Il capogruppo di FdI alla Camera, Tommaso Foti, presenta una proposta di legge che blinda i pubblici amministratori riformando l'azione di controllo della Corte dei Conti. E puntuale esplode la polemica. «Se Foti e Fdi pensano dopo aver cancellato il controllo concomitante sul Pnrr di ridurre il potere della Corte dei Conti a una sorta di ancella della politica, sappiano che troveranno la nostra netta opposizione», avverte il presidente dei senatori Pd Francesco Boccia che parla di «evidente fastidio della destra per l'autonomia e l'equilibrio dei poteri sancito dalla Costituzione». Ma la proposta di legge è criticata anche dal M5S e da Avs. Governo e maggioranza, dichiarano i deputati 5 stelle, «sfornano leggi criminogene destinate ad incentivare il malaffare». Mentre Angelo Bonelli definisce, quella del partito di Giorgia Meloni, «una guerra contro la magistratura a 360 gradi». Prima «levano alla Corte il controllo concomitante sui progetti del Pnrr e ora Fdi vuole ridurre i poteri di controllo sul danno erariale». È «un tana libera tutti inaccettabile». Nel testo si prevede, tra l'altro, che qualora un determinato atto abbia «superato il controllo preventivo e quindi sia stato vistato e registrato» dalla Corte, «non sarà più possibile sottoporre a giudizio per responsabilità erariale gli amministratori che lo hanno adottato». Nel caso in cui si arrivi ad una conciliazione nel procedimento di mediazione o in sede giudiziale, si esclude poi la responsabilità per colpa grave degli amministratori. E limiti vengono messi anche alle sanzioni. In caso di colpa grave ed escludendo le ipotesi di illecito arricchimento, si parte da un minimo di 150 euro fino al massimo «di 2 annualità di trattamento economico» per l'amministratore autore di illecito.
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