La Meloni e alcuni politici, tra cui Foti e Callori, ieri ad una manifestazione a Bibbiano
Fratelli d'Italia chiede Commissione d'inchiesta regionale sul tema
degli affidi. A seguito della manifestazione che ieri mattina Fratelli
d'Italia ha tenuto davanti al Municipio di Bibbiano (Reggio Emilia)
con la partecipazione di Giorgia Meloni, dei parlamentari di Fratelli
d'Italia (il piacentino Tommaso Foti, Alberto Balboni, Ylenia Lucaselli, Augusta Montaruli, Maria Teresa
Baldini, Maria Teresa Bellucci, Lucrezia Mantovani), e dei Consiglieri regionali (Michele Facci, Giancarlo Tagliaferri e il piacentino Fabio
Callori), per tenere alta l'attenzione
dell'inchiesta sul sistema degli affidi forzati avvenuti nel Reggiano, il
Gruppo consiliare di Fdi in Regione ha deciso di richiedere ai sensi dello Statuto l'istituzione di una commissione di inchiesta assembleare
sul funzionamento dei servizi sociali e sugli affidi in Emilia-Romagna.
Alle parole di Giorgia Meloni che
sollecitava pene esemplari, qualora le persone coinvolte nell'inchiesta venissero confermate nella loro
colpevolezza, il capogruppo Michele Facci ha sostenuto che la Regione Emilia Romagna non può affatto sottrarsi alla concessione di una
commissione di indagine sul tema.
«Abbiamo avuto occasione di ascoltare - ha detto - anche alcune testimonianze di genitori, sopraffatti dal
dolore, che sono intervenuti alla
manifestazione per farci partecipi
di quanto loro accaduto. Noi non
vogliamo sovrapporci al lavoro che
in totale autonomia deve completare l'Autorità giudiziaria, ma la politica ha il dovere di verificare se si
tratti di un caso isolato o invece di
qualcosa di più vasto. Inoltre: alcuni indagati hanno partecipato, in
qualità di consulenti, sia in sede di
Commissione che nelle iniziative
dei Garanti; la Fondazione vittime
di Reato della Regione ha concesso
vari contributi, nel corso degli anni,
proprio al Centro che si occupava
dei bambini ritenendolo struttura
di eccellenza; quindi, anche per
questi motivi, sono necessari doverosi approfondimenti circa i metodi utilizzati per gli affidi in Regione.
Il fatto poi che il Garante per l'Infanzia regionale proprio presso la struttura incriminata abbia realizzato un
convegno e non sia ancora intervenuto sulla vicenda, la dice lunga in
merito».
Libertà
