SUL TEMA ABITATIVO PIENA CONVERGENZA DI VEDUTE CON IL GOVERNO
L'INCONTRO IN CONFEDILIZIA
Il presidente nazionale Testa: recupero di fiducia per i proprietari di immobili. Il ministro: sfida su riqualificazione e edilizia pubblica
● Ci sono parole il cui significato si estende oltre quello letterale. Ad ascoltare l'incontro tenutosi nella sede di Confedilizia Piacenza relativo al Piano Casa 2026 e al Ddl Sfratti, il primo già licenziato dal governo Meloni e il secondo ancora all'esame del Parlamento, la parola "fiducia" è proprio una di queste. Trascina infatti con sé un aspetto economico e uno sociale, tanto più in una città come la nostra dove il tema abitativo è di quelli caldi
Confedilizia promuove il Piano Casa del governo «Più fiducia, più affitti, più case per studenti»
Nella sede piacentina dei proprietari ospite Tommaso Foti, che illustra la doppia azione dell'esecutivo per contrastare l'emergenza abitativa
Ci sono parole il cui significato si estende oltre quello letterale. Ad ascoltare l'incontro tenutosi nella sede di Confedilizia Piacenza relativo al Piano Casa 2026 e al Ddl Sfratti, il primo già licenziato dal governo Meloni e il secondo ancora all'esame del Parlamento, la parola "fiducia" è proprio una di queste. Trascina infatti con sé un aspetto economico e uno sociale,tanto più in una città come la nostra dove il tema abitativo è di quelli caldi. Città universitaria, cosi ama definirsi da qualche tempo Piacenza, benché non sia facile per gli studenti trovare un alloggio, e non lo è neppure per le migliaia di lavoratori che gravitano attorno al polo logistico o per gli insegnanti o ancora per gli infermieri. E se è vero che spesso è il proprietario privato a essere additato come colui che non affitta gli immobili lasciandoli inutilizzati e rendendoli "scatole vuote", dall'incontro in Confedilizia trapela la speranza che qualcosa cambi anche nella percezione del fenomeno. Ospite è stato il ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione Tommaso Foti, che del Piano Casa è anche tra i firmatari e che ha potuto dialogare a distanza con Giorgio Spaziani Testa, presidente nazionale di Confedilizia in collegamento da remoto. Partendo dal Ddl Sfratti, che punta ad accelerare il recupero degli immobili, dopo avere giudicato «la visione del governo sul tema abitativo la medesima di Confedilizia», Spaziani Testa fa capire che quello che è chiamato «decreto sfratti potrebbe piuttosto definirsi decreto affitti», perché la fiducia di rientrare in possesso dei propri immobili spinge i proprietari a metterli in locazione. Parole che trovano conferma in quelle del ministro Foti: «La possibilità di avere certezza nel rilascio degli immobili aumenta immediatamente la disponibilità all'affitto da parte dei proprietari. Questo è già un notevole risultato, perseguito attraverso alcune misure di modifica del codice di procedura civile che cercano di limitare i tempi entro i quali l'immobile possa essere restituito al legittimo proprietario, nel momento in cui c'è la scadenza del contratto oppure vi è una morosità acclarata in più occasioni dall'altra parte». Sul punto, dice Antonino Coppolino, presidente della Confedilizia di Piacenza e moderatore dell'incontro, che «questo decreto consentirà di avere meno remore nell'immettere sul mercato la propria abitazione ». Riguardo al Piano Casa - un massiccio stanziamento di risorse fino a 10 miliardi di euro in dieci anni per rendere disponibili circa 100.000 nuovi alloggi - il ministro indica uno dei suoi pilastri nello sviluppo dell'edilizia residenziale pubblica (Erp), un patrimonio a cui sono destinate ingenti risorse per il ripristino dell'abitabilità di case attualmente inutilizzabili. «In Italia dice Foti - in base a Federcasa ci so-no circa 70mila immobili Erp che non possono essere utilizzati, ma trovo vergognoso che non ci sia neppure un censimento di immobili di edilizia residenziale pubblica a livello nazionale». «È indubbio - continua - che Confedilizia sia stata pioniera rispetto al Piano Casa. Occorre mettere questa edilizia residenziale pubblica a disposizione - continua - lo si può fare senza aumentare di un metro cubo il consumo di suolo, recuperando in prima battuta quanto è recuperabile». Questa è la vera sfida per il ministro, che parlando di riqualificazione di aree dismesse sottolinea come «i costi di bonifica spesso superano quelli di costruzione». Apre una parentesi: «Se l'ex Acna sarà recuperata è perché il Pnrr ha finanziato la bonifica; per 30 anni tutti ci hanno girato attorno, ma quando poi si imbattevano nei costi di bonifica scappavano ». Aggiunge anche, Foti, che «con le 20mila case occupate abusivamente la quota degli immobili Erp inutilizzati salirebbe a 90mila». Quindi prosegue: «Da una parte c'è la necessità di realizzare immobili di edilizia pubblica per coloro i quali hanno ovviamente i limiti di reddito per accedervi, ma anche di edilizia residenziale sociale per coloro i quali hanno un reddito superiore a quello che consente l'acces-so all'edilizia residenziale pubblica, ma non hanno ancora le caratteristiche per poter accedere al libero mercato. Quest'ultima è la cosiddetta zona grigia». In questo caso ci sono due opzioni, spiega infine il ministro. La prima è «l'acquisto dell'immobile attraverso i mutui, ma con un prezzo che rispetto alla media del mercato è inferiore del 30%», oppure la locazione che prevede anche in questo caso il 30% in meno rispetto al canone medio di locazione della zona». D'altronde, emerge dall'incontro in Confedilizia, la quota del mutuo può arrivare ad assorbire anche il 60% dello stipendio del lavoratore
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