VOLA IL CARROCCIO ANCHE A VERNASCA. MOLINARI: «IL PD RIPARTA DALLA GENTE»
La montagna chiede più attenzione
e affida al Carroccio un
messaggio forte e chiaro da recapitare
a Roma. Lega super a Farini,
con il turbo a Morfasso, da record
a Vernasca, tanto per essere
chiari. Un exploit che sorprende,
ma fino a un certo punto. Matteo
Rancan, consigliere regionale del
partito di Matteo Salvini, non ha
dubbi: «In Valnure la Lega si è
spesa nei paesi colpiti dall'alluvione
e siamo stati premiati. A
Vernasca, invece, credo che abbiano
apprezzato la nostra posizione
netta sulla spinosa vicenda
legata al cementificio».
Lo stesso sindaco di Farini, Antonio
Mazzocchi, tirando le somme
della giornata elettorale, commenta:
«Qui il centrodestra e la
Lega hanno numeri importanti
ormai da anni. E' un trend che
prosegue, non un colpo di scena.
Forse l'unico dato inedito è che
tocca al Carroccio trainare la coalizione
al posto di Forza Italia. La
Lega è stata molto presente nei
mesi post-alluvione e questo ha
fatto la differenza. Mentre il Movimento
5 stelle ha perso perché
non è radicato sul territorio».
In alta Valdarda, a Vernasca, il sindaco
Giuseppe Sidoli osserva: «Già in passato, ai tempi di Umberto
Bossi, la Lega aveva avuto
ampi consensi da queste parti. In
seguito c'è stata un'emorragia di
consensi e ora si è rialzata fino a
diventare il primo partito. Io me
l'aspettavo, il partito di Salvini ha
condotto una campagna mirata,
chiara che è arrivata agli elettori.
Me l'aspettavo, sì, certo non in
questi valori percentuali».
«La montagna ha alzato la voce»
è la chiave di lettura proposta da
Paolo Calestani, sindaco di Morfasso:
«Nonostante la neve e la
difficoltà raggiungere il capoluogo, la gente ha affollato i due seggi
elettorali facendo anche 20 chilometri.
I risultati premiano soprattutto
la Lega che da tempo si
spende per il nostro paese e trascina
l'intera coalizione di centrodestra.
Rancan qui è di casa,
ma nonostante il ghiaccio sono
saliti anche Jonathan Papamarenghi
e Tommaso Foti. La gente
queste cose le apprezza perché la
montagna è stufa di promesse e
vuole risultati concreti. Qui combattiamo
ogni giorno per avere i
servizi garantiti, non si può venre
qui solo a raccogliere voti».
I numeri usciti dalle urne soddisfano
ovviamente Rancan: «Le
nostre battaglie portate avanti in
Regione e l'impegno del segretario
Salvini a favore della montagna
spiegano l'exploit della Lega
in questi comuni. Noi ovviamene
continueremo a rappresentare
le istanze che arrivano dall'Appennino.
Mi fa piacere che queste
attenzioni siano state ampiamente
ricambiate»
Sul fronte opposto, in casa Pd, va
dritto al sodo il consigliere regionale
Gianluigi Molinari : «Il boom
della Lega, proprio come il calo
del Pd, era nelle previsioni. Sono
le percentuali che sorprendono.
E non sottovalutiamo nemmeno
i risultati del Movimento 5 stelle,
poco radicati in montagna e dunque al primo vero banco di prova.
Il vento è cambiato, c'era poco
da arginare. Oggi l'elettore ha
perso il senso di appartenenze a
questo o quel partito, sceglie di
volta in volta a secondo dei temi
che sente più vicini. In questi ultimi
anni su alcuni argomenti , come
la sicurezza, il Pd ha tentennato.
Mentre gli avversari hanno
cavalcato temi come lotta ai privilegi
o anti-politica e sono stati
premiati. La buona e seria amministrazione
non è più sufficiente».
La memoria di Molinari torna indietro
di quasi 25 anni: «Come insegna
l'esperienza post-1994 non
tutto è perduto, occorrerà però
tornare in mezzo alla gente per
ascoltare, con umiltà, e parlare alle
fasce deboli che oggi sono le più
spaventate ad esempio dall'immigrazione.
Solo così, con un percorso
che richiederà molto tempo,
il Pd potrà ritrovare chiarezza
e tornare credibile. Nel frattempo,
se il M5s riuscirà a formare
una maggioranza in grado esprimere
un governo, si potranno votare
le proposte sensate, facendo
dunque opposizione costruttiva.
Se toccherà al centrodestra guidare
il Paese, l'opposizione dovrà
essere fortissima con una tregua
possibile solo in caso di proposte
di buon senso. L'importante è che
non si facciano accordicchi, fusioni
a freddo o altre alchimie che
gil italiani non perdonerebbero».
Il consigliere regionale riconosce
alla Lega di aver condotto una
campagna efficace sulla montagna
e non vuol sentir parlare di
"derive fasciste" o sciocchezze simili:
«Questo voto dimostra unicamente
che c'era voglia di cambiare,
la gente chiede una svolta.
E il Partito democratico dovrà ripensare
pure l'organizzazione
territoriale».
Libertà
