vuole
arrendersi al rilevante numero di morti e invita i cittadini a seguire le raccomandazioni degli esperti. Vorrei avere anche in Italia un governo unito e determinato che segua l'esempio della cancelliera tedesca, forse l'unica statista che
oggi abbiamo in Europa.
La replica del Direttore Pietro Visconti
Angela Merkel ha detto anche questa frase nel discorso al Bundestag citato dal signor Cassinari: «Mi dispiace, mi dispiace davvero dal profondo, ma se il prezzo da pagare sono 590 morti
al giorno non lo posso accettare». Non per essere brutale, ma la Germania ha 83 milioni di abitanti e 590 morti in teoria potrebbero essere metabolizzati, espressione rischiosa lo so bene,
più facilmente che in Italia dove gli abitanti sono 60 milioni e invece - diciamolo - ci stavamo abituando ai 700-800 decessi al giorno. Il termometro mediatico-opinione pubblica ha registrato una scossa
vera soltanto il giorno in cui i morti sono stati quasi mille, ma per il resto, complice il fatto che per fortuna il sistema sanitario non è andato fuori controllo, abbiamo impiegato molto tempo a discutere di
stazioni sciistiche e confini di Comuni e cenoni impossibili. Tutte cose importanti, soprattutto quando, come nel caso dei confini, ci va di mezzo la solitudine dei più fragili. Tra l'altro su questo versante
- lo leggete nelle prime pagine del giornale - qualcosa si sta muovendo nel senso che la regola del tutti fermi il 25, 26 e 1° dovrebbe essere integrata con deroghe ispirate al buon senso. La correzione per
umanizzare il Natale va bene, e se va in porto bisogna rendere merito alle voci politicamente composite (da Foti di FdI a Bonaccini del Pd a Castelli della sinistra-coraggiosa, per stare qui in zona nostra).
Dicevo che il discutere del quanto poterci muovere ha un suo senso, e non solo per i sentimenti ma
pure per le attività economiche che ne dipendono e sono ragione di vita di tantissime persone. Purché però si tenga ferma la gerarchia delle priorità, che la cancelliera ha enunciato in modo solennemente pratico. «Vorrei avere anche in Italia un governo unito e determinato che segua quell'esempio»
scrive Cassinari. Anch'io. Dopo troppi sbandamenti e chiacchiericci, un qualcosa che ci assomigli
sembraper la verità di vederlo. E perfino un barlume di dialogo governo-opposizione: se non ho letto
male Conte e Salvini si sono parlati, cosa che avrebbe dovuto accadere a mio parere a marzo.
Libertà
