Rassegna Stampa

Foti attacca la giudice 'Citta' offesa, sia punita'

Data: 27/11/2021

AI FERRI CORTI 
INTERPELLANZA DEL DEPUTATO DI FDI ALLA MINISTRA DELLA GIUSTIZIA SULLE MOTIVAZIONI-LEVANTE 

I brani sui "poteri vischiosi" di Piacenza e sugli arresti a fini "statistici", scritti da Fiammetta Modica, ritenuti "frutto di inaccettabili insinuazioni e pregiudizi"

Il parlamentare rivendica che i piacentini "sono persone perbene". Richiesta di verifiche su Procura e Tribunale e invito all'azione disciplinare

Le valutazioni della magistrata Fiammetta Modica sui «poteri vischiosi di Piacenza», contenute nelle motivazioni della sentenza Levante sui carabinieri infedeli, arrivano all'attenzione della ministra della giustizia Marta Cartabia. Tommaso Foti, deputato piacentino di Fratelli d'Italia, ha infatti depositato un'interpellanza parlamentare nella quale definisce quelle affermazioni «di gravità ed offensività inaudita per i piacentini», in quanto «frutto di inaccettabili insinuazioni». Foti chiede alla guardasigilli di valutare l'opportunità di «promuovere iniziative ispettive presso gli uffici giudiziari in questione», comprese «azioni disciplinari» nei confronti della stessa Modica, che è giudice per le udienze preliminari (gup). Le già vibranti polemiche dei giorni scorsi si inaspriscono quindi con uno scontro toghe-politica che non ha precedenti nella storia recente della nostra città. In questo caso un politico di lungo corso sferra un duro attacco a una magistrata.

«Poteri vischiosi, l'offesa è grave» Foti chiede di 'processare' Modica

Scontro sulle motivazioni della sentenza Levante. Il deputato di FdI interpella Cartabia: «Insinuazioni inaccettabili»

Nelle premesse dell'atto ispettivo Foti ricorda i passaggi salienti dell'inchiesta Levante sui carabinieri infedeli: 22 luglio 2020, data dell'esecuzione dell'ordinanza di custodia cautelare che portò 23 persone agli arresti, tra cui 11 militari e 12 civili; 20 ottobre 2020, quando venne disposto il giudizio immediato per gli imputati; 1° luglio 2021, giorno della condanna con rito abbreviato cinque dei sei carabinieri della stazione di via Caccialupo coinvolti nell'inchiesta (uno di loro ha optato per il rito ordinario).

Lo stralcio 
È lo stesso parlamentare del centrodestra a riportare nell'interpellanza lo stralcio delle motivazioni in cui si parla di una Piacenza «perbenista» e «con radicate connessioni con il crimine sommerso». Eccolo: «Per la verità, i fatti accertati in questa sede non restano un fatto isolato nella storia della città di Piacenza, nel recente passato altri episodi inquietanti sono stati portati all'attenzione dell'autorità giudiziaria, facendo emergere un preoccupante sistema di illegalità connaturato con il potere...». A tal proposito in quelle pagine la magistrata cita due inchieste che hanno sconvolto Piacenza: quella del 2013 che azzerò la sezione Narcotici della Questura per fatti analoghi a quelli della Levante; e quella su Giuseppe Caruso, presidente del consiglio comunale arrestato nel 2019 per associazione mafiosa e poi condannato a 20 anni (Caruso era stato eletto in FdI e il giorno dell'arresto fu espulso dal partito). «Una città dalle tante facce - prosegue il testo delle motivazioni - spesso vischiosa nei rapporti di potere, con una ricchezza diffusa, un'austera alacrità e un perbenismo imperante talvolta con radicate connessioni con il contesto criminale sommerso legato al mercato degli stupefacenti, della prostituzione e, ma non in ultimo, alla corruzione. In questo "mondo di mezzo" si trovava la Caserma Levante».  

«Piacentini perbene» 
Foti non esita a definire le parole di Modica «di gravità ed offensività inaudita per i piacentini, che sono persone perbene»; «frutto di inaccettabili insinuazioni, tali essendo se prive di prove a supporto; omissive nel caso in cui, acclaratane la veridicità, non sia stata attivata – anche solo contro persone ignote – l'azione penale»; e ancora «concentrato di deprecabili pregiudizi – sembrerebbe questo il caso – che trovano nella supposta superiorità morale della togata, anziché nei fatti, la fallace ragione giustificatrice». Ma il deputato contesta anche un'altra valutazione di Modica. 

«Arresti convalidati» 
E cioè quando nelle motivazioni rileva che i numerosi arresti effettuati dai carabinieri della stazione Levante, secondo il cosiddetto schema del «cotto e mangiato», sarebbero stati frutto, secondo la gup, del «dato statistico da perseguire ad ogni costo, come, testimonianza del controllo di pubblica sicurezza da sciorinare in occasioni istituzionali, avanzamenti di carriera o per avere piccoli congiunturali benefici». In questo caso, Foti osserva «che tali arresti, ancorché maturati nell'ambito di un disegno criminoso che ha coinvolto alcuni carabinieri che hanno infangato quella divisa che fu anche dell'eroe Salvo d'Acquisto, risultano essere sempre stati assentiti dal pubblico ministero e, successivamente, convalidati dal giudice per le indagini preliminari».

«Azione ispettiva» 
Nel testo dell'interpellanza il parlamentare di Fratelli d'Italia prende di petto la magistrata. E sollecita la ministra Cartabia «a svolgere le verifiche di competenza, con l'urgenza che il caso conclama, presso la Procura della Repubblica e il Tribunale di Piacenza in relazione all'attività e alle decisioni assunte dal pubblico ministero e dal Gip, nei 5 anni antecedenti l'arresto dei Carabinieri della stazione Levante, a fronte degli arresti da questi ultimi eseguiti e, in particolare, all'eventuale ruolo che in dette decisioni abbia avuto la dottoressa Modica». Infine chiede «se intenda promuovere iniziative ispettive presso gli uffici giudiziari in questione, anche ai fini dell'esercizio dell'azione disciplinare nei confronti della Gup Fiammetta Modica, ai sensi dell'articolo 14, comma 2, del decreto legislativo 23 febbraio 2006, n. 109». Si tratta in sostanza di un invito a "processare" la giudice per ciò che ha scritto a sostegno della condanna dei carabinieri.  

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