Rassegna Stampa

Fronte di 16 Paesi su coesione e Pac 'No ai tagli nel bilancio dell'Unione'

Data: 27/05/2026

FONDI PER AGRICOLTURA, PESCA E SVILUPPO REGIONALE

Sedici Paesi serrano i ranghi contro i tagli alla Politica agricola comune e alla coesione, mentre l'Italia alza ulteriormente il tono: il ministro per gli Affari europei Tommaso Foti ribadisce la «ferma contrarietà » di Roma a qualsiasi riduzione dei fondi. Dall'altra parte i frugali preparano la controffensiva chiedendo un bilancio europeo più snello, modernizzato e soprattutto meno costoso. Sul negoziato per il nuovo bilancio Ue 2028-2034 si apre così una delle faglie politiche più profonde dell'Unione: da un lato il blocco dei Paesi mediterranei, dell'Est e della coesione che difende fondi agricoli, pesca e sviluppo regionale; dall'altro i contributori netti guidati da Svezia, Paesi Bassi e Germania che puntano a ridurre il volume complessivo del Quadro finanziario pluriennale. In mezzo, la Commissione Ue prova a difendere una proposta, già contestata con forza dal Parlamento europeo con la richiesta di molti più fondi.? Alla vigilia del Consiglio Affari generali, il fronte dei 16 ha messo nero su bianco una dichiarazione comune contro i tagli previsti dalla proposta dell'esecutivo comunitario per coesione, Politica agricola comune (Pac) e pesca. Nel documento, firmato anche dall'Italia, i governi chiedono di aumentare le risorse per le politiche previste dai trattati e lasciare agli Stati il controllo sulla programmazione dei fondi, respingendo automatismi e vincoli eccessivi. Chiedono poi di abolire gli sconti nazionali sui contributi al Bilancio Ue ottenuti lo scorso settennato da Germania, Paesi Bassi, Svezia, Austria e Danimarca. E invitano tra l'altro a un rimborso più graduale del debito contratto per finanziare il Next Generation Eu (420 miliardi da ripagare a partire dal 2028), aprendo anche a nuovi prestiti garantiti dal Bilancio comune. Foti ha avvertito che tagli a Coesione, agricoltura e pesca avrebbero «impatti negativi»: «competitività e coesione non sono in concorrenza, ma due facce della stessa medaglia». Un mercato unico più forte «richiede un bilancio europeo più forte».

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