Rassegna Stampa

Il boom della Lega 'Cosi' la montagna ha alzato la voce'

Data: 07/03/2018

VOLA IL CARROCCIO ANCHE A VERNASCA. MOLINARI: «IL PD RIPARTA DALLA GENTE»

La montagna chiede più attenzione e affida al Carroccio un messaggio forte e chiaro da recapitare a Roma. Lega super a Farini, con il turbo a Morfasso, da record a Vernasca, tanto per essere chiari. Un exploit che sorprende, ma fino a un certo punto. Matteo Rancan, consigliere regionale del partito di Matteo Salvini, non ha dubbi: «In Valnure la Lega si è spesa nei paesi colpiti dall'alluvione e siamo stati premiati. A Vernasca, invece, credo che abbiano apprezzato la nostra posizione netta sulla spinosa vicenda legata al cementificio». Lo stesso sindaco di Farini, Antonio Mazzocchi, tirando le somme della giornata elettorale, commenta: «Qui il centrodestra e la Lega hanno numeri importanti ormai da anni. E' un trend che prosegue, non un colpo di scena. Forse l'unico dato inedito è che tocca al Carroccio trainare la coalizione al posto di Forza Italia. La Lega è stata molto presente nei mesi post-alluvione e questo ha fatto la differenza. Mentre il Movimento 5 stelle ha perso perché non è radicato sul territorio». In alta Valdarda, a Vernasca, il sindaco Giuseppe Sidoli osserva: «Già in passato, ai tempi di Umberto Bossi, la Lega aveva avuto ampi consensi da queste parti. In seguito c'è stata un'emorragia di consensi e ora si è rialzata fino a diventare il primo partito. Io me l'aspettavo, il partito di Salvini ha condotto una campagna mirata, chiara che è arrivata agli elettori. Me l'aspettavo, sì, certo non in questi valori percentuali». «La montagna ha alzato la voce» è la chiave di lettura proposta da Paolo Calestani, sindaco di Morfasso: «Nonostante la neve e la difficoltà raggiungere il capoluogo, la gente ha affollato i due seggi elettorali facendo anche 20 chilometri. I risultati premiano soprattutto la Lega che da tempo si spende per il nostro paese e trascina l'intera coalizione di centrodestra. Rancan qui è di casa, ma nonostante il ghiaccio sono saliti anche Jonathan Papamarenghi e Tommaso Foti. La gente queste cose le apprezza perché la montagna è stufa di promesse e vuole risultati concreti. Qui combattiamo ogni giorno per avere i servizi garantiti, non si può venre qui solo a raccogliere voti». I numeri usciti dalle urne soddisfano ovviamente Rancan: «Le nostre battaglie portate avanti in Regione e l'impegno del segretario Salvini a favore della montagna spiegano l'exploit della Lega in questi comuni. Noi ovviamene continueremo a rappresentare le istanze che arrivano dall'Appennino. Mi fa piacere che queste attenzioni siano state ampiamente ricambiate» Sul fronte opposto, in casa Pd, va dritto al sodo il consigliere regionale Gianluigi Molinari : «Il boom della Lega, proprio come il calo del Pd, era nelle previsioni. Sono le percentuali che sorprendono. E non sottovalutiamo nemmeno i risultati del Movimento 5 stelle, poco radicati in montagna e dunque al primo vero banco di prova. Il vento è cambiato, c'era poco da arginare. Oggi l'elettore ha perso il senso di appartenenze a questo o quel partito, sceglie di volta in volta a secondo dei temi che sente più vicini. In questi ultimi anni su alcuni argomenti , come la sicurezza, il Pd ha tentennato. Mentre gli avversari hanno cavalcato temi come lotta ai privilegi o anti-politica e sono stati premiati. La buona e seria amministrazione non è più sufficiente». La memoria di Molinari torna indietro di quasi 25 anni: «Come insegna l'esperienza post-1994 non tutto è perduto, occorrerà però tornare in mezzo alla gente per ascoltare, con umiltà, e parlare alle fasce deboli che oggi sono le più spaventate ad esempio dall'immigrazione. Solo così, con un percorso che richiederà molto tempo, il Pd potrà ritrovare chiarezza e tornare credibile. Nel frattempo, se il M5s riuscirà a formare una maggioranza in grado esprimere un governo, si potranno votare le proposte sensate, facendo dunque opposizione costruttiva. Se toccherà al centrodestra guidare il Paese, l'opposizione dovrà essere fortissima con una tregua possibile solo in caso di proposte di buon senso. L'importante è che non si facciano accordicchi, fusioni a freddo o altre alchimie che gil italiani non perdonerebbero». Il consigliere regionale riconosce alla Lega di aver condotto una campagna efficace sulla montagna e non vuol sentir parlare di "derive fasciste" o sciocchezze simili: «Questo voto dimostra unicamente che c'era voglia di cambiare, la gente chiede una svolta. E il Partito democratico dovrà ripensare pure l'organizzazione territoriale».

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TommasoFoti
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