L'apprezzamento deI "padre nobile" della sinistra. L'Associazione partigiani "ridimensiona" la presenza al corteo
«L'onorevole Foti presente al 25 Aprile? Ha fatto il suo dovere, per me è un fatto positivo, apprezzabile. Certo sarebbe stato meglio se fosse rimasto anche ad ascoltare i discorsi in piazza. Così sembra un po' una mezza partecipazione». All'indomani della celebrazione del 78esimo anniversario della Liberazione che per la prima volta ha visto sfilare nel corteo anche il capogruppo alla Camera di Fratelli d'Italia Tommaso Foti - fino all'omaggio al monumento alla Resistenza sullo Stradone Farnese - il presidente provinciale dell'Anpi Romano Repetti interviene per commentare quella che definisce «una partecipazione a metà». Sullo stesso argomento, ieri sera a Otto e mezzo (la trasmissione di La7), è arrivata anche la valutazione di Pier Luigi Bersani. Sollecitato dalla conduttrice Lilli Gruber a ragionare sul 25 Aprile appena trascorso e sull'antifascismo di ieri e di oggi, l'ex parlamentare, "padre nobile" della sinistra, ha osservato che, tra tutti gli esponenti più in vista di Fratelli d'Italia (da La Russa a Meloni), «se vogliamo sceglierne uno che ha detto una cosa un po' più seria rispetto agli altri, quel qualcuno è stato Foti nella mia città». Bersani ha quindi fatto esplicito riferimento a una dichiarazione di Foti rilasciata proprio l'altro giorno a Libertà: « Penso che se si vuole perseguire una vera unità nazionale del Paese occorra riconoscere che la libertà la si deve a chi è caduto per essa e non a chi ha combattuto dalla parte sbagliata» aveva detto l'esponente di FdI. «Ecco - ha concluso Bersani -questa frase è già un fatto che dice qualcosa, non un girarci intorno». Tornando a Repetti, quest'ultimo ha commentato: «Il fatto che l'onorevole Foti fosse presente per noi dell'Anpi è positivo. Personalmente lo trovo apprezzabile, anche se restare solo all'inizio sembra una partecipazione a metà – dice Repetti – sarebbe stato meglio fosse rimasto per tutta la durata della cerimonia che è stata davvero bella, con un lungo corteo e una piazza gremita come non accadeva da tempo. Detto questo, Foti ha fatto il suo dovere. Come Anpi riteniamo da sempre che gli esponenti delle istituzioni pubbliche, parlamentari compresi, debbano celebrare l'anniversario della Liberazione al di là dei loro orientamenti politici: questo perché le istituzioni democratiche sono nate in seguito alla Liberazione, sono figlie della Costituzione. Non è un caso che l'Anpi si sia sempre rapportata serenamente con tutti i sindaci della provincia, indipendentemente dal loro colore politico, invitandoli a partecipare alle varie manifestazioni e celebrazioni. Certo ci rendiamo conto che in certi discorsi le nostre parole sono diverse dalle loro: ma il loro intervento alle nostre iniziative è sempre molto apprezzato e giudicato positivamente ». Ben più critico Repetti si mostra verso le dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in merito al 25 Aprile: «Ha dato atto, bontà sua, che il 25 Aprile segna uno spartiacque per l'Italia, ma in tutto il suo intervento non ha mai utilizzato il termine "liberazione" e soprattutto ci si sarebbe aspettato un riconoscimento diverso degli antifascisti, dei resistenti, dei partigiani che portarono l'Italia sulla strada della democrazia anche a costo della vita – spiega Repetti –. I partigiani vengono invece citati dalla premier quasi esclusivamente come i responsabili della prosecuzione, dopo il 25 Aprile, della guerra civile. Ma, vale la pena ricordarlo, fu il rinato regime di Salò a scatenare la guerra civile, mettendosi direttamente al servizio della Germania hitleriana contro i nostri resistenti». Tornando invece alla celebrazione di martedì, Repetti si dice contento del «protagonismo femminile che si è visto sul palco fra gli interventi della sindaca, della presidente della Provincia e della presidente nazionale dell'Associazione partigiani cristiani». «Sono il segno di come l'Italia sia cambiata – precisa il presidente dell'Anpi –. Fra l'altro vale la pena sottolineare come mai prima d'ora, a memoria, l'allocuzione ufficiale del 25 aprile sia stata tenuta da una donna: quest'anno è accaduto e Maria Pia Garavaglia si è dimostrata straordinariamente capace e brillante nel rappresentare i valori antifascisti della Resistenza». Infine Repetti spende una parola anche sulla manifestazione organizzata alla Muntà di ratt da Si Cobas, Collettivo Controtendenza e cooperativa Infrangibile: «Sono stato contento che non fosse in polemica con la cerimonia istituzionale anche perché, coi tempi che corrono, è bello trovarci uniti nei valori dell'antifascismo – conclude – del resto con la cooperativa dell'Infrangibile abbiamo avuto un incontro per capire come collaborare nelle prossime iniziative e il prossimo anno cercherò anche io di essere presente alla Muntà. Credo che questo fatto, di non contrapporsi ma di viaggiare uniti verso un comune obiettivo, sia la cosa importante: del resto cos'è la democrazia se non il rispetto dell'altro?».
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