Rassegna Stampa

Carteggi di Verdi, per il Governo e' giusto il trasloco a Parma

Data: 23/09/2018

Il sottosegretario difende l'operato della Soprintendenza. Foti replica: «Non si vuole accettare che il Maestro abbia vissuto nel Piacentino»

Tommaso Foti, parlamentare di Fratelli d'Italia, aveva da subito criticato l'operato della Soprintendenza nel maggio scorso quando, dopo un sopralluogo a Villa Verdi, essendo emerse presunte criticità nella conservazione dei carteggi del maestro Giuseppe Verdi, questi furono prelevati e trasferiti a Parma, privando così Villa Verdi di una parte del suo intrinseco patrimonio. Foti aveva quindi interessato della questione il Ministero dei beni e delle attività culturali chiedendo di verificare se le procedure risultavano corrette. La risposta è arrivata dal sottosegretario pentastellato Gianluca Vacca che, fra l'altro, ha dichiarato: «Il materiale archivistico, già conservato a Villa Verdi, è di interesse culturale. Anche la Direzione regionale per i beni culturali dichiarava l'interesse particolarmente importante dell'immobile denominato Villa Verdi, con parco, pertinenze, e collezione Verdi. A fronte delle inadempienze dei privati proprietari di Villa Verdi, si è imposta la necessità, da parte dell'Amministrazione dei beni culturali di provvedere alle azioni di tutela, che hanno avuto come esito la custodia coattiva presso l'Archivio di Stato di Parma di tutto il materiale conservato a Villa Verdi. È evidente che i proprietari non sono stati in grado di garantire un'adeguata conservazione e salvaguardia del patrimonio da essi detenuto». Foti ha replicato in modo deciso, giudicando non veritiera la la ricostruzione dei fatti. Ha affermato a tal proposito che negli ultimi 60 anni, prima degli ultimi sopralluoghi, mai nessuno aveva evidenziato anomalie né aveva elevato contestazioni di sorta ai proprietari di Villa Verdi per come tenevano i documenti poi trasferiti a Parma. «La Soprintendenza vuole mettere le mani sui documenti per portarli a Parma - ha detto Foti - perché Parma non accetta che Giuseppe Verdi, oltre a essere stato un genio universale, sia stato anche un genio universale che ha operato e vissuto nel Piacentino, sia ricoprendo la carica di consigliere provinciale, sia esercitando l'attività di agricoltore. Gli uffici che hanno scritto quelle cose dovrebbero vergognarsi».

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl