Primo incontro tra le forze politiche. La Lega rompe gli indugi e chiarisce la sua posizione che trova sponde anche in FdI
Il centrodestra piacentino ha iniziato a muovere i primi passi verso le elezioni comunali del 2027. A lanciare un segnale forte è stato il segretario della Lega Emilia, Matteo Rancan, durante la presentazione del libro Contro Ventotene del professor Alessandro Somma, l'altra sera a Piacenza. «Ci stiamo preparando per le Comunali del 2027 – ha dichiarato – e il candidato che dovrà guidare Piacenza dovrà essere un politico e non un civico. Piacenza merita di meglio rispetto a un sindaco che ad ogni problema risponde con un "vediamo come andrà a finire"». Parole che suonano come un chiaro attacco all'attuale amministrazione Tarasconi, ma che al tempo stesso delineano già un primo tratto distintivo della strategia del centrodestra: basta candidati civici, stavolta si dovrà puntare su una figura politica di chiara appartenenza. Una linea che avrebbe trovato consenso anche nella prima riunione informale che si è svolta nei giorni scorsi tra i rappresentanti dei principali partiti e movimenti dell'area. Al tavolo si sono seduti Filippo Bertolini, segre-tario provinciale di Fratelli d'Italia, la capogruppo in consiglio comunale di FdI Sara Soresi, l'ex sindaca Patrizia Barbieri per la lista civica a lei intitolata, Luca Zandonella, segretario provinciale della Lega, e naturalmente lo stesso Rancan, Gianluca Argellati e Armadno Piazza per Forza Italia. Un incontro definito "preliminare", ma nel quale si è già iniziato a parlare non solo di contenuti programmatici, ma soprattutto del profilo del futuro candidato. Il concetto è stato ribadito con forza da più parti: nel 2027 si vuole evitare una figura di sintesi civica, preferendo invece una candidatura pienamente politica, radicata in un partito o comunque fortemente rappresentativa del centrodestra. Si tratterà di capire se l'auspicio avrà gambe per giungere all'approdo senza cambi di rotta. Il tema è tutt'altro che secondario. C'è la volontà condivisa di evitare frammentazioni che in passato sono state deleterie. Il nome del prossimo aspirante sindaco non c'è ancora, ma la strada tracciata appare chiara: profilo politico, esperienza amministrativa, capacità di tenere unita la coalizione. Si tratterà di capire se anche i Liberali (che nel 2022 candidarono Corrado Sforza Fogliani) decideranno di far parte della coalizione oppure no. Come trapela da più ambienti, a tirare le fila del processo sarà comunque il vero punto di riferimento del centrodestra piacentino: il ministro Tommaso Foti. Al momento gli impegni ministeriali lo hanno distolto dai ragionamenti locali. Ma il suo parere, fanno sapere fonti interne alla coalizione, sarà come sempre determinante nella scelta del candidato e nella definizione della strategia complessiva. Non è escluso che una riunione con lui si possa tenere nei prossimi giorni. Intanto, sempre l'altra sera, Rancan è tornato a insistere sul fronte dell'inchiesta che coinvolge l'Ausl di Piacenza, ribadendo la richiesta di commissariamento. «Sono mesi che lo chiediamo alla Regione», ha detto il segretario leghista, sottolineando come la vicenda abbia messo in discussione la fiducia dei cittadini nella gestione sanitaria locale. Segnali di una campagna elettorale ancora lontana, ma che inizia a scaldarsi. Il centrodestra vuole arrivare preparato all'appuntamento del 2027. E l'obiettivo è chiaro: tornare alla guida di Palazzo Mercanti con una figura forte, riconoscibile e pienamente rappresentativa del proprio campo politico. Obiettivo non facile. Nel campo del centrosinistra appare sempre più probabile la ricandidatura di Tarasconi.
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