Rassegna Stampa

Dalle 'corna sataniche' al finto arresto di Carola quando la gaffe dei politici e' dietro l'angolo

Data: 21/08/2019

La gag di Bettola diffusa dalla deputata Murelli sui social ha sollevato un polverone. Ma la leghista è in buona compagnia

Social network croce e delizia. Danno e tolgono - consenso, s'intende - alla velocità di un click. E' un attimo "scivolare" sul terreno viscido della nuova "democrazia digitale", quella che anche il premier dimissionario Giuseppe Conte ieri ha invitato a maneggiare con estrema cautela. «Non è con qualche post a caccia di consenso facile che si governa» ha detto ieri rivolgendosi al ministro Salvini, uno che tra fucili e rosari è coram populo un mattattore di Facebook e fratelli. Il video della goliardica gag sul finto arresto di Carola Rackete (la comandante della Sea Watch salvamigranti) a Bettola messo on line dalla deputata del Carroccio Elena Murelli ha scatenato un polverone. Se n'è parlato in tutt'Italia e, come sempre, il caso ha diviso tra chi ha banalizzato e chi ha deprecato. Un errore postarlo su Facebook? L'unico tribunale è il popolo dei social che giudica, punta il dito o assolve a seconda dei casi. Certo è che se di "scivolone" si è trattato, Murelli è in buona compagnia. La recente storia della politica piacentina è zeppa di cadute di stile social. Volute o meno, con scuse tardive oppure rilanciate. In ogni caso - e questo è certo - sul terreno del consenso qualcosa hanno lasciato per strada. Fu la giovane assessora alle politiche giovanili Manuela Bruschini (Comunisti italiani), nell'agosto 2004, a inaugurare questa mini-carrellata nostrana di pseudofiguracce che in alcuni casi hanno varcato i confini provinciali. Anche in quel caso fu "tradita" da una gag, da molti giudicata di pessimo gusto. A quell'epoca i social erano di là da venire, ma le e-mail erano già parte integrante delle nostre vite. Bruschini partecipò a un "party satanico" a Soarza di Villanova e venne immortalata con due corna in testa e con look demoniaco. Nessuno l'avrebbe saputo se non fosse stato per una e-mail che circolava tra i media e che invitava a osservare gli scatti sul sito della festa. Per giorni la giovane assessora assaggiò l'amara potenza di Internet venendo investita da una raffica di polemiche sull'opportunità di quel comportamento. Non solo il sindaco Roberto Reggi e i colleghi assessori insorsero. Lo fece perfino la Curia. Nel 2009 fu l'ex consigliere regionale e vicepresidente della Provincia Maurizio Parma (Lega) a finire nel caos per aver "stretto amicizia"su Facebook con la Lega Nord Mirano che pubblicò uno slogan schock: «Immigrati clandestini: torturali! È legittima difesa». Parma si cancellò quasi subito. Ma non abbastanza in tempo da evitare il clamore e le critiche. «Non appena me ne accorsi mi tirai via subito da quel profilo e denuncai la cosa ai gestori di Facebook» replicò il giorno dopo. Nel 2011 al popolo del web e ai media nazionali non sfuggirono alcune dichiarazioni del parlamentare di Fratelli d'Italia Tommaso Foti. Il quale, interrogato su come la pensasse a proposito della necessità di dimezzare i compensi di deputati e senatori, osservò: «Se mi tagliano lo stipendio da parlamentare (quasi 9500 euro al mese) ho le pezze al c..o, con le spese che ho sono uno sfigato» disse elencando tutte le spese. Arrivò addirittura in Tribunale il caso del post sul suo blog personale dell'ex consigliere comunale di Sinistra per Piacenza Carlo Pallavicini, accusato di vilipendio allo Stato (poi assolto) per alcune frasi scritte su Giorgio Napolitano. L'ex Capo dello Stato venne definito da Pallavicini «servo dell'imperialismo americano» e «maneggione della politica uomo di garanzia dei poteri forti italiani ed europei». Non rinnegò mai quelle frasi. Anzi, quando venne assolto in primo grado inneggiò alla «libertà di espressione». Più di recente, nel 2018, fece scalpore una presa di posizione dell'ex consigliere comunale Giovanni Castagnetti (civico), investito dalle critiche per un post in cui bollò come «anomala» la definizione degli Alpini come «corpo di pace». Si beccò la reprimenda di tutta la Lega e cercò di spiegarsi sostenendo di essere stato frainteso. Troppo tardi. Ennesima bufera a inizio anno quando Silvia Pantano, medico chirurgo in pensione ed ex candidata a Podenzano, fu bersagliata per aver scritto «Il bestiame non viaggia su pullman super lusso» in riferimento a un articolo di Open - la testata di Enrico Mentana - in cui si dava notizia del calciatore della Castelnuovese Anszou Cissè, 19 anni, allontanato da un centro di accoglienza per richiedenti asilo. 

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