IL SINDACATO GILDA: «VALUTIAMO UN ESPOSTO ALLA CORTE DEI CONTI»
«Nel Piacentino vi sono all'incirca 800 cattedre scoperte, dalle
scuole dell'infanzia sino a quelle
superiori»: è Tommaso Foti, deputato di Fratelli d'Italia, a dare voce
all'emergenza che ha colpito il
mondo dell'istruzione tanto a Piacenza così come nel resto della
provincia. «L'anno scolastico - denuncia Foti in una interrogazione
al Ministro dell'Istruzione Fioramonti - è iniziato nel caos più totale a causa della drammatica assenza di docenti. La situazione è
grave al punto da avere costretto
alcuni istituti ad anticipare l'orario di uscita da scuola. Come se
non bastasse, a causa dell'assenza di decine di insegnanti di sostegno,
in alcuni casi si è arrivati a dover
posticipare l'inserimento degli studenti a scuola. Le date di avvio delle lezioni, Regione per Regione,
avrebbero dovuto essere ben note da tempo». Sull'emergenza
scuola interviene anche l'Usb
Scuola dell'Emilia: «Non si tratta
di una emergenza non prevista - è
scritto in una nota - ma di una volontà politica ben precisa che con
ridicoli aumenti stipendiali, tagli
alle risorse umane, aumento dei
carichi di lavoro in classi sempre
più affollate e accordi forzati su
mobilità coatta o mobilità congelata non fa che aumentare a dismisura il problema della gestione degli organici nella scuola statale». E,
in serata, si è levata anche la voce
della Gilda piacentina degli insegnanti: «L'Ufficio scolastico regionale non riesce a governare i dirigenti delle scuole di Piacenza, il
Ministero dell'Istruzione intervenga d'urgenza. La Gilda chiede che
il direttore dell'Ufficio Scolastico
Regionale prenda atto di non riuscire a governare uniformemente i "presidi" delle scuole di Parma
e Piacenza, pur essendo il loro diretto superiore, e sollecita la politica ad intervenire anche con scelte radicali». E sempre da Gilda: «È
stata notificata un'intimazione ai dirigenti scolastici di due scuole
di Piacenza, il "Colombini" e il
"Romagnosi Casali". Abbiamo
sollecitato l'applicazione della
normativa contrattuale vigente
a livello regionale, la quale prevede che durante le operazioni
di nomina dei docenti siano presenti anche le organizzazioni sindacali del settore. Abbiamo scelto due scuole a caso perché, visto il caos che hanno creato, sarà impossibile essere presenti in
ogni singola scuola, diverso sarebbe stato se ci fosse stata una
convocazione unica». Precisa il
coordinatore Salvatore Pizzo:
«Stiamo valutando varie azioni,
ivi compresi esposti alla Corte
dei Conti per perseguire eventuali responsabili del danno
creato alla pubblica amministrazione, sia relativamente all'efficienza ed all'efficacia del servizio, sia sotto il profilo dell'immagine».
Libertà
