Il parlamentare di FdI chiede interventi rapidi a tutela dei 250 dipendenti divisi in 4 sedi
Crisi Selta: chi se ne preoccupa? Il parlamentare Tommaso Foti (Fratelli d'Italia) torna a far luce
sulla tragica vicenda che ha messo in ginocchio l'importante società tecnologica italiana che opera nell'ambito delle infrastrutture critiche nazionali, con oltre 45
anni di esperienza nei settori
dell'automazione, telecomunicazioni e cyber security. «Quali iniziative e quali risultati sono stati
conseguiti in questi mesi?», incalza Foti che già nel dicembre 2018
era intervenuto con un'interrogazione parlamentare per sollecitare l'intervento del Ministero dello Sviluppo Economico (Mise) al
fine di «tutelare i lavoratori e mettere in campo ogni iniziativa possibile per superare la grave crisi
aziendale causata da errate scelte gestionali del passato».
Un incontro al Mise è stato fatto,
lo scorso inizio maggio, a cui hanno partecipato anche i sindacati,
ma la nube di tempesta che ha
travolto l'azienda, con il suo quartier generale a Roveleto di Cadeo,
non sembra essersene andata.
Anzi, di occhiate di sole ancora
non se ne sono viste. «E' sotto gli
occhi di tutti – dichiara Foti – che
non vi è un solo minuto da perdere. Occorre che Di Maio cambi
passo e sia dia una mossa». «La
crisi di Selta – scrive il deputato di
Fratelli d'Italia in una nuova interrogazione indirizzata al Ministro – richiede un impegno tanto
deciso quanto rapido, soprattutto a tutela dei numerosi lavoratori della stessa, 250 divisi tra le 4 sedi. Se è infatti vero che con la nomina dei commissari giudiziali è
stato fatto un primo passo per
uscire dalla situazione di incertezza ed immobilismo nella quale versa l'azienda, è altrettanto indispensabile un impegno straordinario da parte del Ministero,
considerato anche il passivo di
47milioni di euro accumulato, figlio di errate scelte gestionali».
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