Dopo che il sindaco Pasquali aveva invitato i Comuni a unirsi, arriva la replica
«La fusione tra Comuni secondo me non si farà mai, finché prevalgono i personalismi, e chi vuole comandare». Sembra un altro sindaco, Federico Beccia, rispetto a quello che fu tra i primi a credere nell'Unione dell'Alta Valtrebbia: « Me lo ricordo quel momento, certo», dice. L'Unione è diventata realtà, lui ora si è sfilato dalla delega del personale, ed è già un passo a lato verso una posizione che sembra sempre più critica. Il sindaco di Bobbio, Roberto Pasquali, all'ultimo consiglio comunale ha detto di adeguarsi alla volontà di Beccia ma di non capirla. E ha ribadito come la fusione sia per lui l'unica strada per salvare la montagna, citando il caso di Alta Val Tidone: il comune di Ottone fa fatica anche solo ad avere il segretario («E ora l'assurda legge che abolisce i vicesegretari ci mette in ginocchio», dice il sindaco Beccia) e conta meno di 400 abitanti; quello di Zerba ne ha 60 sulla carta; Cerignale si assesta a un centinaio, Corte Brugnatella 500, Coli 800. Bobbio, 3.300. Sembrano tanti, a confronto degli altri che la demografia chiama ingenerosamente "comuni polvere", ma sono pochi anche quelli. « Il fatto è che sono all'undicesimo anno di mandato, e in questo tempo ne ho sentite di tutti i colori. Fusioni da Gossolengo in su, fusioni da Bobbio in su, fusioni da Ottone a Marsaglia, poi altre idee... Ma non si è concluso nulla. Forum, dibattiti. Poi nulla». Perché? « Perché qualcuno poi cerca di emergere sugli altri. La fusione dovrebbe essere tale. Ci si fonde e si riparte tutti insieme da zero. Non che uno si fonde e prevale sugli altri. Pasquali in consiglio ha citato il doposcuola gratis di Trevozzo, ben venga, ma di sicuro lo farebbero a Bobbio, non a Ottone. A Ottone quale aiuto arriverebbe? Non vedo vantaggi, vedo invece solo il rischio di trasformare Ottone in una frazione e le frazioni di Ottone in paesi completamente privi di considerazione. E io questa responsabilità non me la voglio prendere». Poi Beccia dice di avere altro a cui pensare, tra l'altro dopo un consiglio comu-nale per niente facile: anche il segretario che avevano tanto faticosamente trovato, a fine aprile se non cambia la legge se ne andrà, per forza. « Ho scritto al ministro Tommaso Foti, per chiedere aiuto, per capire come possa esistere una legge simile. L'Unione dei Comuni in montagna doveva servire a questo. A trovare un unico segretario, anziché uno ora trovato solo per Bobbio, Coli, Corte Brugnatella e poco altro. Noi chi siamo? Per questo c'è sfiducia. E secondo me, glielo ribadisco, così la fusione non la si farà».
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