UNA SENTENZA DEL 2022 LASCEREBBE IMPUNITI REATI GRAVI
Sos del governo sui processi di mafia. L'interpretazione di una sentenza della Cassazione del 2022 potrebbe metterli al rischio, lasciando impuniti delitti gravi di cui non emerge nettamente il collegamento con la criminalità organizzata. Ne è convinta Giorgia Meloni che annuncia, d'accordo con il ministro Nordio, un decreto legge interpretativo che faccia chiarezza al più presto. Parole che si aggiungono alle polemiche, mai sopite, sulla riforma della giustizia voluta proprio dal Guardasigilli e che sta per approdare al Senato, tra le tensioni con le toghe. Oltre alle fibrillazioni nella maggioranza, nonostante i toni bassi degli ultimi giorni e le iniziative della presidente del Consiglio per placare le acque. Da qui l'apertura mostrata ieri dal suo partito - dal capogruppo alla Camera, Tommaso Foti - per un dialogo con i magistrati definito «indispensabile » alla riforma. Un'apertura tutta da definire e applicare, tenendo conto del freddo silenzio di Forza Ita e della Lega sul tema. Ancor di più ieri che il partito di Silvio Berlusconi si stringe, compatto, attorno a Marina Berlusconi che in una lettera al Giornale denuncia la persecuzione giudiziaria a suo padre, anche da morto. «L'obiettivo è la damnatio memoriae», attacca. Insomma, la giustizia resta un nodo delicatissimo e spinoso per l'esecutivo Meloni. E la conferma politica della lotta alla mafia rappresenta un tassello importante nella partita che si sta giocando tra governo, maggioranza e opposizioni sulla riforma della giustizia.
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