Lettera aperta al quotidiano Libertà del sig. Gianni Parisi.
Egregio Direttore, abito a Gossolengo, dove, nei pressi di piazza Roma, sorge un castello le cui origini risalgono al XII secolo. Fino agli anni '70 era abitato da una quindicina famiglie di lavoratori dell'Arsenale: tanti bambini, un forte senso di appartenenza ed oggi…. tanta nostalgia della socializzazione che cortile e fossato hanno contribuito a formare! Negli anni '80, è stato rifatto il tetto, ammodernati gli interni di 9 appartamenti per famiglie di militari (attualmente solo uno è abitato). Nei primi anni del 2000 nel cortile si tenevano commedie, concerti, ricostruzioni storiche. L'entrata si affaccia alla "via Castello" ed ha un giardino alberato, panchine e fontana. Nei giorni scorsi , Libertà ha reso noto che a Piacenza il Demanio intende rinunciare alla proprietà di 11 complessi inutilizzati. E' utopistico sperare che anche il demanio militare possa fare a meno del castello di Gossolengo in favore della comunità civile? Nel 1918 Gossolengo è stata coinvolta per la gestione di 50.000 prigionieri malati ed affamati, molte abitazioni requisite, ospedali da campo. Gossolengo meriterebbe la riconversione del Castello. La struttura potrebbe adattarsi a sedi di associazioni, condominio solidale per popolazione anziana, persone fragili, giovani coppie. Nell'ultima competizione elettorale, tre liste si erano impegnate per la valorizzazione del castello. Ad ora non si è visto nulla, anzi ci sono finestre aperte, il vento che fa sbattere le imposte e, fa male a vedere questo abbandono! Nella celebrazione del 25 aprile, ho visto una bella rappresentanza di autorità militari, mi appello a loro, ai parlamentari piacentini, al ministro Foti perché facciano tutto il possibile affinché il Castello possa ritornare alla comunità civile di Gossolengo!
Libertà
