QUOTIDIANO NAZIONALE
12 DICEMBRE 2025 – pagina 87
Le sfide dell'Italia
Foti: «Rinnovamento e riforme strutturali»
Ieri un seminario alla Camera sulla coesione
ROMA
Nell'Aula dei Gruppi parlamentari della Camera il seminario dedicato a L'Italia delle comunità, l'Europa dei territori si è fermato in un confronto sulle sfide che attendono il Paese nei prossimi anni. Con una visione politica marcata, il ministro per gli Affari Europei e il Pnrr, Tommaso Foti (foto), ha aperto i lavori ricordando come negli ultimi anni «sia stato avviato un percorso di profondo rinnovamento», fondato su capacità amministrative più solide e su riforme strutturali destinate a durare.
L'obiettivo, ha spiegato, è superare «un approccio meramente compensativo» e costruire politiche capaci di valorizzare i territori, soprattutto quelli rimasti indietro.
Foti non ha nascosto le criticità. La riprogrammazione regionale dei fondi di coesione, concessa a giugno, non avrebbe dato i risultati attesi. «Le Regioni si sono limitate a erogare al minimo indispensabile per non perdere le risorse», ha detto, puntando il dito contro un approccio scelto "aritmetico" al posto della strategia. Un'occasione mancata, soprattutto su fronti che il ministro considera decisivi: l'housing sociale e l'edilizia idrica.
La posta in gioco, però, è più ampia. Tra Pnrr e fondi di coesione, Foti ricorda che «oltre 320 miliardi stanno piovendo sul territorio nazionale nel decennio 2020-2030». Risorse che non appartengono ai governi, ma ai cittadini, e che richiedono una filiera istituzionale «da registrare», perché «ogni livello dello Stato sia all'altezza».
A chi teme un Paese che si ferma allo scadere del Pnrr, il ministro risponde con un monito: la digitalizzazione, i servizi, le infrastrutture «non possono spegnersi il 30 giugno 2026». Le scelte strategiche – avverte – non finiscono con il piano.
Dello stesso avviso Raffaele Fitto, vicepresidente della Commissione europea, che richiama l'urgenza di una politica di coesione più moderna, flessibile, capace di ridurre le disparità territoriali e di reggere la competizione mondiale senza rinunciare ai valori democratici.
«Ritenere che il lavoro che stiamo mettendo in campo oggi sia un lavoro molto importante per il futuro – evidenzia Fitto – significa anche su questo evitare le posizioni più estreme e le contrapposizioni, ma cercare di trovare giuste sintesi».
Il messaggio è chiaro: l'Italia ha davanti a sé decisioni cruciali. Serve lungimiranza e la capacità di non sprecare un'occasione che potrebbe non tornare.
Bruno Mirante
