Il filosofo antieuropeista in Sant'Ilario a tutto campo contestato da Alberto Esse
Deluso da Matteo Salvini che
si è «arreso al capitalismo globalista» e preoccupato dalle misure del nuovo «governo giallofucsia». Così , ieri sera, il (turbo)
filosofo Diego Fusaro si è palesato al pubblico piacentino
nell'auditorium Sant'Ilario di via
Garibaldi. Ad accoglierlo, oltre
a più di duecento spettatori e sostenitori, c'è stata una piccola contestazione: l'artista Alberto
Esse prima ha riprodotto con
uno stereo alcune canzoni comuniste sul lato opposto della
strada, e poi - sollecitato dallo
stesso Fusaro a confrontarsi
"vis-à-vis" - si è avvicinato e l'ha
definito a più riprese «un fascista». Ma l'intellettuale antieuropeista, celebre per i libri pubblicati e gli interventi televisivi, non
si è scomposto ed è entrato nel
salone comunale per raccontare alla platea la propria visione
del Paese. «Il nuovo governo di
Pd e Cinquestelle è l'espressione massima del globalismo. Si
tratta di un esecutivo nato appositamente per massacrare i
ceti medi e le classi lavoratrici,
nonché per favorire il capitalismo finanziario. Questi ministri
tasseranno le classi più deboli e
agevoleranno il sistema bancario. Insomma, l'alleanza giallofucsia rappresenta il capitale finanziario tradotto in un governo».
Fusaro ha ammesso di essere rimasto amareggiato dalla «resa
di Salvini», perché ha dimostrato che «nessuno si trova al sicuro in questa particolare fase storica, persino chi fino a ieri portava avanti idee giuste come la
lotta contro l'euro e l'Unione europea. Quando Salvini dice che
il futuro dell'euro è irreversibile
- ha attaccato il (turbo) filosofo
- cita Mario Monti e Mario Draghi alla lettera». L'evento - dal titolo "Follia globalista. Ripartiamo dalla sovranità" - è stato organizzato dal coordinamento
provinciale di Fratelli d'Italia.
Sul palco, dopo i saluti introduttivi del consigliere regionale Fabio Callori, sono intervenuti
l'onorevole Tommaso Foti e il
presidente dell'associazione
"Conservatori e sovranisti" Marco Colosimo, nella veste di moderatore del dibattito.
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