Appuntamento dal 3 al 6 ottobre. Ad oggi hanno confermato la loro presenza oltre 200 espositori e si è prossimi al tutto esaurito
Compie quarant'anni il Geofluid
(la fiera specializzata nei
comparti delle perforazioni e dei
lavori nel sottosuolo, nella ricerca
ed estrazione dei fluidi sotterranei,
nelle fondazioni speciali,
nei consolidamenti e nelle relative
applicazioni geologiche,
idrogeologiche, geofisiche, geotecniche,
nelle bonifiche delle falde
e dei siti inquinati) ma affonda
le sue radici ancor più indietro
nel tempo, addirittura nel
1952. Lo ha spiegato Attilio Foletti,
memoria storica della rassegna,
ieri a Milano, durante la presentazione
della rassegna: «Si
parte nel 1952 con la prima mostra
del metano, voluta da Enrico
Mattei - spiega - la sede espositiva
era stata allestita vicino al
ponte stradale sul Po mentre la
sala convegni era vicino a piazza
Cavalli e gli operatori venivano
trasportati con bus a metano. Poi
nel 1956 nasce la prima Mostra
internazionale degli Idrocarburi, per la cui realizzazione vengono
ampliati i padiglioni dello storico
quartiere fieristico di San
Lazzaro. La manifestazione conosce
il suo massimo splendore
negli anni dell'Eni e dell'Agip a
Piacenza, per arrivare al 1978
quando viene poi ripresa dalla
Camera di Commercio di Piacenza,
fino al 2000 quando Geofluid
trasloca nell'attuale sede di
Le Mose».
Dal 3 al 6 ottobre la biennale,
ormai riconosciuta come un momento
di incontro e di approfondimento
unico, autorevole e imprescindibile
per gli operatori del
settore, torna a Piacenza Expo. A
presentarla, ieri al Westin Palace,
c'erano Fabio Potestà, direttore
della Mediapoint & Communications,
Giuseppe Cavalli (presidente
di Piacenza Expo), l'onorevole
Tommaso Foti (in rappresentanza
dell Comune di Piacenza)
e Corrado Sforza Fogliani
(presidente della Banca di Piacenza,
azionista privato di Piacenza
Expo).
L'edizione 2016 ha chiuso con un
totale di 338 espositori e 10.500 visitatori, di cui il 75% italiani e il
25% esteri, provenienti da 83 diversi
Paesi. Numeri - ha spiegato
Potestà - che quest'anno lieviteranno
sia per quanto riguarda gli
espositori che la superficie espositiva.
«In una provincia che ha purtroppo
perso tanti importanti
centri decisionali, Piacenza Expo
sta diventando sempre più un
punto di riferimento» ha detto
Cavalli che ha annunciato per il
futuro «nuovi eventi, ma soprattutto
nuove infrastrutture, tra cui
un eliporto e una vetrina permanente
dei prodotti in mostra a Expo».
Tommaso Foti ha rimarcato la «grande tradizione industriale
piacentina che sta dietro al successo
di Geofluid» e auspicato la
realizzazione («che dovrebbe essere
imminente») di un grande
complesso alberghiero a fianco
di Piacenza Expo.
«Piacenza è da sempre terra di
passo, lo diceva Leonardo da
VInci, ma anche di fluidi sotterranei»
ha detto Sforza Fogliani,
ricordando che a Montechiaro si
estraeva il petrolio parecchi secoli
addietro, attività proseguita
fino agli anni d'oro della Supercortemaggiore.
Tornando a Geofluid, ecco qualche
numero sull'edizione 2018:
su una superficie di oltre 30mila metri quadrati verrà presentata
un'offerta merceologica ampia e
diversificata, che coinvolge trasversalmente
tutte le tipologie di
macchine e attrezzature destinate
alla perforazione, alla ricerca e
all'estrazione dei fluidi sotteranei.
Ad oggi hanno già confermato
la loro presenza oltre 200 espositori
e si è ormai prossimi al tutto
esaurito. Anche quest'anno la
mostra sarà suddivisa in aree tematiche
specifiche, per circoscriverne
l'ampiezza dell'offerta merceologica
e la profondità dei contenuti
che verranno trattati nei
diversi convegni collegati alle singole
aree: Geotech, Geotunnel,
Geocontrol, Nodig e Geotermia. La vera novità di quest'anno é
rappresentata da un ulteriore focus
tematico, denominato Geofluid
Green, nato dall'esigenza di
seguire il mercato nella delicata
fase di transizione energetica attraverso
un processo di graduale
decarbonizzazione, verso un
futuro di sostenibilità energetica.
Cavalli e Sforza Fogliani hanno
auspicato che l'arrivo di migliaia
di visitatori forestieri permetta di
far conoscere e valorizzare le nostre
bellezze paesaggistiche, storiche
ed enogastronomiche. E la
salita al Pordenone che sarà
aperta per tutti i giorni di durata
del Geofluid.
Libertà
