L'INTERVENTO IN PARLAMENTO
Nel corso del dibattito sulla conversione del decreto legge sul Coronavirus è intervenuto anche il parlamentare piacentino Tommaso Foti (Fdi) che
ha ricordato all'aula di essere il parlamentare che abita più vicino alla "zona rossa" della Lombardia aggiungendo che «Piacenza è a sette chilometri
dall'inizio del confine della stessa. Non
è un caso se da sempre, soprattutto il
sabato mattina e pomeriggio, tutta la
parte dell'area interessata della "zona rossa" si riversa su Piacenza».
Foti ha quindi aggiunto che «non possiamo non esprimere innanzitutto il
plauso per gli operatori sanitari e i medici dell'ospedale di Codogno e per il
personale tutto di quello di Piacenza,
che hanno supplito, nei primi due giorni, a ciò a cui nessuno aveva pensato.
In particolare coloro risultano contaminati dal virus, alcuni dei quali sono
in isolamento, hanno dato una prova
di altruismo e di professionalità che,
da sola, merita il nostro plauso». Foti
ha quindi criticato le «ordinanze arlecchino» emesse in questi giormi, aggiungendo che «non possiamo avere
sindaci che, giustamente, preoccupati per la salute pubblica, vietano lo
svolgimento dei mercati e, a due chilometri, altri sindaci che, invece, ne
consentono lo svolgimento, atteso che
le persone si muovono in e, muovendosi, hanno il diritto di avere le stesse garanzie in tutti i luoghi che frequentano».
Anche sulla chiusura delle scuole il parlamentare di Fratelli d'Italia ha chiesto chiarezza poiché «se è vero che il
virus ha una fase di sviluppo che si manifesta in quattordici giorni, allora non
si vede perché la chiusura nelle zone
interessate dal virus non debba essere di quindici giorni». A giudizio di Foti il decreto legge «deve essere un primo passo sotto il profilo legislativo
che noi compiamo. Lo dico - ha sostenuto - perché mi pare oltremodo chiaro che vi sia anche una sottovalutazione tra zone confinanti con le zone
rosse e zone adiacenti. Ecco, sotto questo profilo, voglio far presente che non
è un caso se dopo l'ospedale di Codogno il più utilizzato sia stato l'ospedale di Piacenza, che non è confinante
con la zona rossa ma è adiacente alla
provincia di Lodi, perché è l'unico presidio ospedaliero importante, oltre a
quest'ultimo».
Il parlamentare di Fratelli d'Italia ha
concluso affermando che «ogni iniziativa volta a prevedere aiuti e provvidenze economiche deve essere dunque estesa anche al territorio della
provincia di Piacenza, ben conscio che
il primo vero obiettivo deve essere
quello di affrontare con decisione capacità l'emergenza sanitaria in essere».
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