PRIME INDISCREZIONI SUI MOVIMENTI PER LA CANDIDATURA A SINDACO
Nel gruppone appena dietro altre due possibili aspiranti: l'ex sindaca Patrizia Barbieri che potrebbe volere la rivincita del 2022 e la battagliera Sara Soresi (FdI). Ma al di là delle ambizioni, la priorità è legata a chi e quando la coalizione inizierà a programmare la strategia futura. Sotto questo aspetto, il leader storico Tommaso Foti è molto preso dai suoi impegni ministeriali. E la sua assenza sullo scacchiere locale si avverte. Solo indiscrezioni, poco più di un gioco, per ora. E una suggestione: il ministro come candidato sindaco.
Trespidi avrebbe già rotto gli indugi, Patrizia Barbieri e Sara Soresi a ruota
A due anni dalle elezioni, prime indiscrezioni sulla corsa alla carica di candidato sindaco sfidante. E circola la suggestione del ministro
L'incognita è capire se avrà abbastanza birra da arrivare in fondo alla corsa. Ma il primo a alzarsi sui pedali e tentare la fuga è Massimo Trespidi. Quello di candidarsi a sindaco nel 2027, per il leader di Liberi, è qualcosa di più di un desiderio. Quasi una certezza se è vero, come sembra, che stia recapitando ad alleati e possibili competitor messaggi di questo tipo: «Fate pure quel che volete, ma io mi candido a sindaco ». Nel gruppone, però, la concorrenza non sembra mancare.
Terzo giro di boa
Giunti ormai a ridosso del terzo giro completo di mandato della sindaca Katia Tarasconi alla guida del Comune, ne mancano ancora due prima del rintocco elettorale. Il tempo, come si dice, vola. E così anche nel centrodestra si inizia ad annusare profumo di Comunali. Una strategia chiara per battere il centrosinistra ad oggi non c'è e, anzi, tutto è affidato molto alla rinfusa alle iniziative dei solisti.
Cercasi "federatore"
Con il leader storico del centrodestra piacentino Tommaso Foti alle prese con gli impegni ministeriali, nella coalizione manca allo un riferimento che quanto meno possa indicare la rotta per giocarsi la rivincita del 2022. Il tempo non manca, si potrebbe pensare. «Vero, ma due anni in politica sono niente e se si vuole seminare, non si può indugiare ancora tanto» avverte un dirigente del centrodestra che ne capisce. «Però non si vede ancora nessuno disposto ad arare». Fuor di metafora, si cerca un "federatore", qualcuno che abbia l'autorevolezza di far sedere tutte le forze politiche intorno a un tavolo e avviare un dialogo. «Perché per vincere l'unità della coalizione è fondamentale », è il mantra ricorrente.
L'unità e i precedenti
Siamo sempre lì, l'unità. La storia fa da monito. Nel 1998 il centrodestra si presentò più unito che mai e vinse con il sindaco Gianguido Guidotti. Nel 2002 comparvero le crepe e da lì per 15 anni vide Palazzo Mercanti col binocolo: si sono succedute due giunte Reggi e la giunta Dosi prima della "reconquista" con Patrizia Barbieri. L'interrogativo principale è questo: la sindaca Tarasconi, ammesso che sia ancora lei l'avversaria, si può battere? C'è chi pensa che la strada sia ripidissima. E c'è invece chi scommette che la partita sia aperta, «ancor di più se il vento nazionale resta favorevole e se piazza Cittadella fa il suo dovere» commenta qualcuno sarcastico. Trespidi "frigge" Intanto chi frigge è Trespidi. Accasato dal 2022 nella civica di Barbieri in consiglio comunale, si sente sempre più stretto, un leone in gabbia. C'è chi pensa sia partito un po' troppo in anticipo. Ma le sue ultime uscite pubbliche, dove segnala disservizi in città quasi fosse Capitan Ventosa, sono in crescita esponen-ziale e confermano le indiscrezioni. Vorrebbe fare il candidato del centrodestra unito e sta lavorando all'obiettivo. Ma qualora non vi fossero le condizioni, dicono, sarebbe comunque disposto a candidarsi ritentando l'operazione del 2017 quando con Liberi sorpassò il 10%, nella speranza che la coalizione abbia bisogno di lui.
La concorrenza
Più nascosta, ma comunque ambiziosa, la stessa Barbieri che potrebbe ritentare la gara. Pur sconfitta nel 2022 (ha pagato salato la rottura con Sforza Fogliani e i Liberali), è rimasta orgogliosamente in consiglio comunale (nessuno l'aveva mai fatto) ed è ancora oggi tra le più strenue oppositrici di questa giunta. Politica di razza, c'è da scommettere che qualcosa abbia in mente. Nel lotto dei possibili aspiranti candidati a sindaco c'è anche Sara Soresi, battagliera capogruppo di Fratelli d'Italia, messasi in luce in questi anni come principale antagonista della sindaca che, l'altro giorno, le ha pronosticato un futuro da 007: se nel fare opposizione Barbieri è strenua, Soresi «è quasi intransigente» mormora qualcuno. «Una zanzara» aggiunge un esponente della maggioranza che per spiegare l'effetto Soresi sulla giunta dice di preferire questa metafora, decisamente più elegante, rispetto a quella del «gatto aggrappato ai c...». C'è da dire che la popolarità di Soresi è forse più forte fuori dalle mura amiche del suo partito, FdI, che non dentro, dove i contrasti con le colleghe Gloria Zanardi e Erika Opizzi non sono certo un mistero.
Un civico alla Guidotti
Una poltrona per tre, dunque? Così almeno sembra, se dovessimo congelare la situazione ad oggi. E se alla fine non fosse nessuno di loro tre, né Trespidi, né Barbieri, né Soresi? Tutto è possibile. "Ci vorrebbe un candidato civico alla Guidotti" dice sempre il noto esponente del centrodestra. Sarà. Ma in questi giorni di chiacchiere circola anche una suggestione: e se alla fine quatto quatto spuntasse proprio il ministro Foti?
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