LA 28ESIMA RASSEGNA DEL TARTUFO IERI A PECORARA
Meglio un vasetto di marmellata
di more, un assaggio di cornioli
oppure uno di nocciole tostate
con il miele? Meglio una fetta di
pan di zucca o un assaggio di formaggi
di stagione accompagnati
dall'inconfondibile aroma di funghi
e tartufi appena colti? La 28°
Rassegna del Tartufo ieri a Pecorara
non ha tradito le aspettative
degli appassionati per cui questo
è un appuntamento fisso con cui
celebrare l'inizio dell'autunno. Tra
di loro c'era anche il senatùr Umberto
Bossi, amico di vecchia data
dell'alta Valtidone, il quale ha
fatto la sua comparsa tra i banchi
della rassegna. «Qui si vincerà la
scommessa di far diventare la vallata
un'attrattiva turistica perché
avete una terra che non è solo bella,
ma anche buona da mangiare»
ha detto il leader storico della
Lega che, seppur fiaccato nel fisico, non ha perso il suo proverbiale
spirito. Immancabile la domanda
sulla vicenda dell'ormai ex assessore
leghista, Massimo Polledri,
a cui il sindaco Patrizia Barbieri
ha tolto le deleghe. «No, non
mi sono fatto un'idea – ha tagliato corto Bossi – quello che so l'ho
letto, il vostro giornale ne ha parlato.
Certo è – ha aggiunto – che ci
sono momenti in cui tutto viene
usato per fare casino politico». Poi
un accenno alla crisi nazionale
sfiorata tra Lega e 5 Stelle sulla questione condono. «Se l'asticella
dei balzelli la si continua ad alzare
– ha detto il senatore leghista
– poi si arriva al condono. Tutti
lo sanno ma si scandalizzano».
Tra i presenti l'onorevole Tommaso
Foti ha proposto di nominare
Bossi cittadino onorario di
Alta Val Tidone. Politici a parte a
Pecorara protagonisti sono stati
i "gioielli" di stagione, funghi e
tartufi in modo particolare, esibiti
con maestrì a impareggiabile
e con quotazioni che oscillavano
dai 150 ai 300 euro al kilo per il tartufo nero e dai mille ai
tremila euro al chilo per il bianco.
«Quest'anno la qualità e la
quantità sono migliori dell'anno
passato» sentenziavano dall'Associazione
Provinciale Tartufai,
mentre Andrea Bianchi si dava
da fare ai fornelli per preparare
con i volontari della Pro loco 50
chili di risotto al tartufo e ai funghi
andati a ruba, come anche i
mille cotechini cucinati dagli alpini.
La Coldiretti ne ha approfittato
per raccogliere le firme per
la campagna europea contro la contraffazione dei cibi. L'Associazione
Nazionale Tartufai ha
esibito, tra l'altro, olio al profumo
di basilico e una strepitosa composta
di rosa canina di Marisa Rivoli.
Una festa di profumi e di colori
che la fusione tra Pecorara
Caminata e Nibbiano ha reso ancora
più bella. «La sagra del tartufo
– ha detto il sindaco Franco
Albertini - ha quest'anno la doppia
valenza di un tuffo nella specificità
di Pecorara, ma con una
visione più ampia su tutto il territorio
di Alta Val Tidone».
Libertà
