Rassegna Stampa

E Foti torna ultra' in versione governo

Data: 17/02/2023

PARLAMENTO IL CAPOGRUPPO DI FDI "SFIDA" I BANCHI DELLA SINISTRA. LA SEDUTA È SOSPESA

«Onorevole Fratoianni! Onorevole Foti, la richiamo all'ordine!». Ma ha un bel da sgolarsi il presidente della Camera Lorenzo Fontana: in aula di ordine ormai ce n'è ben poco. La temperatura è già oltre il livello di guardia mentre - sotto si sente un brusio, come allo stadio - il malcapitato deputato di "Noi Moderati" Pino Bicchielli inizia il proprio intervento. Ma esita, si interrompe: è chiaramente distratto da qualcosa che accade nell'emiciclo attorno a lui. Le telecamere per consuetudine non inquadrano lo spettacolo, ma lo si può desumere dagli accorati appelli di Fontana, e da un certo punto in poi dall'agitazione dei commessi chiamati a intervenire per scongiurare il peggio, che in un parlamento è quando dalle parole si passa alle mani.

A Tommaso Foti non è piaciuto il tono dell'intervento precedente, quello di Luana Zanella di Avs, che aveva parlato di segreto violato a proposito del caso Cospito e della diffusione del contenuto delle carte del Dap da parte di Giovanni Donzelli. Il deputato piacentino perde la calma e la attacca urlando. Urla in risposta arrivano da Nicola Fratoianni (Avs). Sono i segnali di guerra che si lanciano tutti i primati: manca solo che qualcuno si batta il petto. Quando il capogruppo di FdI fa per andare minacciosamente verso i banchi della sinistra, arrivano i commessi a fare da caschi blu: la seduta viene sospesa. Fino a qui, come si dice in questi casi, la fredda cronaca. Ma c'è da fare una riflessione su quanto sia complicato cambiare abito in politica, lasciare metaforicamente nell'armadio il giubbotto da ultrà e indossare anche nei modi la grisaglia che incarna l'idea stessa della moderazione un po' noiosa. Foti ha passato una vita all'opposizione. Poi il vento ha fatto il suo giro e si è ritrovato in prima fila nel partito di maggioranza relativa. Gli hanno affidato un incarico istituzionale di spicco, capogruppo alla Camera, ruolo che richiedeva un tono diverso, più governativo e meno sanguigno. E va detto che per un po' Foti ci è riuscito: argomentazione pacata, ragionamenti senza spigoli, che sapevano ascoltare - anche solo per confutarle - le tesi contrarie. La dinamica parlamentare lo impone: si deve discutere - civilmente - e poi trovare una sintesi. Ma nessuno può scavalcare la propria ombra, neanche Foti. E così la misura istituzionale è andata via via erodendosi, portata via come pezzi di spiaggia a ogni mareggiata. Per dire: solo pochi giorni fa, nel dopovoto delle regionali di Lazio e Lombardia, Foti aveva maramaldeggiato sul centrosinistra sconfitto citando Benigni e Troisi: « Non vi resta che piangere», il commento privo di fair play. Ieri l'altro, a confermare il ritorno all'antico, la bagarre in aula. « È successo quello che succede spesso - dirà poi Fratoianni - e lo dico anche con rammarico. Se il capogruppo di maggioranza relativa sente qualcosa che non lo convince comincia a sbattere, urlare, dare segni di insofferenza. Atteggiamenti muscolari, arroganti. Ho l'impressione che ogni volta prevalgano tensioni e tentazioni di altra natura che forse hanno anche a che vedere con le storie politiche e culturali di alcuni di questi signori. Mi sono limitato a richiamare il presidente della Camera e a ricordare che forse un po' di educazione non guasta». La replica del deputato piacentino viene recapitata subito, priva anche quella di misura istituzionale. Il tono è più da "chi lo dice lo è, mille volte più di me": «Farsi dare del cafone da Fratoianni è una medaglia al valore. Un analfabeta istituzionale che altro non sa che dar via del suo. Accusare un collega di aver violato un segreto di Stato mi sembra quanto meno inopportuno, a meno di avere le prove. Violare un segreto di Stato per un membro del Copasir ha una pena di vent'anni. Ci starei attento quando parlo». Insomma, Foti sembra ricadere nella figura dell'ultrà di governo della quale non si sentirebbe davvero la mancanza. Ammettiamo invece di provare nostalgia per la breve stagione del Foti in grisaglia e per quei toni così "british".

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