Il parlamentare replica a Baradai: non è certo il nostro Stato che ostacola l'intesa
«Nessuno vuole fomentare alcun
clima di avversione verso qualcuno, islamico o meno che sia: tuttavia il diritto ad esprimere un doveroso dissenso, che è altra cosa, non
può essere conculcato, tanto più argomentando in punto di religione
quanto invece si è di fronte ad un
fatto di costume, magari - come nel
caso - non da bagno». Lo sostiene
il parlamentare piacentino Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) in risposta a Yassine Baradai, direttore della comunità islamica di Piacenza.
«Se alcuni comportamenti esteriori vengono però giustificati con l'appartenenza alla religione islamica
- continua l'esponente di Fratelli
d'Italia - allora è qui il caso di ricordare che non è certo per colpa dello Stato italiano se a tutt'oggi non ha
trovato applicazione l'articolo 8,
comma 3, della Costituzione che
vuole disciplinati per legge i rapporti con le confessioni acattoliche, sulla base di intese con le relative rappresentanze». «Un'intesa, va detto,
fortemente osteggiata dalla principali organizzazioni che riuniscono
le varie comunità islamiche in Italia - continua Foti - a differenza delle altre 12 confessioni religiose attive sul territorio nazionale che
quell'intesa hanno condivisa». «Alla sottoscrizione dell'intesa, che
non può prescindere dal riconoscimento di quei principi di libertà che
la Costituzione riconosce alla persona in quanto tale, le comunità
islamiche si oppongono - evidenzia il parlamentare - puntando invece sul riconoscimento tout court
di quelle che si configurano sempre più come licenze, prive comunque di doveri». «Neppure infine si
dovrebbe dimenticare, illegittimità e illiceità o meno del "burqini" e
similari, che proprio a quel centrodestra spesso additato come incendiario di tradizioni altrui, si deve l'istituzione di quell'organismo rappresentativo delle comunità islamiche che ha mantenuto vivo il dialogo con il dialogo con il Governo italiano e che ha portato alla stipula
del "Patto nazionale per un islam
Italiano". Peccato che molte comunità islamiche non solo riconoscano quel Patto ma anzi lo avversino:
per fomentare forse l'avversione
verso gli Italiani?».
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