Il sottosegretario difende l'operato della Soprintendenza. Foti replica: «Non si vuole accettare che il Maestro abbia vissuto nel Piacentino»
Tommaso Foti, parlamentare
di Fratelli d'Italia, aveva da subito
criticato l'operato della Soprintendenza nel maggio scorso
quando, dopo un sopralluogo
a Villa Verdi, essendo emerse
presunte criticità nella conservazione
dei carteggi del maestro
Giuseppe Verdi, questi furono
prelevati e trasferiti a Parma, privando così Villa Verdi di
una parte del suo intrinseco patrimonio.
Foti aveva quindi interessato
della questione il Ministero
dei beni e delle attività
culturali chiedendo di verificare
se le procedure risultavano corrette. La risposta è arrivata
dal sottosegretario pentastellato
Gianluca Vacca che, fra l'altro,
ha dichiarato: «Il materiale archivistico,
già conservato a Villa
Verdi, è di interesse culturale.
Anche la Direzione regionale
per i beni culturali dichiarava
l'interesse particolarmente importante
dell'immobile denominato
Villa Verdi, con parco,
pertinenze, e collezione Verdi. A
fronte delle inadempienze dei
privati proprietari di Villa Verdi,
si è imposta la necessità, da parte
dell'Amministrazione dei beni
culturali di provvedere alle
azioni di tutela, che hanno avuto
come esito la custodia coattiva
presso l'Archivio di Stato di
Parma di tutto il materiale conservato
a Villa Verdi. È evidente
che i proprietari non sono stati
in grado di garantire un'adeguata
conservazione e salvaguardia
del patrimonio da essi detenuto».
Foti ha replicato in modo deciso,
giudicando non veritiera la
la ricostruzione dei fatti. Ha affermato
a tal proposito che negli
ultimi 60 anni, prima degli ultimi
sopralluoghi, mai nessuno
aveva evidenziato anomalie né
aveva elevato contestazioni di
sorta ai proprietari di Villa Verdi
per come tenevano i documenti
poi trasferiti a Parma. «La
Soprintendenza vuole mettere
le mani sui documenti per portarli
a Parma - ha detto Foti - perché
Parma non accetta che Giuseppe
Verdi, oltre a essere stato
un genio universale, sia stato anche
un genio universale che ha
operato e vissuto nel Piacentino,
sia ricoprendo la carica di consigliere
provinciale, sia esercitando
l'attività di agricoltore. Gli
uffici che hanno scritto quelle
cose dovrebbero vergognarsi».
Libertà
