Rassegna Stampa

Gestione idrica 'Scelte a misura di territorio'

Data: 14/09/2025

L'Ocse: fra meno di 10 anni ci saranno attività penalizzate dalla carenza dell'acqua. «Un grande tema di politica nazionale»

Vivace dibattito attorno al tema ormai diventato sempre più centrale della risorsa idrica, della sua crescente scarsità e della sua gestione. L'incontro previsto per le ore 12 in Fondazione, intitolato "La fine dell'abbondanza". La contesa sull'acqua e la democrazia assetata" ha offerto infatti una panoramica molto articolata delle problematiche, in una dimensione che andando ben oltre gli aspetti tecnici ed economici si è allargata all'ambito politico e sociale. L'evento, moderato dalla giornalista Chiara Piotto, si è aperto con un saluto del Ministro per gli affari europei, il Pnrr e le politiche di coesione, Onorevole Tommaso Foti ed ha visto un dialogo serrato con punti di vista molto diversi. Massimo Gargano, Direttore generale di Anbi (Associazione Nazionale dei Consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) ha esordito proponendo una serie di dati "certificati" da importanti organismi che evidenziano la crisi idrica mondiale. Prima di tutte, Ocse, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, che certifica che già dal 2035 ci saranno attività penalizzate dalla carenza di acqua con il conseguente rischio di conflitti interni ed esterni. Uno scenario che ci impone di pensare a politiche per la gestione della risorsa idrica, "tagliate su misura" e progettate con un approccio specifico, ma in una lettura, che, passando per il contrasto ai cambiamenti climatici, deve essere complessiva e richiede una posizione europea. « Per noi - ha concluso Gargano nel concreto è fondamentale raccogliere l'acqua quando cade e conservarla, perché il modello di sviluppo del nostro Paese ha bisogno di un'agricoltura che non può essere sostenibile senza acqua ». Di respiro politico l'intervento di Marcello Pera, senatore di FdI, che rispondendo alle domande di Piotto, ha chiarito di considerarsi un "euroscettico" e di mantenere questa posizione di scetticismo anche rispetto alle previsioni, e alle ipotesi sugli scenari futuri, tra i quali anche quelli relativi alla disponibilità di acqua. « Per decenni - ha spiegato Pera sembrava normale che con il tempo l'Unione europea potesse arrivare ad "assorbire" le Nazioni, ma le Nazioni europee sulle questioni importanti, come questa dell'acqua, non hanno assolutamente ceduto sovranità. Dunque su questi grandi temi va rivalutato il concetto di politica nazionale, valorizzando i nostri strumenti nazionali che possono essere efficaci per risolvere le problematiche dei territori». E che la crisi idrica non sia un problema solo europeo è testimoniato molto bene anche dal libro (L'ultima acqua, il sogno perduto di Los Angeles) di Chiara Barzini, terza ospite della tavola rotonda, che presentando una storia affascinante tutta americana (viaggio dalla metropoli al deserto lungo l'acquedotto di Mulholland) favorisce una riflessione sulla disponibilità di risorse naturali nel mondo occidentale. 

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