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Bobbio, il San Colombano gia' nel futuro in aula si estrae pure il Dna della banana

Data: 08/12/2024

Lezioni con i visori, simulazioni virtuali e anche podcast. Prosegue il cantiere della palestra. Ora si cercano i 4 milioni per il grande campus

Premessa: se avete in testa l'idea delle vecchie classi con i banchi e la lavagna, scordatele. In un'aula blu cobalto studenti e docenti camminano come astronauti nello spazio tra pouf e divanetti, indossando i cosiddetti visori, caschi che consentono di finire letteralmente "altrove". Qui, nel morbido mondo digitale, gli alunni hanno costruito passo passo uno spazio virtuale con luoghi aggreganti, grazie a un software pensato per loro, costruito per loro: «E già un'azienda di Milano ha proposto a una nostra studentessa di far parte del team, appena terminati gli studi...», dice con orgoglio la docente Augusta Mazzolini. In un'altra aula, altri due studenti stanno estraendo da una banana-giallo-Cattelan il suo Dna. Come? Con detersivo per piatti (sì, avete letto bene), alcol, ampolle alla mago Merlino: « Ecco il Dna», dicono soddisfatti, tra gli applausi dei tanti presenti. Due passi: accanto ai finestroni dalla vista mozzafiato sui monti, due studentesse indossano le cuffie e montano pezzo per pezzo i podcast. Sembra una sala radio, ma modernissima. La scuola San Colombano, l'unico istituto superiore dell'Appennino, taglia le distanze così, con la tecnologia: in corso c'è anche il maxi intervento di efficientamento energetico finanziato con due milioni e 400mila euro di fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza che la Provincia guidata dalla presidente Monica Patelli ha voluto insieme a tutto il territorio investire qui, così da riqualificare la palestra (i lavori dovrebbero terminare a marzo) e la palazzina parte del complesso. Sarà la "testa" del campus con 23mila metri quadri di giardini, un anfiteatro, 13 stanze con bagno per alloggi di studenti e docenti fuori sede: ma per il campus, già candidato ai finanziamenti nazionali, servono altri 4 milioni di euro totali. «Solleciteremo il neoministro piacentino Tommaso Foti, glielo ricorderò ogni giorno», garantisce il sindaco Roberto Pasquali. Sono invece già pronti i fondi per l'ampliamento del nido a 25 posti, parte della strategia regionale Stami. Intanto, ieri, è stato dato assaggio di un futuro che è già presente, forti anche del sollie-vo dato dai 24 iscritti per la prima superiore prevista da settembre: non pochi. E pensare che questo, oggi San Colombano, una volta era il seminario, «e qui alloggiavano cento ragazzi. Altre cento ragazze erano accolte dalle suore», ricorda il sindaco, che ha studiato in queste aule per sette anni. Anche don Mario Poggi, prima di proseguire gli studi a Genova: «Dove ora c'è la palestra, in attesa della nuova, c'era il refettorio con liceali e teologi. E infatti alle pareti vediamo un'Ultima cena, firmata da Giovanni Battista Airaldi, lo stesso scultore che realizzò la lastra tombale dell'ultimo vescovo di Bobbio monsignor Zuccarino». Pasquali, che con l'amministrazione ha acquistato tramite mutuo tutto l'edificio per un milione e 200mila euro, sottolinea la preoccupazione per la scuola d'alta valle: «Nel 2024 sono nati solo 7 bambini a Bobbio», sottolinea, ricordando i dati ancora più inclementi di Ottone, Cerignale, Zerba. Il dirigente dell'Ufficio scolastico regionale Andrea Grossi elogia il «senso di appartenenza, il senso di famiglia, il senso di comunità», del San Colombano. « La distanza geografica non deve tradursi in gap culturale e oggi grazie a Internet non è così». A sostenere la scuola guidata da Adriana Santoro ci sono gli ex presidi (Marika Draghi, Adele Mazzari, Luigi Garioni), tutti i sindaci, i consiglieri provinciali Nadia Pompini, Roberta Valla, Federico Bonini, i rappresentanti di commercianti, Pro loco, associazioni, Carabinieri: nella scuola ci devono credere tutti. E tra parole in inglese e digital lab, qualcuno strizza l'occhio e la vede così: «Non è una scuola qualsiasi, è il San Colombano Institute!».

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