Prima assise provinciale. Il neoeletto: «Oggi noi conservatori i veri rivoluzionari. Onorato di guidare il primo partito della nazione»
Filippo Bertolini è stato confermato alla guida di Fratelli d'Italia. L'ex consigliere comunale e provinciale, che fino a oggi era sempre stato nominato, è stato eletto ieri mattina presidente (l'equivalente del segretario) durante il congresso che si è celebrato al Park Hotel, il primo dalla nascita del partito nel 2012. «Sono orgoglioso di poter guidare il primo partito della nazionale» ha detto Bertolini ricordando quando 11 anni fa decise di appoggiare il progetto di FdI, all'epoca un'avventura dall'esito incerto. «Nonostante tanti scettici, non ebbi alcun dubbio ad aderire - ha detto -. E oggi, grazie anche alla caparbietà e alle capacità di Giorgia Meloni, possiamo dire che abbiamo vinto quella sfida. Tante altre ci attendono: oggi siamo noi il vero popolo rivoluzionario, perché essere conservatori oggi è rivoluzionario. Noi difendiamo veramente la famiglia, noi difendiamo il lavoro. Ora rimbocchiamoci le maniche per migliorare ancora l'Italia e Piacenza». A proposito di sfide, sono previste per la prossima primavera quelle delle elezioni Europee e amministrative (più della metà dei comuni del Piacentino chiamati al voto). Su questo tema è stato chiaro il monito del leader indiscusso di FdI, il parlamentare Tommaso Foti. «Ce lo insegna la storia, uniti si vince, divisi si perde». E poi: «Quando ho iniziato a fare politica ho imparato anche da chi non la pensava come me, perché se c'è una cosa che in politica non paga è l'arroganza e la supponenza. Bisogna essere umili, anche quando si è primi». Foti ha fatto poi un'analisi del momento dell'Italia e dell'esecutivo Meloni: «Questo governo sta cercando di portare avanti la bandiera dell'Italia in un momento difficile a livello internazionale, basti pensare che la Cina dimezzerà il Pil e la Germania è in crisi. Noi abbiamo fatto una legge di bilancio da 28 miliardi». Poi la stoccata al Movimento 5 Stelle e all'ex premier Giuseppe Conte: « Poco fa l'Inps ha informato che grazie al reddito di cittadinanza, al costo di 32 miliardi di euro per lo Stato, hanno trovato occupazione solo 1500 persone. Conte deve andarsene dalla faccia della politica italiana. Se avessimo usato quei soldi per diminuire la pressione fiscale sulle imprese, avremmo avuto un milione e mezzo di occupati in più. Che tradotto significa più benessere per tutti». Foti si è poi augurato che il 2024 sia l'anno di uscita da due guerre, quella in Ucraina e quella israelo-palestinese, «che stanno impattando pesantemente soprattutto sui cittadini europei ». «È chiara la collocazione di Fdi a favore dell'occidente e dello stato di Israele, ma occorre trovare soluzioni diplomatiche che impediscano il protrarsi di questi conflitti». Infine Foti ha voluto ricordare anche alcuni amici scomparsi, alcuni nell'ultimo anno: « Il mio percorso di vita politica è iniziato con Carlo Tassi in un consiglio dove c'erano anche Corrado Sforza Fogliani, Marco Bertoncini. Da loro ho tratto tanti insegnamenti» ha detto rivolgendosi a Federico Scarpa (Lac) presente in platea e anche lui all'epoca sui banchi di Palazzo Mercanti: «Federico, siamo rimasti noi due, abbiamo il dovere di portare avanti questi insegnamenti». Tassi era stato ricordato anche poco prima dal presidente di Confagricoltura Filippo Gasparini. Nel corso del dibattito politico sono intervenuti anche l'ex assessore all'Urbanistica Erika Opizzi e il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri. Duro l'attacco di quest'ultimo alla regione Emilia Romagna amministrata da Bonaccini: «Ci scontriamo con l'arroganza del centrosinistra, con i finti ambientalisti, con i disastri fatti sulla sanità. Noi però non molliamo, pronti sempre a una opposizione costruttiva ma intransigente ». Prima di Foti c'è stato spazio per gli interventi degli alleati - Valentina Stragliati per la Lega, Paola Pizzelli per Forza Italia - e dei rappresentanti delle categorie economiche. Sono intervenuti Andrea Paparo, direttore di Confapi, Gian Luca Barbieri, direttore di Confcommercio, Nicolò Maserati, presidente di Confesercenti, Scarpa, presidente della Lac, Giovanni Rivaroli, presidente Cna, Daniel Negri, presidente Confcooperative, Riccardo Piras di Coldiretti, Gasparini, presidente di Confagricoltura, Antonino Coppolino, presidente di Confedilizia e dell'associazione Liberali piacentini.
Sindaci, assessori e eletti ecco il nuovo direttivo
Amministratori locali, consiglieri comunali, militanti. Insieme al presidente è stato eletto ieri il nuovo direttivo di Fratelli d'Italia, composto da venti membri. Filippo Bertolini sarà affiancato da Gloria Zanardi, Lorenzo Lagori, Rosario Della Porta, Wendalina Cesareo, Fabio Callori, Marco Colosimo, Sara Soresi, Nicola Domeneghetti, Filippo Galba. A loro si aggiungono i cinque componenti di nomina fiduciaria del presidente: Sergio Bursi, Erika Opizzi, Simone Mazza, Massimo Bollati, Andrea Gabbiani. Infine i cinque componenti di diritto: il deputato Tommaso Foti, il consigliere regionale Giancarlo Tagliaferri, il consigliere provinciale Massimiliano Morganti, il vicesindaco di Bettola Luca Corbellini e il sindaco di Alta Valtidone Franco Albertini.
LE VOCI DAL CONGRESSO PROVINCIALE
Filippo Bertolini, presidente Fratelli d'Italia «Nonostante tanti scettici, non ebbi alcun dubbio ad aderire a FdI. Oggi, grazie anche alle capacità di Giorgia Meloni, possiamo dire che abbiamo vinto quella sfida. Noi difendiamo veramente la famiglia, noi difendiamo il lavoro. Ora rimbocchiamoci le maniche per migliorare ancora l'Italia e Piacenza».
On. Tommaso Foti, capogruppo Camera FdI «L'Inps ha informato che con il reddito di cittadinanza, al costo di 32 miliardi di euro per lo Stato, hanno trovato occupazione solo 1500 persone. Conte deve andarsene dalla faccia della politica italiana. Se avessimo usato quei soldi per diminuire la pressione fiscale alle imprese, avremmo 1,5 milioni di occupati in più»
Giancarlo Tagliaferri, consigliere regionale FdI «A Bologna ci scontriamo ogni giorno con l'arroganza del centrosinistra, con i disastri fatti sulla sanità, con i finti ambientalisti. Quando era in Regione la segretaria Schlein sull'ambiente non ha fatto nulla. Noi non molliamo, pronti sempre a una opposizione costruttiva ma intransigente »
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