Rassegna Stampa

Coldiretti e Confagricoltura in attesa "Un buon accordo per noi e' vitale"

Data: 13/07/2026

LA BATTAGLIA DEL BRUGNETO

IL MONDO AGRICOLO E' IN SOFFERENZA PER LA CARENZA DI ACQUA

● Il ministro Foti critico dopo la protesta dei sindaci: «Bozza da sostenere con convinzione»

● «È il Comune di Genova, appoggiato dal Pd, che sta ostacolando l'intesa»

Coldiretti e Confagricoltura «Un buon accordo è vitale»

Le associazioni: c'è sofferenza, tavolo tecnico e tavolo politico trovino una conciliazione

Filippo Lezoli

PIACENZA

● Potessero parlare, la chiederebbero i pomodori e il grano dei nostri campi, il mais e il girasole, che pure ne ha bisogno meno di altre colture. Per loro, che evidentemente parlare non possono, l'acqua è chiesta dagli agricoltori.

Anche per questa ragione una soluzione soddisfacente in merito alla trattativa riguardante il disciplinare scaduto della diga del Brugneto è definita da Coldiretti e da Confagricoltura «assolutamente vitale ». Il disciplinare è scaduto da due anni e regola l'acqua che da Genova giunge a Piacenza attraverso il Brugneto, affluente del Trebbia, dal cui sbarramento ogni anno Genova deve rilasciare a Piacenza fra maggio e settembre 2,5 milioni di metri cubi d'acqua, considerati troppo pochi per le esigenze piacentine.

Il giorno dopo il messaggio dei sindaci piacentini e del presidente del Consorzio di bonifica, Luigi Bisi, che si sono recati personalmente a Torriglia per chiedere trasparenza e condivisione sulle scelte, e dopo le parole del vicesindaco di Genova che giudica «rischiosa» per il capoluogo ligure la proposta giunta dal nostro territorio, parla chi tocca con mano la carenza idrica nei campi.

Roberto Gallizioli, direttore di Coldiretti Piacenza, giudica di fondamentale importanza il ruolo della Regione Emilia-Romagna «per ottenere un risultato che è per noi molto importante». «Siamo coscienti che si tratta di una trattativa complicata - dice Gallizioli - francamente, però, dopo tanti mesi di fatica e di sollecitazioni alla nostra Regione e avendo avuto la disponibilità di massima da parte della Regione Liguria, pensavamo che la parte più complicata della trattativa fosse ormai alle spalle». «L'accordo che prevede 4 milioni di metri cubi d'acqua più altri 4 nei momenti d'emergenza, ad esempio nei periodi particolarmente siccitosi come quello che stiamo affrontando, ci può senz'altro soddisfare, ma il punto è che esistono un tavolo tecnico e un tavolo politico, e i due tavoli devono trovare una conciliazione. Durante la trattativa abbiamo tenuto volutamente un profilo basso, restando sempre molto attenti, nella speranza che si giunga a una concessione che Piacenza merita. D'altronde da anni gli agricoltori del nostro territorio hanno capito quanto sia importante disporre di acqua, sanno quando trattenerla e quando rilasciare con intelligenza questa risorsa».

Mentre la tensione sulla diga del Brugneto sale, i campi hanno bisogno d'acqua. «Da un punto di vista agricolo, certamente c'è sofferenza su tutto il territorio di Piacenza, al di là della questione della diga del Brugneto. L'Arda boccheggia, ma soprattutto il Nure è in difficoltà. Il mais, che giunge ora nel suo stato vegetativo più importante, sta soffrendo molto. Per il pomodoro la situazione è analoga, ha fatto fatica nel periodo della fioritura e si prevede un calo della produzione dal 10% al 20%. E con le colture, la sofferenza è anche degli agricoltori che vedono vanificati gli sforzi di una stagione».

Due altri esempi riguardo alla difficoltà del settore li porta Umberto Gorra, presidente di Confagricoltura Piacenza, che spiega come «già il 10 giugno si è dovuto trebbiare il grano, cosa che di solito avviene alla fine di quel mese, mentre sorgo e girasole, colture che necessitano di poca acqua, sono anche loro in deficit idrico». Dopo avere posta la questione del Dmv (Deflusso minimo vitale) che, dice, «andrebbe rivisto essendo ormai anacronistico, come dimostra uno sguardo ai nostri fiumi e torrenti privi d'acqua », Gorra non arriva al punto di dirsi fiducioso per una risoluzione positiva della concessione della diga del Brugneto. Si ferma un passo prima: «Sono speranzoso». Fa poi presente che «i 4 milioni di metri cubi d'acqua e i 4 aggiuntivi andrebbero senz'altro bene, benché occorra valutare anche quali saranno i tempi del rilascio». Quando gli si chiede invece se il Brugneto potrà garantire l'acqua per tutti - per Genova e per i Comuni piacentini - dice di sì e invita a non nascondersi dietro a un dito. «Già oggi - afferma - l'uso civile ha la priorità in caso di emergenza idrica». Sul punto anche Gallizioli afferma di comprendere il Comune di Genova che ha bisogno di certezze per la sicurezza idropotabile, ma aggiunge: «Dopo l'idropotabile, però, come importanza arriva la richiesta irrigua, prima di interessi economici di altro tipo, ad esempio quelli energetici ». Il riferimento è ai metri cubi d'acqua destinati a Iren, di cui il Comune di Genova è principale azionista, ragione che era stata adombrata per spiegare la ritrosia del capoluogo ligure a concedere acqua, ma che il vicesindaco della Superba ha fermamente escluso.

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