Rassegna Stampa

"Fatto tante cose buone anche sulla sicurezza - Foti il mio avversario? Penso all'idea di citta'"

Data: 31/07/2026

L'INTERVISTA PRIMA DELLE FERIE KATIA TARASCONI / SINDACA DI PIACENZA

«L'OPPOSIZIONE SCREDITA NON SOLO LA POLITICA MA L'ENTE COMUNE. RACCOLTA RIFIUTI? NON SONO ANCORA SODDISFATTA»

Marcello Pollastri

● Dalla fresca polemica per l'Alley Opp, finita a carte bollate, alle prossime elezioni comunali. Dai rapporti con l'opposizione di centrodestra, mai sereni, al caso Fossati che investe il Pd, fino alle «tante cose buone» fatte in questi quattro anni di mandato e al tema sicurezza. La sindaca Katia Tarasconi accetta di fare il punto della situazione con Libertà prima che la politica piacentina si tuffi nella pausa estiva.

Sindaca, la decisione di querelare gli organizzatori di Alley Oop ha scatenato un putiferio. Che cosa l'ha irritata di più?

«Non direi irritata. Mi sono sentita colpita dal tentativo di far passare questa amministrazione come opaca, come se lavorasse favorendo amici o conoscenti. È un'accusa che va ben oltre la normale dialettica politica».

Ma c'è un commento sui social che l'ha ferita particolarmente?

«Sentirci definire mafiosi».

Più addirittura degli insulti sessisti ricevuti?

«Intanto vorrei ringraziare della solidarietà ricevuta. Quelle sono parole certamente gravissime, che fanno male. Tuttavia le offese personali fanno parte, purtroppo, del clima di oggi, ma accusare un'amministrazione di non rispettare le regole è un'altra cosa. Dovevo tutelarla. Quando si mette in dubbio la correttezza dell'amministrazione si colpiscono anche i dipendenti che ogni giorno lavorano con serietà».

Nel merito del caso Arena Daturi, però, l'assessore Dadati aveva scritto che nel 2026 non sarebbe stato possibile utilizzare l'area. Insomma, qualche ragione Alley Oop potrebbe averla. Non ritiene che un errore ci sia stato?

« In quel momento, quando la segreteria dell'assessore ha scritto quella e-mail, si riteneva davvero che non ci fossero le condizioni per concedere l'area. Agli organizzatori avevamo proposto di fare il festival in un altro luogo ma non hanno accettato e non ci hanno mai fatto sapere che sarebbero stati disposti a cambiare data. Dal giorno di quella e-mail sono poi cambiate le condizioni per concedere l'area, per fortuna. Ci si accusa che avremmo potuto avvertirli. Capisco la delusione, ma da qui a sostenere che ci fosse un disegno per favorire qualcuno ce ne passa».

In ogni caso qualcuno ha richiesto le dimissioni dell'assessore. Lei lo conferma?

«Assolutamente sì, gode della mia massima fiducia. Ormai chiedere le dimissioni è diventato uno sport».

Le hanno anche scritto che è arrogante. Per la verità lo dice spesso anche l'opposizione. La infastidisce?

«Sì, perché non mi riconosco affatto in quella descrizione. Posso essere diretta, determinata, anche eccessivamente impulsiva, ma non credo di essere arrogante».

Però...?

«Guardi, credo ci sia una strategia politica per farmi apparire come una persona che non ascolta. In realtà conosco bene i miei limiti, ho certamente dei difetti, ma se posso cerco il confronto. Se poi uno non lo vuole...».

Lunedì scorso si sono chiusi i lavori del consiglio comunale sul tema rifiuti. Sostenete di aver fatto il massimo sforzo per contenere le tariffe. Si sente di promettere che sarà così anche negli anni futuri oppure è davvero una manovra elettorale come sostiene l'opposizione?

«Per loro qualsiasi cosa facciamo è una manovra elettorale. Se la tariffa scende è propaganda, se sale è colpa nostra. Bisognerebbe decidere quale sia la critica».

Dunque le tariffe resteranno basse anche nel 2027, 2028 e 2029?

«Nessun sindaco può fare promesse del genere. Le tariffe dipendono anche da norme nazionali e dai meccanismi di Arera. Ogni anno si fanno i conti con il quadro normativo ».

Più volte negli ultimi mesi ha richiamato Iren sulla qualità del servizio di raccolta puntuale. Oggi può dirsi soddisfatta?

« Non ancora. Stiamo cercando di gestire difficoltà che esistono praticamente ovunque».

Che cosa chiede a Iren?

«Maggiore attenzione, soprattutto sugli abbandoni dei rifiuti, anche se mi rendo conto non sia facile. Qualche passo avanti c'è stato, ma serve una presenza ancora più costante. Poi va detto che è anche un problema culturale. Se i cittadini non collaborano, nessun sistema può funzionare perfettamente. La maleducazione diffusa è un dato di fatto».

Dopo quattro anni è ancora dell'idea che un'opposizione così intransigente non si sia mai vista?

«Credo sia un'opposizione molto orientata a screditare non solo la politica, ma anche la macchina comunale ».

Che cosa intende?

«Si attaccano dirigenti, funzionari, dipendenti. Questo lo considero un errore».

Anche il direttore generale Luca Canessa è finito nel mirino.

« È un dipendente del Comune. È una persona molto preparata che ha fatto crescere l'ente. Se qualcuno deve essere criticato, si critichi il sindaco o gli assessori».

In caso di secondo mandato lo confermerebbe?

«Canessa ha la mia massima stima e fiducia. La sua competenza è una garanzia».

Sarà anche intransigente, l'opposizione. Ma possibile, sindaca, che non si rimproveri nulla?

«Probabilmente mi rimprovero di essermi fatta trascinare, a volte, dentro questo clima di scontro continuo. Poi sicuramente ho commesso errori. Chi amministra sbaglia. Però penso anche che qualcosa di buono sia stato fatto. O è davvero tutto da buttare come

Katia Tarasconi è sindaca dal 2022. Si candida a un secondo mandato

dice l'opposizione? ».

Come valuta i primi giorni della gestione de La Ragazzetta?

«È ancora presto per un giudizio e la scelta del nome è in capo al getsore. Al di là delle polemiche, sicuramente ha acceso i riflettori sulla Ricci Oddi e sulla città a livello di immagine. Anche questo è un risultato ».

Come giudica l'operazione Fossati nel suo partito, il Pd? Silurato a un solo anno dalle elezioni...

«Da questa partita io sono sempre rimasta fuori. Certo Fossati, per il ruolo ricoperto, poteva essere più cauto anche nell'esprimere una posizione personale. Sul cambio di capogruppo forse mi è parso fin eccessivo ».

Tuttavia, con le sue parole sul caso Roggero, Fossati ha posto un interrogativo in casa dem, quello sulla sicurezza. Cosa pensa del caso del gioielliere condannato?

«Capisco il dramma umano di aver subito svariate rapine, ma non posso condividere l'idea della giustizia fai-da-te. Lo Stato deve garantire sicurezza. Se una persona arriva a sentirsi costretta a difendersi da sola significa che qualcosa non ha funzionato».

Lei insiste molto anche sulla prevenzione.

«Perché la sola repressione non basta. Se interveniamo solo dopo, il problema resta».

Alla Camera è passato l'altro giorno il progetto di legge sui domiciliari ai detenuti tossicodipendenti con condanne inferiori agli otto anni. È d'accordo?

«Liberiamo 10mila detenuti con dipendenza da alcol e droga... e poi dove li curiamo se mancano le strutture? In Italia c'è un grande problema di sanità mentale, che coinvolge anche tanti giovanissimi, ce ne stiamo accorgendo? Sarà l'emergenza dei prossimi anni».

In che senso?

«Perché aumentano le fragilità e oggi mancano strumenti adeguati per seguirle».

La Regione ha annunciato proprio ieri due milioni di euro per la stazione. Da dove si parte?

«Le idee sono molte, più dei fondi disponibili. Però almeno sono risorse importanti e non scontate. Pensiamo di potenziare l'illuminazione nel parcheggio dei pendolari, sistemare l'area delle biciclette. E poi vorremmo risolvere una volta per tutte la questione del sottopasso. Non sarà facile, ma qualcosa in mente abbiamo».

Si parla meno di piazza Cittadella che però tornerà al centro della campagna elettorale. Dopo tutta questa battaglia politica e legale, per altro non ancora terminata, ritiene di aver vinto?

«No. Penso però che questa amministrazione abbia sbloccato una situazione ferma da dodici anni».

Resta il tema irrisolto dei parcheggi. Dove li trovate? Venti posti auto intorno a Cittadella sono pochi.

«Stiamo ragionando anche sull'area dell'ex Pontieri, dove in tempi relativamente brevi potremmo ricavarne altri 120 circa, e su altre soluzioni, ma è un tema complesso. Lo so, è un mio cruccio».

Mancano otto mesi alle elezioni. È davvero così sicura di vincere, come dicono le indiscrezioni?

«Non ho mai detto di essere sicura di vincere. Ho detto che più che preoccuparci dell'avversario dobbiamo pensare alla città che vogliamo costruire».

Mi scusi, ma se un cittadino le chiede cosa avete fatto in questi quattro anni, cosa risponde?

«Devo fare l'elenco?».

Prego.

«L'aver sbloccato piazza Cittadella, le tante piste ciclabili, due nuovi asili nido, una nuova scuola media, il recupero dell'ex Manifattura Tabacchi, l'avvio dei lavori al Polisportivo, le aree sportive nei parchi, il lavoro fatto per modernizzare il Comune. Potrei continuare. E mi lasci dire: nonostante qualcuno pensi il contrario, abbiamo fatto tanto per la sicurezza. Abbiamo più di 400 occhi elettronici e ne arriveranno altri. E tutti funzionanti».

Ha sempre detto che voleva una città più bella. Lei pensa che sia più bella?

«Non come vorrei. Bisogna passare dalla stagione dei grandi interventi a quella della cura del dettaglio ».

Sicura che non la preoccupa alcun candidato del centrodestra?

« Mi interessa soprattutto capire quali proposte farà, non chi sarà il candidato. Poi è ovvio che qualcuno potrebbe impensierirmi più di un altro. Comunque ho capito dove mi vuole portare...».

Non la seguo.

«A farmi dire che ho timore se dovesse candidarsi il ministro Foti».

Veramente quest'indiscrezione ora sembra più fantapolitica.

«Alla fine potrebbe uscire un candidato che nemmeno conosco. Che ne so? Un giovane di 30 anni».

Ha sentito che si parla anche di una possibile candidatura dell'ex dirigente comunale Elena Vezzulli. Pensieri al riguardo?

«Ognuno fa quel che vuole. Diciamo che non avevo mai capito che fosse così interessata alla politica».

È vero che non disdegnerebbe di ritrovare Stefano Cugini in maggioranza?

«Bisognerebbe anzitutto chiedere a lui se è interessato. Il dialogo non mi spaventa di certo e so che lui ha posizioni ben precise. Poi bisogna capire se esistono punti condivisi sufficienti per lavorare insieme».

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