Rassegna Stampa

Crippa: 'Sogin adotta una strategia per ridurre i costi'

Data: 19/02/2019

Risposta a Foti che lamenta incertezza su tempi e spese della gestione dei rifiuti nucleari

«Sogin ha adottato una strategia per la riduzione dei costi di stoccaggio all'estero del combustibile nucleare riprocessato, che ha portato a una revisione dei contratti internazionali di trattamento, producendo un risparmio». Lo ha dichiarato il sottosegretario allo sviluppo economico Davide Crippa in risposta a una interrogazione del deputato Tommaso Foti di Fratelli d'Italia. «La Sogin – ha aggiunto Crippa – sta privilegiando la crescita di una nuova generazione manageriale che valorizzi le competenze tecniche interne». Da anni la dismissione della centrale di Caorso sono al centro di atti ispettivi di Foti che lamenta come il "decommissioning" degli impianti si protragga senza chiarire quando si concluderà. «I contribuenti – aveva detto nell'interrogazione – hanno il diritto di sapere se il fiume di denaro impiegato per la definitiva uscita del nostro Paese dalle attività collegate alla energia nucleare viene impiegato in modo oculato». Secondo lui Sogin si è allontanata dalla sua missione originaria, con piani industriali sempre variabili e in assenza di risultati. «Occorre fare chiarezza sugli incarichi professionali che la società ha conferito, sulla loro congruità ed opportunità, nonché sull'uso delle auto aziendali e sulla loro quantità». Crippa ha condiviso con Foti la necessità di un efficientamento delle attività di Sogin, anche sulla base delle indicazioni fornite dalla International Atomic Energy Agency per una revisione dei piani industriali in modo da contenere i costi. Quanto alla Radwaste Management School di Caorso, scuola di formazione di eccellenza elogiata da Foti, Crippa ha sostenuto che essa «partecipa attivamente al Progetto della Comunità europea Elinder, tenendo corsi in Italia e all'estero e ad iniziative della Nuclear Energy Agency (Nea)». Foti, nella sua replica, ha lamentato che «la missione iniziale di Sogin non corrisponde più all'attività della società, con un sistematico rinvio dei tempi di uscita definitiva dal nucleare». Per lui è «inevitabile un cambiamento dei vertici, prossimi alla scadenza» e urgente «individuare il luogo ove realizzare il deposito nazionale per i rifiuti nucleari, così da scongiurare che gli stessi, oggi all'estero per essere trattati, vengano al loro ritorno stoccati a Caorso». Nonostante anni di «promesse mai mantenute», ha detto, «non si sa quando e come l'Italia concluderà le attività collegate alla gestione di questi rifiuti».

Libertà

facebbok

Rassegna Stampa

TommasoFoti
powered by Blacklemon Srl