Lunedì 19 maggio la giornata degli imprenditori al Municipale, con Foti, de Pascale, Sassi, Catalano e in collegamento il Nobel Acemoglu
Per gli ottant'anni di Confindustria Piacenza sarà niente meno che il premio Nobel dell'Economia Daron Acemoglu a spiegare i delicati ma fondamentali intrecci fra istituzioni e mondo dell'impresa. Un ospite di prestigio, video collegato, è la "chicca" di una giornata celebrativa intitolata "Aziende Patrimonio del territorio" che si terrà lunedì prossimo 19 maggio al Teatro Municipale a partire dalle 17, con i saluti delle autorità, la relazione del presidente in carica Nicola Parenti, il dialogo a distanza con il premio Nobel e a seguire una tavola rotonda.
A quest'ultima parteciperanno Tommaso Foti, ministro per gli Affari Europei, Pnrr e politiche di coesione, Michele de Pascale, presidente della Regione Emilia Romagna, Annalisa Sassi, presidente di Confindustria Emilia Romagna e Claudio Catalano, Ad di Iveco Defence e Astra Spa, moderatore Andrea Bignami, caporedattore Sky Tg24.
Al presidente Parenti chiediamo di introdurci questa giornata particolare che cuce insieme l'orgoglio associativo ma anche gli interrogativi sul futuro dove aziende e territorio sono le due facce della stessa medaglia.
Presidente Parenti, il premio Nobel cosa metterà in luce?
«Acemoglu è considerato il massimo esperto delle relazioni fra patrimonio, territorio, istituzioni e aziende. Le aziende hanno necessità di avere un territorio forte, ma il territorio è forte se sopra ci stanno le aziende, è una doppia faccia, senza la quale non c'è futuro».
Ottant'anni, bel traguardo tondo, con tanti momenti non sempre facili.
«Siamo partiti nel '45 con tutto da fare, non c'era nulla, negli anni '50 e ancora '70 è partito lo sviluppo. Negli ultimi trent'anni ne abbiamo viste di tutti i colori fino alle guerre di oggi, siamo passati in mezzo a crisi finanziarie, al Covid, momenti molto difficili. Nei giorni del Covid mi chiedevo se avremmo riaperto le nostre aziende, c'era molta incertezza, abbiamo perso persone care. Superati gli Anni '80 abbiamo vissuto altri momenti difficili ma sempre superati con aziende che hanno un'ottima occupazione, resilienza, buoni imprenditori e collaboratori. Anche le istituzioni hanno aiutato. Sono stati anni di crescita per dare sviluppo ».
Cosa ci deve preoccupare in questo momento, la stasi?
« Dopo tre o quattro anni di crescita e di sviluppo a doppie cifre, dopo l'epidemia ci si aspettava un rallentamento. La situazione geopolitica non aiuta. C'è il tema energetico, l'inflazione, il potere di crescita e i consumi rallentano, ma comunque teniamo bene grazie alla solidità delle nostre aziende».
Il presidente nazionale Orsini dice "facciamo il futuro" parlando del compleanno dell'associazione. Ma come si cambia in tempi nuovi?
«Oggi non possiamo vivere di immagine e di lobby, dobbiamo essere a fianco degli imprenditori in tutte le transizioni che ci sono, noi siamo la casa degli imprenditori, li aiutiamo a superare i problemi, le aziende arrivano, noi ci siamo. Tra Confindustria, Assoservizi e Forpin abbiamo 70 dipendenti, 9 milioni di fatturato, e le imprese associate hanno 25 mila dipendenti. Una grande rappresentatività».
Nel parterre degli ospiti al Municipale c'è anche de Pascale, come va con la Regione?
« Nel primo anno del governatore è importante che Piacenza sia inserita bene, che de Pascale sia spesso qui. In passato ci sentivamo un po' lontani, ma noi siamo Emilia Romagna, bisogna interagire con la politica della Regione che può fare tanto. Incontriamo il ministro Foti sullo strumento fondamentale del Pnrr per l'ammodernamento del territorio. E ci sarà l'ad di Iveco Defence e Astra Spa, presenza importante e in crescita».
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