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Geofluid soffia su 40 candeline regalandosi un'edizione da record e sempre più 'green'

Data: 22/05/2018

Appuntamento dal 3 al 6 ottobre. Ad oggi hanno confermato la loro presenza oltre 200 espositori e si è prossimi al tutto esaurito

Compie quarant'anni il Geofluid (la fiera specializzata nei comparti delle perforazioni e dei lavori nel sottosuolo, nella ricerca ed estrazione dei fluidi sotterranei, nelle fondazioni speciali, nei consolidamenti e nelle relative applicazioni geologiche, idrogeologiche, geofisiche, geotecniche, nelle bonifiche delle falde e dei siti inquinati) ma affonda le sue radici ancor più indietro nel tempo, addirittura nel 1952. Lo ha spiegato Attilio Foletti, memoria storica della rassegna, ieri a Milano, durante la presentazione della rassegna: «Si parte nel 1952 con la prima mostra del metano, voluta da Enrico Mattei - spiega - la sede espositiva era stata allestita vicino al ponte stradale sul Po mentre la sala convegni era vicino a piazza Cavalli e gli operatori venivano trasportati con bus a metano. Poi nel 1956 nasce la prima Mostra internazionale degli Idrocarburi, per la cui realizzazione vengono ampliati i padiglioni dello storico quartiere fieristico di San Lazzaro. La manifestazione conosce il suo massimo splendore negli anni dell'Eni e dell'Agip a Piacenza, per arrivare al 1978 quando viene poi ripresa dalla Camera di Commercio di Piacenza, fino al 2000 quando Geofluid trasloca nell'attuale sede di Le Mose». Dal 3 al 6 ottobre la biennale, ormai riconosciuta come un momento di incontro e di approfondimento unico, autorevole e imprescindibile per gli operatori del settore, torna a Piacenza Expo. A presentarla, ieri al Westin Palace, c'erano Fabio Potestà, direttore della Mediapoint & Communications, Giuseppe Cavalli (presidente di Piacenza Expo), l'onorevole Tommaso Foti (in rappresentanza dell Comune di Piacenza) e Corrado Sforza Fogliani (presidente della Banca di Piacenza, azionista privato di Piacenza Expo). L'edizione 2016 ha chiuso con un totale di 338 espositori e 10.500 visitatori, di cui il 75% italiani e il 25% esteri, provenienti da 83 diversi Paesi. Numeri - ha spiegato Potestà - che quest'anno lieviteranno sia per quanto riguarda gli espositori che la superficie espositiva. «In una provincia che ha purtroppo perso tanti importanti centri decisionali, Piacenza Expo sta diventando sempre più un punto di riferimento» ha detto Cavalli che ha annunciato per il futuro «nuovi eventi, ma soprattutto nuove infrastrutture, tra cui un eliporto e una vetrina permanente dei prodotti in mostra a Expo». Tommaso Foti ha rimarcato la «grande tradizione industriale piacentina che sta dietro al successo di Geofluid» e auspicato la realizzazione («che dovrebbe essere imminente») di un grande complesso alberghiero a fianco di Piacenza Expo. «Piacenza è da sempre terra di passo, lo diceva Leonardo da VInci, ma anche di fluidi sotterranei» ha detto Sforza Fogliani, ricordando che a Montechiaro si estraeva il petrolio parecchi secoli addietro, attività proseguita fino agli anni d'oro della Supercortemaggiore. Tornando a Geofluid, ecco qualche numero sull'edizione 2018: su una superficie di oltre 30mila metri quadrati verrà presentata un'offerta merceologica ampia e diversificata, che coinvolge trasversalmente tutte le tipologie di macchine e attrezzature destinate alla perforazione, alla ricerca e all'estrazione dei fluidi sotteranei. Ad oggi hanno già confermato la loro presenza oltre 200 espositori e si è ormai prossimi al tutto esaurito. Anche quest'anno la mostra sarà suddivisa in aree tematiche specifiche, per circoscriverne l'ampiezza dell'offerta merceologica e la profondità dei contenuti che verranno trattati nei diversi convegni collegati alle singole aree: Geotech, Geotunnel, Geocontrol, Nodig e Geotermia. La vera novità di quest'anno é rappresentata da un ulteriore focus tematico, denominato Geofluid Green, nato dall'esigenza di seguire il mercato nella delicata fase di transizione energetica attraverso un processo di graduale decarbonizzazione, verso un futuro di sostenibilità energetica. Cavalli e Sforza Fogliani hanno auspicato che l'arrivo di migliaia di visitatori forestieri permetta di far conoscere e valorizzare le nostre bellezze paesaggistiche, storiche ed enogastronomiche. E la salita al Pordenone che sarà aperta per tutti i giorni di durata del Geofluid. 

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