I 17,6 MILIONI AL TERRITORIO / LE REAZIONI POLITICHE
Tra i primi cittadini prevale la
soddisfazione per le risorse
assegnate. Critiche sui criteri
Soddisfazione nel centrosinistra «per lo sforzo importante»
messo in campo dal governo
Conte in favore del nostro territorio. Qualche mugugno nel centrodestra dove c'è chi - è il caso ad
esempio del deputato di Fdi Tommaso Foti - si aspettava più risorse. Ma tutto sommato anche tra
gli oppositori dell'esecutivo giallorosso prevale un certo grado di
appagamento.
Il tema di discussione sono i 17,6
milioni di euro toccati a Piacenza come stanziamento straordinario per l'emergenza Coronavirus. La cifra totale di 200 milioni
è stata ripartita tra le cinque province più afflitte dall'epidemia
(oltre a Piacenza, le lombarde
Cremona, Brescia, Bergamo e Lodi) seguendo un criterio demografico e non di danno economico subito. «E' vero che le risorse
non bastano mai, ma tutti questi
soldi Piacenza non li ha visti nemmeno per il nucleare...». commenta Massimo Castelli, presidente Anci piccoli comuni e sindaco di Cerignale. «Se devo fare
un appunto - aggiunge - in questi casi oltre al criterio demografico andrebbe seguito anche
quello della superficie territoriale. E addirittura avrei inserito un vincolo maggiore per i comuni su
come spendere questi soldi». Anche per la collega Patrizia Calza,
sindaca di Gragnano, è «un segnale importante per il nostro territorio e per quelli più colpiti»
scrive su Fb augurandosi che «gli
altri territori ora non si mettano
per traverso». «E' una vita che i
nostri Comuni sovvenzionano
Fondi di solidarietà a favore di altri Comuni "svantaggiati" (forse
anche peggio amministrati) e per
anni la nostra Provincia ha elargito risorse proprie per evitare il
default di altre Province dai bilanci disastrati. Ora tocca al nostro
territorio ricevere. Non fate scherzi».
Il sindaco di Fiorenzuola Romeo
Gandolfi, centrodestra, ricorda
che nell'incontro di due settimane fa con il premier Conte in prefettura «gli avevo detto che dalle
nostre previsioni con la ragioneria stimavamo una perdita di un
milione. Ci arrivano 940mila euro, una cifra che collima con le nostre richieste. Possiamo dire che
è un bell'aiuto».
«Accolgo molto positivamente la
notizia - dice la consigliera regionale Pd Katia Tarasconi -, ma è il
come spenderli e il come farli arrivare a chi ne ha bisogno il tema
importante. Nessun governo ha
avuto la possibilità di avere così
tante risorse da spendere in passato. L'obiettivo è attrezzarsi per
far sìche questi soldi abbiano un tempo di erogazione certo. Sui
tempi si gioca tutto».
Per i consiglieri regionali leghisti
Matteo Rancan e Valentin Stragliati «è sempre un bene quando
arrivano soldi per il nostro territorio, tanto più in un momento
buio e difficile come quello che
stiamo attraversando. Ora ci
aspettiamo che le amministrazioni piacentine possano spenderli
quanto prima, e li possano utilizzare in interventi strutturali, con
l'avvio di opere e cantieri, idonei
a far ripartire l'economia» scrivono. Rivendicano il fatto che questo stanziamento arriva in risposta a un ordine del giorno specifico presentato dall'onorevole leghista, Elena Murelli». Subito dopo però chiamano in
causa la Regione. «Dopo il Governo, a questo punto, chiediamo
che anche la Regione, adesso, faccia la propria parte e dia seguito,
coi fatti, alle promesse fatta dal
governatore Stefano Bonaccini,
che aveva addirittura parlato di
un bazooka di investimenti da 14
miliardi di euro». Lo definisce un
«atto dovuto» il consigliere regionale Fdi Giancarlo Tagliaferri.
«Assieme a altre quattro province lombarde siamo stati il territorio più colpito dall'emergenza in
termini di contagi, vittime e ricadute sul sistema ospedaliero ed
socio-economico. Direi quindi
che si tratta di un atto dovuto e bene ha fatto il Governo a ribadire
le promesse che aveva fatto il presidente del Consiglio nel corso
della sua visita a Piacenza. La nostra provincia è da sempre considerata periferica dalla Regione
che ne ha sempre trascurato aree
fondamentali di intervento. Ci auguriamo che i tempi per l'arrivo
di queste risorse siano brevi perché i comuni sono in sofferenza
e devono potersi organizzare».
Il più critico è Foti: «Il criterio di
ripartizione dei fondi secondo la
popolazione è sicuramente il più
facile, non di certo il più equo. Siamo una città martire che ha affrontato una tempesta sanitaria
con dignità, senza piagnistei. Ci
si è rimboccati le maniche, cercando di limitare, per quanto
possibile, i danni. Chi aveva messo in conto l'arrivo di una pioggia
di milioni sul nostro territorio rimarrà di certo deluso». Il parlamentare Fdi è però tornato a suggerire al governo di cogliere l'occasione per risolvere alcune partite rimaste sospese. Ex Pertite;
l'area del Vallo che corre lungo via
XXIV Maggio e il Castello Farnesiana «che potrebbero essere trasferiti in un minuto al comune di
Piacenza»; la realizzazione di un
progetto pilota di nuovi edifici
scolastici accanto al Laboratorio
Pontieri; i 9 milioni del Bando Periferie; e la realizzazione di un collegamento stradale a nord, evitando così che l'asse via XXI Aprile - via Emilia Pavese svolga di fatto la funzione di tangenziale.
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