Rassegna Stampa

Biometano a Sarmato 'Noi sindaci lasciati nelle mani dei privati'

Data: 12/09/2024

Ferrari scrive ai parlamentari piacentini: «Troppo margine di manovra agli imprenditori». E stasera si riunisce il comitato del "no"

Stasera a Sarmato – alle ore 21 al portico della sede Alpini di via San Rocco – il comitato anti-biogas "RinnoviAmo Sarmato" chiama a raccolta i suoi sostenitori e invita la popolazione a partecipare ad un incontro pubblico per definire i propri obiettivi e valutare azioni da intraprendere per contrastare la realizzazione del nuovo impianto di riconversione di reflui zootecnici in biometano, che dovrebbe sorgere a poche centinaia di metri dal centro abitato. E, intanto, la sindaca di Sarmato Claudia Ferrari ha preso in mano carta e penna per invitare i parlamentari piacentini a mettere mano al "far west" normativo che sta dietro al mondo delle energie rinnovabili, che gode di forti incentivi. La lettera della sindaca è stata inviata ieri ai parlamentari Tommaso Foti (FdI), Paola De Micheli (Pd) ed Elena Murelli (Lega). «I Comuni hanno strumenti insufficienti per poter governare il territorio e lo sviluppo di questi impianti» spiega Ferrari. « Le norme nazionali, infatti, tutelano maggiormente i privati che li propongono rispetto all'ente pubblico e ai cittadini. Si lascia così troppo margine di manovra agli imprenditori delle rinnovabili, senza che ci sia l'obbligo di tener conto del contesto in cui questi impianti vengono posizionati ». Infatti, le normative sovraordinate (che scavalcano quindi i singoli Comuni) non impongono divieti o prescrizioni per quanto riguarda né la distanza minima dell'impianto dal centro abitato, né sul fatto che (come nel caso di Sarmato) esistano già impianti simili sul territorio o nelle immediate vicinanze. «Manca una valutazione ambientale complessiva – precisa Ferrari – e così i sindaci devono subire decisioni calate dall'alto. Chiedo ai parlamentari piacentini di ascoltare le persone, che soffrono certe scelte anche a livello sociale e psicologico, oltre ad adoperarsi per modificare queste normative dal Parlamento o dagli scranni del governo». Intanto nell'incontro pubblico di questa sera – precisano dal comitato – non saranno discussi i dettagli del nuovo progetto. «Non abbiamo ricevuto documentazione sufficiente da Arpae e Comune» chiariscono. «Sarà però avviato un dibattito con la cittadinanza per raccogliere proposte e pianificare proteste civili e creative per contrastare l'impianto».

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